Ancora atti vandalici a San Giovanni in Venere

Alessandro Biancardi

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FOSSACESIA. Teppisti all’opera la notte scorsa a Fossacesia: rovinato il prato davanti all’Abbazia di San Giovanni in Venere, che era stato recentemente risistemato. Danni anche all’impianto di irrigazione.


Il sindaco di Fossacesia, Enrico Di Giuseppantonio, ha denunciato la solitudine dell'amministrazione comunale di fronte a questi fatti ed ha preannunciato una denuncia contro ignoti all'autorità giudiziaria.
L'episodio segue da vicino le scritte sui muri delle settimane scorse, contro cui il sindaco ha previsto multe fino a 500 Euro con una sua ordinanza.
«La misura è colma. – ha dichiarato Enrico Di Giuseppantonio, sindaco di Fossacesia – Per l'ennesima volta dobbiamo fare il conto dei danni arrecati da alcuni delinquenti al nostro monumento più importante. Mi spiace dirlo, ma a quanto pare siamo in pochi ad amare San Giovanni in Venere. Il Comune di Fossacesia ha investito molto per la tutela e la sicurezza dell'abbazia: purtroppo devo riscontrare ancora una volta che altri soggetti interessati non cooperano con le istituzioni, lasciando questa amministrazione, di fatto, impotente».
Nella notte tra venerdì e sabato, infatti, il prato davanti all'Abbazia di San Giovanni in Venere è stato deturpato dalla scorreria di una o più auto pirata. Dei vandali hanno invaso con le loro macchine l'isola pedonale che circonda la chiesa ed hanno compiuto varie manovre sul terreno erboso. Quest'ultimo, reso molle dalla pioggia, è stato solcato in profondità dalle ruote delle auto, che sono arrivate a danneggiare le tubature dell'impianto di irrigazione. I danni sono stati accertati questa mattina nel corso di un sopralluogo condotto dal sindaco e dall'assessore ai lavori pubblici, Giampiero Carlini.
«Lunedì provvederò a sporgere denuncia contro ignoti all'autorità giudiziaria. – ha concluso Di Giuseppantonio – Ma bisogna trovare una soluzione definitiva: perciò, già la settimana prossima in Giunta comunale cercheremo i fondi per installare delle telecamere che controllino l'area dell'abbazia. La congiuntura economica è difficile, ma faremo i sacrifici necessari. Tutto questo, però, non può funzionare se non ci aiutano tutti coloro che sono direttamente interessati alla gestione del sito di San Giovanni in Venere. A loro lancio un appello, affinché collaborino con le istituzioni per la salvaguardia di un'area che è patrimonio e ricchezza di tutti».
24/01/2009 14.50