Veltroni (Pd):«i magistrati sbagliano, le vicende recenti lo confermano»

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. «Io credo che le vicende di cronaca anche di questi ultimi giorni abbiamo mostrato i rischi di errori, anche gravi, da parte di singoli magistrati.
ABRUZZO. «Io credo che le vicende di cronaca anche di questi ultimi giorni abbiamo mostrato i rischi di errori, anche gravi, da parte di singoli magistrati. Sono cose che sostengo non da oggi».
La strada intrapresa ormai dalla politica bipartisan è quella che porta dritto alla riforma della giustizia.
Una riforma molto contestata e che potrebbe creare ripercussioni non di poco conto. Seconda riforma che arriverebbe dopo quella dell'allora ministro Castelli. Sul tavolo vi è il problema delle intercettazioni e della separazione delle carriere dei magistrati.
Il sentore è quello di creare un accordo tra Pd e Pdl sfruttando anche il momento “favorevole” che vede lo stesso partito di Veltroni al centro di numerose indagini. Il Pdl dal canto suo predica da anni una riforma dopo le leggi approvate in passato che hanno portato la depenalizzazione di alcuni reati giudicati meno rilevanti.
Veltroni ha assicurato che il suo pensiero non è affatto legato ai problemi giudiziari che in tutta Italia stanno minando la credibilità di suoi uomini («queste cose le dico dai tempi di Tangentopoli, sono le stesse che scrivevo sull'Unità di cui ero allora direttore»).
«Sul mio attaccamento alle garanzie non possono dunque esserci dubbi», ha aggiunto Walter Veltroni, intervistato dal giornale online 'ilsussidiario.net' sui temi della giustizia.
«Mi ha profondamente colpito - osserva il segretario del Pd - il caso di Margiotta per il quale la richiesta di arresto è stata bocciata anche dal tribunale del riesame oltre che dalla Camera, o quella del sindaco di Pescara D'Alfonso. Ho parlato di situazione grave perché colpisce la libertà delle persona e anche la solidità delle istituzioni. Ma ripeto, non ho mai pensato a complotti e neppure ad un vero e proprio conflitto di poteri. E poi, insisto, credo che la questione del funzionamento
della giustizia, di decisioni non ponderate e sbagliate sia una questione che riguarda tutti i cittadini, cominciando da quelli più deboli e finendo con i politici. Non il contrario».
Alla domanda se la 'questione morale' non stia condizionando le scelte politiche del partito, Veltroni risponde: «No. Io ho parlato di un rilancio dei temi riformisti di una innovazione nei contenuti programmatici e anche nei gruppi dirigenti perché ci credo, perché si muovono nello stesso senso che ho indicato al Lingotto un anno e mezzo fa. Non sto strumentalizzando i giudici né mi sento da loro forzato. Ho detto e lo ripeto che una questione morale - o meglio una questione politica - esiste ed è rappresentata da alcune zone di opacità nel rapporto tra politica e economia, tra amministrazione ed affari. Questa opacità va rimossa nell'interesse dei cittadini ma anche nell'interesse della politica che non deve puntare alla conservazione delle proprie classi dirigenti ma a rispondere ai problemi reali, alla necessaria modernizzazione del nostro paese».

Per quanto riguarda il caso D'Alfonso non è chiaro a quale “errore” faccia riferimento il segretario del Pd se è vero che nonostante alcuni passaggi contraddittori nelle ordinanze che hanno rimesso in libertà gli indagati finiti ai domiciliari (Dezio, D'Alfonso, De Cesaris) il gip De Ninis ha confermato pienamente (nella sua ultima ordinanza) l'impianto accusatorio che –dopo gli interrogatori- è uscito addirittura «rafforzato».

13/01/2009 12.20

[url=http://www.primadanoi.it/search.php?query=l%27arresto+di+d%27alfonso&mid=6&action=showall&andor=exact]TUTTE LE ACCUSE MOSSE A D'ALFONSO[/url]