Guardiagrele:«Vogliamo conoscere l'eredità Auriti»

Alessandro Biancardi

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EREDITA’ AURITI. GUARDIAGRELE. Un ripensamento del Comune di Guardiagrele o una sollecitazione ai parroci tanto per mettere a posto la coscienza?
La vicenda dell'eredità Auriti, lasciata ai Camilliani di Bucchianico per assistere i poveri di Guardiagrele, si arricchisce di un documento importante: l'interrogazione che per primi i consiglieri comunali Donato Colasante e Nicolino Colasante inoltrarono al sindaco il giorno 15 marzo 2008.
Ben 5 mesi prima che l'assessore Simone Dal Pozzo, già smentito dalle iniziative di altri cittadini, scrivesse ai parroci invitandoli a segnalare i poveri, come da volontà dell'ambasciatore Auriti.
Cioè l'amministrazione di Guardiagrele è arrivata ultima nel rivendicare i diritti di godimento dell'eredità che i Camilliani hanno trasferito al Comune di Bucchianico (vedi l'atto di vendita del Palazzo costruito per ospitare un Istituto destinato ad assistere poveri e malati, secondo la vocazione dell'Ordine, ed il parere dell'ex notaio Messina che ha interpretato le clausole della vendita).
I due consiglieri scrivono a marzo di aver conosciuto tutta questa vicenda solo sulla stampa e di rammaricarsi del fatto che il sindaco, con iniziative personali non portate a conoscenza del Consiglio comunale, abbia liquidato la questione come «non importante per il Comune».
Una contraddizione, scrivono i due Colasante, visto che proprio il sindaco ha scritto che ogni mese e per anni le casse comunali hanno pagato e stanno pagando «somme non indifferenti» per le rette dei ricoveri di cittadini guardiesi nelle Case di riposo. Tutto ciò premesso, i due consiglieri chiesero un dibattito sull'eredità Auriti.
«Sono passati mesi e mesi – spiega Donato Colasante – e nonostante le nostre sollecitazioni di questo fatto non si è parlato. Solo ad inizio estate, in coda ad un Consiglio, abbiamo avuto risposte generiche, ma nessuna iniziativa concreta. Ho richiesto i verbali di quel Consiglio per essere più preciso, ma confermo il nostro dissenso sul disinteresse dell'Amministrazione di Guardiagrele. La sensazione è che il sindaco sia stato troppo acquiescente con il Padre provinciale dei Camilliani che lo ha convinto a non opporsi alla vendita al Comune di Bucchianico».
In pratica, dalla documentazione in nostro possesso e dalla visita che il Padre provinciale fece in Comune, sembrerebbe che il sindaco Mario Palmerio si sia fidato della possibilità che gli obblighi testamentari fossero onorati dai nuovi proprietari, una volta acquistato il Palazzo.
Oggi sembra che non sia così e quindi il Comune cerca di correre ai ripari.

Sebastiano Calella 19/01/2009 8.27