Controlli Tarsu, proteste e file Cordoma:«atto necessario». Le denunce di Pavone

Alessandro Biancardi

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Controlli Tarsu, proteste e file Cordoma:«atto necessario». Le denunce di Pavone
MONTESILVANO. Cinquemila cartelle pazze della Tarsu e i cittadini vanno in Comune per chiedere spiegazioni. File, proteste, dubbi sulla validità e sospetta prescrizione. C’è di tutto in questa nuova storia montesilvanese.
Sono talmente tanti quelli che vogliono capire cosa sia quella ricevuta arrivata a casa che ieri è servita anche una capatina del primo cittadino allo sportello per tranquillizzare i cittadini.
In mattinata, infatti, Cordoma si è recato presso l'ufficio Tarsu di Palazzo Baldoni per incontrare alcuni utenti che aspettano (ordinatamente o meno) in file interminabili.
Il sindaco ha rassicurato i presenti riguardo il numero del personale che verrà incrementato di tre unità negli uffici della Tarsu e sullo sportello che, in questo periodo, resterà aperto al pubblico tutti i giorni per rendere più efficiente il servizio.
«Abbiate un po' di pazienza – ha detto Cordoma – i controlli sono necessari perché molti cittadini in questi anni non hanno mai pagato la Tarsu o hanno pagato solo una parte di essa. Le indagini saranno svolte nel rispetto delle regole affinché vengano scovati gli evasori per pagare tutti un po' meno».
Sul caso c'è anche una interrogazione del consigliere Rc Cristian Odoardi.
Intanto è tornato sulla questione anche Massimiliano Pavone, ex presidente del consiglio nell'era Cantagallo, che nel suo blog personale ha inserito i documenti ufficiali di questo caso, mettendo a confronto orari e date di fax inviati e ricevuti dal Comune.
«L'amministrazione della legalità e del cambiamento», dice sarcastico Pavone, «giustamente decide di combattere l'evasione e, non avendo fiducia di quei "fannulloni" (definizione Brunetta) dei dipendenti comunali, decide di servirsi di una struttura esterna al Comune».
Le sranezze sono proprio tante. L'offerta viene faxata al Comune alle ore 11, 52 del 12 dicembre; il fax viene ricevuto alle ore 12,13 del 12 dicembre e nei 37 minuti successivi, viene protocollata, assegnata al responsabile del procedimento, istruita, giudicata congrua, minutata la proposta di deliberazione, acquisiti i necessari pareri di legge, viene convocata la giunta. Alle ore 12,50 del 12 dicembre la giunta adotta la deliberazione ed affida l'incarico all'unica ditta esterna interpellata».



 «La ditta incaricata», ricorda ancora Pavone, «lavorando anche sabato 13 e domenica 14 esegue i controlli incrociati tra le dichiarazioni dei contribuenti ed i dati catastali ed il 18 dicembre, dopo soli 6 giorni, emette circa 5.000 cartelle di pagamento per i contribuenti che hanno reso dichiarazioni infedeli e, nella stessa data, li spedisce»
Ma gli avvisi, spediti il 18 dicembre, arriveranno ai contribuenti solo il 10 gennaio, «vanificando tutto per prescrizione», dice Pavone, sposando così la tesi di Rifondazione Comunista.
Ma ci sarà sempre chi –magari poco informato- pagherà comunque con buona pace per le casse comunali e della Soget.
22/01/2009 10.01