Caso Dezio, Pastore (Pdl) chiede l'intervento del ministro

Alessandro Biancardi

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Caso Dezio, Pastore (Pdl) chiede l'intervento del ministro
PESCARA. Il senatore Andrea Pastore ha presentato oggi al ministro di Giustizia Angelino Alfano un'interrogazione parlamentare sul caso Dezio.
Sì, adesso le inchieste di Pescara finiscono dritto dritto sulla scrivania del ministro Alfano. Se fino a qualche tempo fa riuscivano ad avere un eco nazionale adesso si chiede un intervento diretto, o almeno una spiegazione, dal maggior esponente istituzionale del settore.
L'idea, e la messa in pratica, è stata del senatore del Pdl, Andrea Pastore, che ha deciso di interrogare il guardasigilli sulla mancata fissazione dell'udienza preliminare, «dopo quattordici mesi dalla chiusura dell'indagine», riguardante il caso di Guido Dezio e altri, compreso il sindaco D'Alfonso.
L'iniziativa parlamentare del senatore trae origine, si legge in una nota, «dai dubbi di regolarità che scaturiscono dal concorso, in base al cui esito il Dezio ha acquisito la qualifica di dirigente, indagato dalla Procura della Repubblica di Pescara per la mancanza dei titoli necessari per la partecipazione al concorso stesso».
Secondo Pastore, infatti, la mancata fissazione dell'udienza preliminare «è dovuta al fatto che la comunicazione di chiusura dell'indagine non è stata ancora notificata alle parti interessate, per carenza di ufficiali giudiziari, a oltre un anno e mezzo dell'inizio delle indagini e ad oltre un anno dalla chiusura delle medesime».
«Il procedimento», contesta però Pastore, «non appare di tale natura e complessità da giustificare un termine cosi ampio, comunque intollerabile anche se si fosse trattato di un maxi processo con centinaia di imputati».
Il senatore sollecita così l'intervento del ministro di Giustizia Alfano, al quale chiede di fare chiarezza sulle vicende legate allo «straordinario ritardo» delle notificazioni e «se tali accadimenti abbiano una certa frequenza negli uffici giudiziari di Pescara o anche in uffici giudiziari presso altri tribunali e se comunque non ritenga di assumere tutti i provvedimenti per ovviare ad una situazione giudiziaria e ad un' indagine così datata e delicata, per i riflessi ed i collegamenti che ha anche sull'attuale situazione del Comune di Pescara e delle dimissioni-impedimento del sindaco».
Ritardo di sicuro molto ampio ma forse non straordinario che investe moltissimi processi, non solo quelli eccellenti, dovuta principalmente all'enorme mole di lavoro per i pochissimi ufficiali giudiziari che così non riescono a smaltire tutte le pratiche.
Soltanto in alcuni casi la procura può affidare la notifica degli atti alla stessa polizia giudiziaria che ha svolto le indagini, accelerando notevolmente i tempi. Ma questo può accadere solo per quelle inchieste nelle quali siano state emesse ordinanze di misure cautelari. E' capitato così per esempio con l'inchiesta Ciclone e capiterà per questa che ha portato all'arresto il sindaco D'Alfonso.
Non per il caso sul concorso Dezio nel quale non sono stati richiesti arresti.

22/01/2009 8.20