«Cantiere pericoloso e irregolare sotto la collina del centro storico»

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp PdN 328 3290550

Letture:

925

GIULIANOVA. L'associazione culturale-politica "Il cittadino Governante" ha formulato un documento che contiene una attenta disamina della «grave situazione» venutasi a creare con l'apertura del cantiere sotto la collina ex Migliori Longari del centro storico per la costruzione di alcune palazzine.

GIULIANOVA. L'associazione culturale-politica "Il cittadino Governante" ha formulato un documento che contiene una attenta disamina della «grave situazione» venutasi a creare con l'apertura del cantiere sotto la collina ex Migliori Longari del centro storico per la costruzione di alcune palazzine.


Vengono presi in esame, anche con puntuali riferimenti normativi, tutti gli aspetti negativi che scaturiscono da quella che viene definita una «inopportuna scelta amministrativa».
Per l'associazione sono almeno 9 i punti contestabili. Si parte dal «mancato rispetto del Pai». Secondo chi denuncia, infatti, il Piano Assetto Idrogeologico «in vigore al momento dell'approvazione consiliare del progetto edilizio (settembre 2007) non consentivano l'edificazione in buona parte dell'area».
In più, nonostante le prescrizioni di Regione e Provincia « il Consiglio Comunale ha recepito le prescrizioni ma non sembra siano state rispettate nel permesso di costruire. Volumi pari più o meno ad un edificio (dei quattro previsti) si trovano nella porzione inedificabile?»
Problemi anche inerenti alla deturpazione del paesaggio: «il decreto ministeriale 21/6/85», ricorda l'associazione, «dichiara "di notevole interesse pubblico la zona costiera e collinare
sita nel territorio di Giulianova. L'art. 146 del Decreto legislativo 42/2004 afferma che "non si può distruggere o arrecare pregiudizio alle aree di interesse paesaggistico tutelate dalla legge,". Come è stato possibile, in un'area di così alto pregio paesaggistico, arrivare al rilascio del permesso di costruire? E se esiste il nulla osta della Soprintendenza dei Beni Ambientali, come è stato possibile senza contravvenire alle leggi esistenti?».
«E' stato deviato, e sta per sparire», denuncia ancora l'associazione, «il canale di scolo collinare (per le acque di falda e pluviali provenienti dal Paese) che costeggia la strada delle Fontanelle e sbocca in un canale a mare del lungomare monumentale. Oltre agli allagamenti del Lido ora dobbiamo rischiare problemi idrogeologici anche a monte?»
Eppure il Testo Unico sulle opere idrauliche (n. 503 del 1904), alla lettera f dell'articolo 96 non consente l'edificazione entro i 10 metri dai canali di scolo.
«Esiste uno studio geologico», si chiede l'associazione, «sulle conseguenze della ridislocazione delle acque sotterranee che verrà causata dall'enorme sbancamento per l'interrato dei quattro edifici previsti? E poi, verrà estratta solo acqua o anche terreno, cosa vietata dalla sopracitata legge? Quali saranno le possibili conseguenze per la stabilità nelle aree circostanti e soprastanti?»
Per la costruzione anche della porzione dichiarata inedificabile il Ruzzo ha consentito la deviazione di due importanti linee pedecollinari dell'acqua potabile.
E poi ancora «una delle due tubature deviate per far posto agli edifici è in eternit» e «la caratteristica stradina panoramica che conduce al Centro Storico è stata ampiamente rotta e sul versante sud è stata fatta una colata di cemento ora ricoperta di terra. Inoltre è stato chiuso e vietato l'accesso: per quanto tempo i Giuliesi
e i turisti saranno defraudati del diritto di passare?» 


GUARDA IL DOSSIER FOTOGRAFICO REALIZZATO DA "IL CITTADINO GOVERNANTE"

 

08/01/2009 8.58