Ecco il "film" del consiglio comunale

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp PdN 328 3290550

Letture:

6915

* ECCO CHI HA VOTATO * IL CLIMA CALDO ANCHE SE IN AULA SI GELAVA * IL PUTIFERIO IN AULA* PERFETTO:"NEL CERTIFICATO NON C'E' 'PERMANENTE'"
LA CRONACA DEL CONSIGLIO PESCARA. La seduta del consiglio comunale di ieri sera si chiude con l'approvazione della delibera di presa d'atto che potrebbe evitare il commissariamento del Comune, salvo altri colpi di scena provenienti dalla capitale. Ma all'orizzonte potrebbero esserci guai seri per i consiglieri che hanno espresso il voto.
Leitmotiv della maggioranza è stato l'assoluto disinteresse a leggere il certificato medico, posizione vista dall'opposizione come una grande «compressione della democrazia».
D'altronde non è certo un comportamento originale quello delle amministrazioni pubbliche regionali il “vezzo” di opporre l'ostacolo della presunta privacy contro ogni sorta di atto pubblico particolarmente importante.
Valutazioni giuridiche a parte, il certificato medico più importante d'Italia riveste una importanza e rilevanza pubblica indiscutibile.
Altra particolare stranezza è stato il voto al buio: nessun consigliere votante ha letto il certificato medico sul quale doveva esprimere una valutazione.
Ad ogni modo -pur senza bisogno di leggere il documento- il medico di famiglia e consigliere, Giancarlo Perfetto del Pd, (ieri assente) aveva fornito elementi certi per la valutazione: «la malattia non è permanente».
Per questo, la presa d'atto del consiglio comunale, con una delibera che certificherebbe il contrario (malattia permanente), potrebbe essere una grana davvero pericolosa.
La votazione di ieri certifica tra l'altro anche la vicinanza e la permanenza di un gruppo vicino al sindaco “impedito” pronto a rischiare il tutto per tutto per evitare l'arrivo di un commissario prefettizio.
Non è mancata la gaffe dell'Italia dei Valori, che di fatto si è dissociata dalle parole del suo consigliere Gina Ciccarelli.
Consiglio comunale gremito e partecipato da tanti cittadini comuni e da molte facce note del panorama politico pescarese.

INIZIA IL CONSIGLIO

Dopo la lettura della lettera di D'Alfonso, il presidente del consiglio comunale, Vincenzo Dogali, ha continuato l'excursus cronologico degli atti ufficiali emessi nei concitati giorni successivi al ritiro delle dimissioni del sindaco Luciano D'Alfonso.
Si è iniziato subito dalla delibera n°2 della giunta di Pescara del 5 gennaio scorso, con la quale si prendeva atto della revoca delle dimissioni del sindaco e dello stato di impedimento permanente.
Due giorni dopo il Prefetto di Pescara, messo a conoscenza della delibera e della data del consiglio comunale, ha invitato con una comunicazione il consiglio stesso comunale a prendere in esame e a valutare la dichiarazione di impedimento permanente del sindaco.
Quindi si è palesato subito l'ordine del giorno: approvare o meno la delibera di “presa d'atto dello stato d'impedimento permanente”.
L'approvazione di tale delibera di fatto eviterebbe il commissariamento del Comune, lasciando le redini della città di Pescara in mano al vice-sindaco Camillo D'Angelo fino alle prossime elezioni del 6 e 7 giugno 2009.
I primi interventi si sono concentrati sull'ordine dei lavori, argomento tutt'altro che semplicemente procedurale.

MASCIA (PDL):«LEGGERE IL CERTIFICATO MEDICO»

E' intervenuto per primo il consigliere del pdl, Luigi Albore Mascia dichiarando:«io non credo non ci sia la piena cognizione di quello che è accaduto, di quello che sta accadendo e di quello che accadrà, se non si fa luogo alla lettura del certificato medico».
Ha continuato sottolineando che la dichiarata natura “ingravescente e permanente” è frutto «della penna del sindaco e non sarebbe copia fedele del certificato». Come se il sindaco esponesse il suo stato di salute in una sorta di «autocertificazione».

PROFICO (RC):«VEDIAMO CERTIFICATO IN SEDUTA SEGRETA»

Il dibattito quindi sarebbe dovuto iniziare, a detta del consigliere Luigi Albore Mascia, solo dopo la lettura del certificato che avrebbe potuto svolgersi anche in adunanza segreta, secondo il comma 3 dell'art.43 dello Statuto Comunale per il rispetto della privacy.
Si è pensato in aula, anche con l'intervento del consigliere Silvestro Profico (sinistra arcobaleno), di dividere la seduta in due momenti: uno pubblico ed uno segreto per la lettura del certificato medico.


