I consiglieri del Pdl si dimettono e invocano l’arrivo del commissario

Alessandro Biancardi

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I consiglieri del Pdl si dimettono e invocano l’arrivo del commissario
IL CASO D’ALFONSO. PESCARA. Dieci consiglieri comunali di Pescara del centrodestra hanno firmato oggi pomeriggio il documento di dimissioni dall'incarico. Intanto il presidente Dogali ha convocato per domani pomeriggio un consiglio comunale straordinario.
Così come il sindaco D'Alfonso ha studiato l'escamotage del certificato elettorale per rimanere in carica, anche la minoranza di centrodestra in consiglio si sta spremendo le meningi per far arrivare il commissario prefettizio. Al lavoro un folto gruppo di consulenti legali che cerca di districarsi nell'intricata materia amministrativa. I cavilli e le eccezioni vanno sempre più di moda e così questa mattina l'ultimo colpo di teatro, questa volta partorito in casa Pdl.
La firma di dimissione dei consiglieri di minoranza è avvenuta davanti al notaio Egidio Marra, nei locali del Comune, ma per avere effetto dovranno essere presentate al presidente del Consiglio comunale e al segretario generale. Solo questione di ore.
I consiglieri che hanno firmato sono Carlo Masci, Luigi Albore Mascia, Massimiliano Pignoli, Gianni Teodoro, Guerino Testa, Berardino Fiorilli, Marcello Antonelli, Roberto Renzetti, Guido Cerolini Forlini, Lorenzo Sospiri.
Nelle prossime ore firmeranno anche gli altri cinque consiglieri di opposizione.
Il centrodestra punta a raggiungere 21 firme, coinvolgendo anche alcuni consiglieri di maggioranza, ad esempio quelli di Rifondazione comunista e Italia dei Valori.
Lo scopo è quello di determinare lo scioglimento del Consiglio e l'arrivo in Comune del commissario, dopo l'arresto del sindaco, Luciano D'Alfonso, avvenuto il 15 dicembre scorso e dopo il ritiro delle dimissioni da parte dello stesso D'Alfonso.
Il ministro Maroni dovrà quindi riprendere in esame l'ipotesi di mandare in Comune un commissario e a questo punto potrebbe sfumare la volontà del sindaco-malato di traghettare la sua amministrazione fino a giugno, tramite il suo fedele vicesindaco e la giunta.
Intanto il presidente del Consiglio comunale di Pescara, Vincenzo Dogali, ha convocato l'assemblea in seduta urgente per domani alle ore 17. Anche lì non mancheranno di certo colpi di scena.
Per Mascia si tratta di «un provvedimento che ha una valenza di natura tecnica e politica, ma che soprattutto è un atto di responsabilità con il quale toglieremo dall'imbarazzo molti assessori, anche il vicesindaco, sui cui volti non vedo serenità».
Il capogruppo del Pdl ricorda agli assessori «che presto si troveranno dinanzi ad atti importanti, come l'approvazione del bilancio da varare entro il 31 marzo e mi chiedo con quale serenità potrebbero votarlo in una situazione di sfaldamento dell'Istituzione. Non si tratta – ha ancora detto Albore Mascia – di essere garantisti o giustizialisti, in questa situazione parliamo solo di senso di attaccamento alle norme e purtroppo il pessimo spettacolo dell'amministrazione D'Alfonso rappresenta la negazione totale del rispetto delle regole. A Pescara non possiamo far finta che nulla sia accaduto o che tutto è consentito, purtroppo sono già stati ampiamente superati i limiti».
Intanto domani è prevista per le 12.30 la conferenza dei capigruppo e per le 17 la seduta del Consiglio comunale, «nella quale l'Assemblea dovrà prendere atto della revoca delle dimissioni del sindaco – ha ancora detto il capogruppo Albore Mascia -, ovviamente noi chiederemo di integrare la delibera prendendo anche atto del permanente impedimento del sindaco per una patologia ingravescente che lo avrebbe costretto ad allontanarsi dal Comune. Ricordo che subito dopo la delibera verrà trasmessa al prefetto che la invierà al Ministero degli Interni per l'attivazione dell'articolo 53 comma 1 del Tuel sullo scioglimento del Consiglio comunale, procedura che, lo ricordiamo, sarà irrevocabile».

07/01/2009 17.09