Amministratori locali, peggio di così non si può

Alessandro Biancardi

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Amministratori locali, peggio di così non si può
LA CLASSIFICA. Non solo 1 abruzzese su 3 alle ultime elezioni regionali ha disertato le urne ma adesso i cittadini dimostrano di gradire molto poco presidenti di Provincia e sindaci. Ecco la classifica abruzzese del quotidiano il Sole24Ore. COLETTI:«SONDAGGI RELATIVI ED INFLUENZABILI»
Forse così male non si era mai andati. Vuoi per le inchieste che stanno investendo il Pd (tutti gli amministratori sono del partito di Veltroni), vuoi per una generale crisi di stima dei cittadini nei confronti della politica, il livello di gradimento è prossimo allo zero.
Nella classifica stilata dal Sole24Ore mancano i voti dell'ex presidente Ottaviano Del Turco, dimessosi dopo l'arresto (che sempre secondo questa classifica non aveva mai brillato), e anche quello al sindaco-malato di Pescara Luciano D'Alfonso (che invece aveva conquistato risultati più che brillanti in passato, sempre secondo tale rilevazione) perché, spiega il giornale, nei giorni delle domande telefoniche si era dimesso. Forse meglio così per D'Alfonso che era stato consacrato sul giornale finanziario come uno tra i miglior sindaci d'Italia.
Manca all'appello anche Gianni Chiodi che ha lasciato l'incarico da sindaco per candidarsi ed essere eletto nuovo presidente della Regione.
Tutti presenti, invece, i quattro presidenti di Provincia che risultano però agli ultimi posti nella classifica 2008 italiana del gradimento.
Tommaso Coletti (Chieti, centrosinistra), è ultimo nella classifica nazionale e si è posizionato al 101° posto insieme a Giovanni Florido (Taranto). Coletti - secondo l'indagine - avrebbe il 42% dei consensi, contro il 45% del 2007, il 50% del 2006 e il 54,9% con cui è stato eletto.
Nei giorni scorsi il Pd aveva annunciato che Coletti sarebbe stato il candidato presidente anche alle prossime provinciali del 6-7 giugno. Chissà se questi numeri potranno cambiare le cose o il Partito Democratico deciderà di andare avanti per la sua strada.
In 98° posizione si colloca Giuseppe De Dominicis (Pescara, centrosinistra), al 45,5%, rispetto al 47,5% del 2007, al 54,8% del 2006 e al 59,6% ottenuto al momento dell'elezione.
Va meglio, ma sempre in un contesto molto critico, per Stefania Pezzopane (L'Aquila) ed Ernino D'Agostino (Teramo), entrambi di centrosinistra, sono appaiati al 92/o posto con il
46%.
Nel 2007 Pezzopane era data al 48%, nel 2006 al 57,5%, mentre alle elezioni ottenne il 59,6%. D'Agostino un anno fa era al 48,5%, nel 2006 al 52,4%, dopo essere stato eletto con il 57,4%.


SINDACI, CHE DISASTRO


Altra nota dolente quella dei sindaci. In questo caso Il Sole 24 ore rileva solo la posizione di Ricci e Cialente.
Va malissimo per Francesco Ricci (Chieti, centrosinistra) che risulta 100° con il 46%: nel 2007 aveva ottenuto il 51,5%, nel 2006 il 56%, ma era stato eletto con il 64,3%.
Un -18% in appena due anni che hanno visto il Comune al centro di questioni difficili e complicate come ad esempio i Giochi del Mediterraneo, sempre al centro di polemiche quotidiane.
Un punto percentuale in più lo strappa Massimo Cialente, oggi al 47%, mentre nel 2007 il consenso era al 56%, dopo un'elezione vinta con il 53,2%.
Nella classifica nazionale dei governatori è primo Raffaele Lombardo (Sicilia), ultimo Antonio Bassolino (Campania). Tra i presidenti di Provincia spicca Giuseppe Castiglione (Catania). Tra i
sindaci sono tre i migliori: Flavio Tosi (Verona), Sergio Chiamparino (Torino), Giuseppe Scopelliti (Reggio Calabria), ultima Rosa Russo Iervolino (Napoli).
Quali le ragioni di questo vero e proprio disastro?
Di sicuro molte le ragioni , spesso composite, tutte imputabili però all'operato dei singoli amministratori e dei partiti di appartenenza che con il loro agire si sono allontanati dai cittadini e sempre più spesso dalle leggi che dovrebbero garantire il benessere e l'interesse pubblico.
I risultati sono il calo del gradimento e le inchieste giudiziarie.

13/01/2009 8.44


COLETTI:«SONDAGGI RELATIVI ED INFLUENZABILI»

«La Provincia e l'Amministrazione sono le stesse che qualche settimana fa, altri autorevoli organi di informazione e la società Ekma Monitor di Milano, davano in crescita. La stessa contraddittorietà dei sondaggi che si avvicendano sui giornali ne fanno rilevare la relatività e soprattutto l'influenza derivante da variabili incontrollabili».
Risponde così il presidente della Provincia di Chieti, Tommaso Coletti.
«Sicuramente», ha aggiunto Coletti, «i dati risentono della crisi economica a livello nazionale e della questione morale che hanno coinvolto la politica abruzzese, ma vanno anche letti come un allontanamento della gente dalla politica ed un malumore nei confronti di quanti amministrano, così come deve essere tenuto in considerazione quel forte astensionismo al voto per il rinnovo del Consiglio Regionale. Per quanto mi riguarda», afferma il Presidente Coletti, «gli unici dati reali sono pochi e inconfutabili. Da un lato una Giunta ed un Consiglio Provinciale che non sono stati scalfiti da vicende giudiziarie, dall'altro un grande lavoro svolto che sarà reso noto nei prossimi giorni, con la pubblicazione del bilancio di mandato. A questo», sostiene ancora il Presidente Coletti, «va unito al calore della gente che non è misurabile con i sondaggi, ma che personalmente incontro quotidianamente , vivendo radicato nel e sul territorio. Personalmente ho lavorato e continuo a farlo per la crescita dell'economia provinciale, anche di fronte a situazioni di difficoltà e crisi come quella che si sta verificando proprio nel polo più industrializzato del centro sud, quale è la Val di Sangro».


13/01/2009 13.42