DE DOMINICIS (PD):«UN CONSIGLIERE NON PUO' GIUDICARE LO STATO DISALUTE»

A distogliere l'attenzione dal certificato medico ci ha pensato il consigliere di maggioranza Giuseppe De Dominicis, respingendo, da parte sua, la richiesta del consigliere di minoranza di procedere all'eventuale lettura del certificato in seduta segreta. Il consigliere ha concentrato la sua attenzione su un probabile “vizio” di procedura: «può un organo come il consiglio comunale determinare quali sono e quali debbano essere le sorti dello stesso consiglio comunale?».
A detta di De Dominicis bisognerebbe rispettare il ruolo di consigliere, che non dovrebbe essere quello di giudicare uno stato di salute.
La linea della maggioranza è chiara ed uguale per tutti: nessuno ha interesse a sbirciare dal buco della serratura per sapere il contenuto del certificato medico del sindaco.
Il contenuto però è noto e lo ha confermato lo stesso medico: «stress da arresti e calunnie»

NESSUN CONSIGLIERE HA LETTO IL CERTIFICATO

Il problema si è posto, però, dal momento in cui il certificato sarebbe in allegato (anche se non visibile) alla delibera della quale si chiede l'approvazione.
Nessuno degli aventi diritto al voto ha potuto essere a conoscenza del contenuto del certificato.
Allora, la domanda è: come si può votare qualcosa che non si conosce?
La risposta a questo semplice quesito non è stata semplice e la discussione in aula si è persa in un labirinto costruito da norme, codicilli, considerazioni di buon senso, strenue difese e pungenti attacchi.

MASCI (UDC):«MI VERGOGNO DI ESSERE PESCARESE»

Di «ultima polpetta avvelenata» ha parlato il consigliere Carlo Masci (UDC) durante il suo intervento riferendosi all'ultima mossa (quella del certificato medico) del sindaco Luciano D'Alfonso che si sarebbe autodichiarato “permanentemente” malato.
«Il consiglio comunale dovrebbe quindi con un atto di “pubblica fede” votare la delibera di presa d'atto?» si è chiesto il consigliere dell'Udc.
Sarebbe rimasto secondo Carlo Masci ancora un piccolo spiraglio per salvaguardare la dignità di questo consiglio comunale, ovvero recarsi davanti ad un notaio e firmare le dimissioni per sciogliere il consiglio comunale, così come hanno fatto due giorni fa i consiglieri di minoranza che di conseguenza non percepiscono più l'indennità dal Comune.
Il consigliere ha strappato anche un applauso dalla folla di cittadini quando ha detto di vergognarsi di essere pescarese in questo momento cosi buio per la politica cittadina.
A galvanizzare il pubblico ci ha pensato poco dopo il consigliere Andrea Pastore con un intervento che non è stato diverso dalla posizione dei suoi colleghi di minoranza se non per i toni decisamente urlati.

DI PIETRANTONIO (PD):«E' MERA PRESA D'ATTO»

A difesa della posizione di maggioranza, ovvero di non dare lettura al certificato, è interventuto il capogruppo del PD, Moreno Di Pietrantonio, che ha semplificato la questione affermando che si era chiamati a votare una mera presa d'atto di una comunicazione e non sul merito di un certificato medico.
Un bel botta e risposta si è verificato quando il consigliere Guerino Testa (PDL) ha ricordato al presidente del consiglio comunale quanto deciso nella conferenza dei capigruppo.
L'accordo avrebbe previsto la lettura del certificato qualora i consiglieri in aula ne avessero fatto richiesta.
Un malinteso tra il presidente Vincenzo Dogali e i capigruppo?
Un cavillo normativo?
Ordini del Prefetto?

BOCCIATA LA VISIONE SEGRETA DEL CERTIFICATO MEDICO

La proposta di leggere il certificato medico a porte chiuse non è stata accolta dal presidente del consiglio comunale.
Tra le dichiarazioni di voto dei consiglieri di maggioranza avvenute prima della votazione, ha spiccato quella del consigliere dell'Italia dei Valori, Gina Ciccarelli, arrivata in extremis in aula per ribadire la segretezza del certificato medico di una persona seppur personaggio pubblico.
Il consigliere ha suscitato le ire della minoranza quando ha abbozzato una lezione di grammatica sul termine “permanente”.
Termine fulcro della discussione ieri in aula, ma non si è arrivati a capire se tale “participio presente” fosse o meno contenuto anche nel famoso certificato e non solo nell'autodichiarazione del sindaco.
Sorrisi ed ovazioni un tantino ironiche sono arrivati dall'opposizione quando il consigliere dell'Italia dei Valori continua il suo intervento ribadendo l'appartenenza del proprio partito alla maggioranza amministrativa, ignorando forse il fatto che gli assessori dell'IDV si erano già affrettati ad uscire dalla giunta comunale di Pescara.

