Discarica La Torre, richiesta risarcimento danni da 10 mln di euro

Alessandro Biancardi

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TERAMO. Ancora un rinvio per l'udienza preliminare nell'inchiesta della discarica La Torre che vede tra gli indagati il presidente della Regione Gianni Chiodi.

All'epoca dei fatti il governatore era sindaco di Teramo e per questo è stato inserito «per atto dovuto» nella lista dei responsabili per il crollo della discarica La Torre avvenuto il 17 febbraio del 2006.
Ieri, giornata di udienza preliminare per decidere se ci dovrà essere il processo per i 14 presunti responsabili, tra amministratori, dirigenti e tecnici. Ma alla fine c'è stato un ennesimo rinvio.
Se ne tornerà a discutere il prossimo 26 febbraio.
Intanto ieri sono state grandi protagoniste le associazione ambientaliste e i comitato spontanei, nonché i residenti che vivono nei pressi della discarica e ben prima del crollo avevano allertato Comune e Regione.
Si sono quindi costituiti parte civile il Wwf Italia, il comitato "La Torre" capeggiato da Francesco Di Diomede, e i quattro residenti che hanno chiesto 10 milioni di euro di risarcimento danni.
Oltre a Chiodi ci sono anche nuovi esponenti della Giunta e del consiglio che saranno protagonisti – diretti o indiretti - di questa vicenda.
Primo tra tutti Mauro Di Dalmazio, nuovo assessore regionale allo Sviluppo del turismo e alle Politiche culturali che insieme a Enrico Mazzarelli (neo sottosegretario alla presidenza) curerà la difesa del presidente.
Poi c'è anche il neo consigliere regionale Claudio Ruffini, ex presidente della provincia di Teramo.
Per i 14 indagati le accuse mosse dal pm Valentina D'Agostino vanno dall'attività di gestione dei rifiuti non autorizzata all'inquinamento dell'aria, dal crollo colposo al falso materiale.
Secondo la ricostruzione degli inquirenti la Provincia e il Comune non potevano non essersi accorti che il sito non era più idoneo a ricevere rifiuti. Secondo la difesa di Chiodi, l'ex sindaco si fidò semplicemente dei pareri tecnici dal momento che lui non era un esperto del settore (il governatore è un commercialista).
Inoltre le proroghe concesse non erano legittime: già da tempo la capienza limite era stata superata, così come il limite ultimo di tempo per portare i rifiuti.

21/01/2009 9.17