Fangopoli. Pm chiede il processo per 25 tra cui Catena, D’Ambrosio, Di Vincenzo

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp PdN 328 3290550

Letture:

4304

Fangopoli. Pm chiede il processo per 25 tra cui Catena, D’Ambrosio, Di Vincenzo
PESCARA. L’inchiesta Fangopoli sempre più vicina al processo. Si tratta delle contestazioni sollevate dalla procura nell’ambito dell’appalto, gestione del depuratore di Pescara e del relativo traffico di rifiuti.
Il pm della procura di Pescara, Gennaro Varone, ha presentato la richiesta di rinvio a giudizio per l'ex presidente dell'Aca, Bruno Catena, l'ex presidente dell'Ato, Giorgio D'Ambrosio, Bartolomeo Di Giovanni, direttore generale dell'Aca, Alessandro Antonacci, dirigente tecnico dell'Ato, e il sindaco di Navelli, Paolo Federico.
La richiesta riguarda anche altri 20 indagati.
A vario titolo devono rispondere di turbativa d'asta, abuso d'ufficio, truffa, falsita' ideologica, trasporto e smaltimento dei rifiuti in assenza di autorizzazione, traffico di rifiuti, corruzione per atti contrari ai doveri d'ufficio, corruzione, violazione di sigilli, frode in pubbliche forniture. L'indagine, condotta dal Corpo forestale dello Stato, diretta da Guido Conti, e' durata quasi due anni.
Nello specifico Catena, Di Giovanni, D'Ambrosio e Antonacci devono rispondere di concorso in abuso d'ufficio.
Secondo l'accusa avrebbero procurato intenzionalmente a Giovanni Di Vicenzo e Gaetano Cardano, entrambi indagati, in proprio e quali legali rappresentanti rispettivamente della 'Dino Di Vincenzo & C. Spa' e della 'Biofert Srl', un notevole vantaggio patrimoniale «mediante l'affidamento, da parte dell'Ato 4 ed in favore dell'Ati 'Dino Di Vincenzo & C. Spa'/'Biofert Srl', della concessione di costruzione e gestione per 23 anni e dietro corrispettivo base di due milioni 470 mila euro l'anno, al netto dell'Iva, in regime di project financing, degli interventi di adeguamento ed ottimizzazione del depuratore di Pescara».
Inoltre per la procura avrebbero stipulato la concessione con un soggetto giuridico, l'Ati 'Dino Di Vincenzo & C. Spa'/ 'Biofert Srl', diverso dall'aggiudicatario (la 'Dino Di Vincenzo & C. Spa'), «che non essendo titolare di impianti di smaltimento, trattamento e recupero autorizzato dalla Regione, avrebbe dovuto affidare il servizio di smaltimento dei fanghi con procedure d'evidenza pubblica».
Ora tocchera' al giudice per l'udienza preliminare fissare la data dell'udienza.
Sarà sempre il gup a valutare il fondamento dell'indagine svolta e le prove reperite.
Nel caso più grave le persone indagate saranno rinviate a giudizio e per loro comincerà il processo vero e proprio.

16/01/2009 17.04