Martedì l'udienza preliminare per l'inchiesta sulla discarica La Torre

Alessandro Biancardi

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TERAMO. Grande festa per l'insediamento ufficiale della giunta e per l'ufficializzazione delle deleghe degli assessori. Ma nei prossimi giorni appuntamenti spiacevoli in vista per il governatore Gianni Chiodi e il suo vice Alfredo Castiglione, "impegnati" entrambi in due udienze preliminari per due inchieste diverse.



Il primo sarà Chiodi: si terrà infatti martedì 20 gennaio l'udienza preliminare per l'inchiesta sul crollo della discarica La Torre. L'udienza era fissata per il 28 novembre scorso ma tutto venne rinviato per «questioni elettorali».
In quei giorni, infatti, la Regione era in piena campagna elettorale e l'ex sindaco Gianni Chiodi non era ancora diventato Governatore.
I difensori di quattro ex amministratori pubblici - Gianni Chiodi e Bernardo Rabuffo, nel listino per il centrodestra e Angelo Sperandio e Claudio Ruffini per il Pd –avevano chiesto il rinvio dell'udienza e il gip aveva dato l'ok.
Le accuse mosse dalla procura vanno dall'attività di gestione dei rifiuti non autorizzata all'inquinamento dell'aria, dal crollo colposo al falso materiale.
Secondo la ricostruzione degli inquirenti la Provincia e il Comune non potevano non essersi accorti che il sito non era più idoneo a ricevere rifiuti.
Inoltre le proroghe concesse non erano legittime: già da tempo la capienza limite era stata superata, così come il limite ultimo di tempo per portare i rifiuti.
Ma per altri due anni (dal 2004 al settembre 2006, mese della frana nella discarica) i rifiuti continuarono ad essere portati lì.
Le pessime condizioni del sito non furono una sorpresa per nessuno.
Subito dopo il crollo i residenti della zona parlarono di «disastro annunciato».
GLI INDAGATI E I CAPI DI IMPUTAZIONE

14 in totale le richieste di rinvio a giudizio. Le ipotesi di reato contestate sono attività di gestione dei rifiuti non autorizzata, inquinamento dell'aria, crollo colposo al falso materiale, getto pericoloso di cose, deturpazione di bellezze naturali, omessa denuncia di reato.
Oltre all'ex sindaco Chiodi si dovranno recare all'udienza preliminare anche gli altri 13 indagati: Ernino D'Agostino, presidente della Provincia di Teramo, Nicola D'Antonio, tecnico del Comune, Berardo Rabbuffo, vice sindaco, Massimo Di Giacinto, ex dirigente regionale del settore rifiuti; Franco Gerardini, dirigente regionale del settore rifiuti, Claudio Ruffini, ex presidente della Provincia e attuale sindaco di Giulianova; Maria Pia Gramenzi, dirigente dell'Arta; Maria Daniela Marcozzi Rozzi, dirigente dell'Arta, Angelo Sperandio, ex sindaco di Teramo; Ferdinando Di Sanza, dirigente provinciale del settore ambiente; Carlo Taraschi, tecnico incaricato dal Comune; Roberto Di Giovanni, tecnico incaricato dal Comune; Marcello Catalogna, tecnico incaricato dal Comune.

IL 29 TOCCA A CASTIGLIONE

È fissata invece per giovedì 29 gennaio l'udienza preliminare per il neo vice presidente della Regione Alfredo Castiglione accusato di corruzione con i buoni benzina.
Il pm Filippo Guerra (attualmente in servizio a Gela per un distaccamento che durerà 6 mesi), ha chiesto il processo per lui e per altri tre (l'ex assessore comunale di Montesilvano Corrado Carbani e due titolari di pompe di benzina Antonio Vanni e Paola Partenza).
A decidere sarà il gip Maria Michela Di Fine (gip anche nell'inchiesta che portò all'arresto di Ottaviano Del Turco). I fatti contestati risalirebbero al 2004 quando, secondo la Procura di Pescara, l'allora assessore regionale al Bilancio ricevette 78 buoni benzina («mazzette», le chiama Guerra) da un imprenditore di Montesilvano in cambio di un intervento sulla commissione commercio della Regione. Ma Castiglione ha più volte ripetuto di non aveva partecipato all'iter della legge.
Sarà la Di Fine a decidere se dovrà esserci un processo o si potrà archiviare il tutto.

a.l. 19/01/2009 19.06