Con 21 voti contrari e 14 favorevoli, il consiglio comunale non ha approvato la proposta di lettura del certificato medico con solo riferimento alla prognosi e non alla diagnosi per ovvi motivi di riservatezza.
Alla lettura del risultato della votazione l'opposizione si è mobilitata esponendo uno striscione “basta imbrogli” che è stato tempestivamente strappato da alcuni vigili urbani saliti sugli scranni dei consiglieri.
Come da prassi consolidata, il presidente avrebbe dovuto richiamare i consiglieri, invece sono intervenuti un paio di vigili urbani. In un momento l'emiciclo è stato invaso da giornalisti, fotografi, cameramen e cittadini infuriati dall'epilogo della votazione.

APPROVATA LA DELIBERA DI PRESA D'ATTO DELL'IMPEDIMENTO PERMANENTE

La seduta è proseguita fino all'approvazione della delibera di “presa d'atto” dello stato di impedimento permanente che infine è stata adottata dal consiglio alla presenza di soli 23 consiglieri (21 favorevoli, 2 astenuti).
La votazione è avvenuta in totale assenza dell'opposizione, è quindi lecito sospettare che i due astenuti fossero i consiglieri del partito di Di Pietro, Gina Ciccarelli e Filippo Pasquali, dopo la strigliata telefonica arrivata ai due in seguito alle esternazioni del consigliere Gina Ciccarelli. Pasquali (Idv) aveva nelsuo intervento preso subito le distanze dalla collega di partito relegando le considerazioni della sua collega alla stregua di «opinioni personali».

Manuela Rosa 10/01/2009 10.14

[pagebreak]

ECCO CHI HA VOTATO

CASCIANO DEL PAPA Stefano,
CICCARELLI Gina,
CORNELI Florio,
D'ANGELO CAMILLO,
DE DOMINICIS Giuseppe,
DEL VECCHIO Enzo,
DI BARTOLOMEO Agostino,
DI LUZIO Virgilio,
DI MATTEO Bartolomeo Donato
DI PIETRANTONIO Moreno
DI PINTO Bartolomeo
DOGALI Vincenzo
FERRARA Nicola
FUSILLI Gianluca
IMBASTARO Enzo
PADOVANO LACCHE' Riccardo
PALKA Giandomenico
PASQUALI Filippo,
PERSICO Rocco,
SORGENTONE Mario,
TENAGLIA Angelo,
VISCI Giovanni,
ZUCCARINI Ugo.

[pagebreak]

IL CLIMA CALDO ANCHE SE IN AULA SI GELAVA

Si avvertiva da subito, già dall'uscio della sala consigliare, che la seduta sarebbe stato molto movimentata.
Un po' per la presenza di tantissimi cittadini che non sono soliti affollare l'aula, un po' per la presenza tra il pubblico di tante facce note della politica pescarese.
Se il consiglio comunale del 18 dicembre scorso aveva visto in prima linea, con tanti striscioni, i cittadini-supporters del sindaco D'Alfonso, ieri la platea era prevalentemente schierata contro il sindaco ex-dimissionario.
Sicuramente erano presenti alcuni sostenitori di Luciano D'Alfonso, ma questa volta hanno ascoltato in silenzio le dichiarazioni dei consiglieri.
I cori non sono mancati, anzi forse non si è mai visto un consiglio comunale così partecipato come quello di ieri a Pescara.
Partecipato da tutti e in tutti i sensi anche quelli meno onorevoli.
Per poco non si è arrivati alle mani, c'è voluta la forza per cacciare alcuni cittadini dall'emiciclo.
Cittadini travolti dal vento dell'anti-D'Alfonso o dell'indignazione hanno urlato a più riprese slogan spontanei, non organizzati o preventivati.
«Fateci vedere il certificato» e ancora «la città è nostra» hanno urlato quando si paventava la possibilità della lettura del certificato in adunanza segreta.
Non sono mancate frasi e appellati offensivi rivolti alla maggioranza al momento dell'esposizione dello striscione da parte dell'opposizione.
Scene che non fanno onore a nessuno.

m.r. 10/01/2009 10.41