Eredità Auriti. «Il Comune di Guardiagrele si è mosso e come»

Alessandro Biancardi

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BUCCHIANICO. La vicenda dell'eredità Auriti e del rischio che possa svanire nel nulla agita i sonni anche degli amministratori comunali di Guardiagrele.
In sintesi: l'ambasciatore Auriti nel 1969 dona un'ingente somma all'Ordine di San Camillo «per realizzare un'opera destinata ad assistere i poveri di Guardiagrele», appunto il Palazzo che si staglia nella veduta di Bucchianico. Si tratta di un edificio di 8 piani destinati a Casa di riposo, mai entrata in funzione.
Dopo 40 anni di inutili tentativi, i Camilliani vendono il Palazzo proprio al Comune di Bucchianico, trasferendo gli obblighi testamentari al nuovo proprietario. Conosciuto il testamento (tenuto segreto?) e l'iniziativa meritoria di due semplici cittadini guardiesi di sollecitare il sindaco di Bucchianico ad erogare l'assistenza prevista dall'Ambasciatore, i parroci di Guardiagrele hanno deciso di chiedere anche loro il rispetto dell'eredità, essendo indicati nei documenti come «coloro che dovevano segnalare i poveri».
Ci scrive l'avvocato Simone Dal Pozzo, assessore ai servizi sociali di Guardiagrele che contesta quanto riportato da PrimaDaNoi.it.
«La ricostruzione dei fatti relativi ad una presunta latitanza del Comune non è assolutamente rispondente al vero», dice l'assessore, «mi permetto di segnalare un articolo sul sito www.guardiagrelesociale.it nel quale si chiarisce che l'azione dei due "indomabili cittadini" è stata preceduta molti mesi prima da alcune note scritte del comune. L'ultima di esse, a mia firma, porta la data del 25 agosto scorso e documenta l'inesattezza di quanto detto nell'articolo».
Raggiunto telefonicamente, l'assessore ha ribadito con forza «che i due indomabili cittadini (Dario Ceregato e Pietro D'Amico, ndr) non hanno fatto niente di più di quanto sta facendo il Comune che ad agosto si è anche mosso per invitare i parroci a prendere un'iniziativa, visto che da solo il Comune non è titolato a rivendicare alcunché dell'eredità, di cui non è beneficiario».
Ed ha aggiunto: «E' vero che io ho parlato con Ceregato di questa vicenda tantissime volte, come so anche che la nostra lettera di agosto è nota. Perciò mi aspettavo che se ne facesse cenno. So anche che i due si sono forniti di un parere del notaio Messina sul contenuto dell'atto di acquisto del Palazzo da parte del Comune di Bucchianico. Avrebbero fatto meglio a farlo conoscere al sindaco o a me, così ne discutevamo anche in punto di diritto visto che sono un avvocato. Insomma il Comune è presente e nessun ruolo di supplenza tocca ai due cittadini citati nell'articolo per la presunta latitanza dell'amministrazione».
Dunque la preoccupazione dell'assessore sembra solo quella di non arrivare in seconda battuta dietro i cittadini che hanno sollevato e seguito la vicenda.
Comunque la sua risposta fa chiarezza: nonostante le presunte “inesattezze”nulla viene smentito, si conferma che i due cittadini si sono mossi e si sottolinea soltanto che il «Comune c'è e segue la vicenda, senza bisogno di supplenti».

Sebastiano Calella 13/01/2009 9.35

[url=http://www.primadanoi.it/upload/virtualmedia/modules/bdnews/article.php?storyid=18537]L'ARTICOLO CONTESTATO[/url]