Omicidio Marcucci, prende piede l'ipotesi dell'incidente

Alessandro Biancardi

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ATESSA. Angelo Marcucci sarebbe morto dopo aver sbattuto la testa contro un albero, mentre era a bordo della sua auto, dal lato passeggeri. Aveva la testa fuori dal finestrino e stava vomitando. L'auto era in movimento, alla guida l'amico.

La notizia del presunto nuovo arresto si era diffusa stamani dopo aver appreso della scarcerazione di Daniele Perrucci. Al momento non ci sono provvedimenti di alcuna natura a carico del giovane amico della vittima.
A scatenare voci risultate non vere sarebbero state le frasi del pm Tullio Moffa scritte nella sua richiesta di scarcerazione.
Moffa scrive: «preso atto delle dichiarazioni confessorie di Vincenzo Sfirri rese alle ore 17 del 13 gennaio 2009, rilevato che le stesse hanno determinato la caducazione degli indizi di colpevolezza a carico di Perrucci e che pertanto va disposta l'immediata liberazione del fermato, dispone che Daniele Perrucci sia posto immediatamente in libertà e revoca la misura di custodia cautelare in carcere avanzata nei suoi confronti».
Ma le notizie di oggi sono altre due: secondo gli inquirenti, infatti, la morte di Angelo potrebbe essere stata causata anche da un incidente.
A confermare questa ipotesi ci sarebbe anche il racconto di Sfirri che ha raccontato che al ritorno dalla discoteca da Lanciano quella notte Angelo Marcucci si sarebbe sentito male e aperto il finestrino della Fiat 500 dove sedeva al lato passeggeri.
Il ragazzo si sarebbe sporto per vomitare. Durante la corsa dell'auto il ragazzo avrebbe battuto violentemente la testa contro un albero posto sul ciglio della strada.
Si sta ora verificando questo nuovo scenario.
Di sicuro Perrucci, unico indagato di questa vicenda, tratto in arresto domenica, è stato oggi scarcerato.
Secondo chi sta portando avanti le indagini il giovane sarebbe riuscito a dimostrata la sua estraneità ai fatti, come lo stesso aveva sempre sostenuto.
Il ragazzo non c' entra nulla nella vicenda ed è stato confermato che era tornato a casa dopo un precedente litigio avvenuto al bar della vittima.
Si era arrivati all'arresto del giovane dopo le dichiarazioni di Sfirri, il giovane con cui la vittima aveva trascorso la serata in discoteca a Lanciano.
Erano stati insieme fino alle 6 del mattino, aveva raccontato subito dopo il ritrovamento di Angelo, nella Fiat Cinquecento con la testa spaccata, fuori dal finestrino, lato passeggero.
Lo aveva lasciato davanti casa, poi era andato via. Un'ora e quaranta minuti dopo la mamma, già allarmata per la sua scomparsa, vedrà dal balcone di casa l'auto con il figlio dentro.
Ma cosa è successo in quell'arco di tempo, durante il quale nessuno dice di aver visto il giovane?
Sfirri, inoltre, è lo stesso che aveva accusato dell'assassinio Daniele Perrucci, il 26enne di Montazzoli, posto in stato di fermo, con cui Marcucci aveva avuto un diverbio poche ore prima della morte. Poi ritrattò. Insomma le sue dichiarazioni sono tutt'altro che chiare.
«Angelo si era rifiutato di dare da bere a Daniele», aveva raccontato agli investigatori, e da qui l'idea che il cliente avesse potuto vendicarsi.
Vendicarsi con una violenza atroce, come ha confermato l'autopsia, dopo un colpo con un pugno di ferro.
Gli inquirenti avevano creduto all'ipotesi avanzata dall'amico, tanto che Perrucci domenica era stato posto in stato di fermo e recluso nel carcere di Lanciano.
Ma stamattina, giorno in cui l'unico indagato doveva essere interrogato dai magistrati, è stato scarcerato.

«UNA STORIA CHE MI HA SEGNATO»

«Voglio solo tornare a casa. E' stata una storia che mi ha segnato profondamente».
Lo ha detto Daniele Perrucci inizialmente accusato dell'omicidio di Angelo Marcucci a seguito delle prime dichiarazioni rese da Vincenzo Sfirri.
Dina, la mamma del ragazzo tornato in libertà, ha voluto ringraziare le forze dell'ordine e la magistratura che hanno saputo approfondire «questa storia».
La donna e' sempre stata convinta dell'innocenza del figlio perchè «quella notte alle 4 del mattino il padre aveva visto Daniele dormire sul suo letto».
L'autopsia ha fatto risalire il decesso alle 4.30 di domenica mattina.
L'ipotesi dell'incidente, intanto, starebbe prendendo piede.
Marcucci, che teneva la testa fuori dal finestrino mentre veniva riportato a casa da Sfirri dopo la serata trascorsa in discoteca a Lanciano, potrebbe aver urtato qualcosa che gli ha provocato lo sfondamento della scatola cranica.
Sono momenti concitati e di smarrimento per i vari dettagli che stanno emergendo e che dipingono una storia completamente diversa da quanto appurato in un primo momento.

14/01/2009 13.16