Il Pd a raccolta: «non interrompiamo questo ciclo magico»

Alessandro Biancardi

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IL CASO D'ALFONSO PESCARA. Cantieri passati e futuri, una città che cambia e che è cambiata. Serenità e tranquillità. Ma anche fiducia nella magistratura.

Nei giorni scorsi, quando il sindaco Luciano D'Alfonso doveva ancora decidere se ritirare le dimissioni, i suoi uomini, fedelissimi del Pd, si sono riuniti in una assemblea pubblica per discutere di quello che è stato e di quello che sarà.



Commozione e agitazione per molti ma anche tranquillità e convinzione di aver sempre operato nella maniera più giusta possibile. Il ciclone giudiziario che ha sconvolto la vita politica e personale di D'Alfonso (adesso in malattia con tanto di certificato medico che lo attesta) pare non aver fatto indietreggiare nemmeno di un passo i fedelissimi uomini che da anni vivono in simbiosi con il sindaco indisposto.
«Noi continueremo su questa strada con entusiasmo», ha assicurato il presidente del consiglio comunale Vincenzo Dogali. «Questo è il momento più difficile», ha ammesso il consigliere Gianluca Fusilli. «Colui che più di tutti noi rappresenta le ragioni del nostro impegno il nostro sindaco Luciano D'Alfonso è investito da una inchiesta e noi ci siamo detti che non potevamo avere timore a raccontare tutto ciò che abbiamo fatto. Quello che ha realizzato questa amministrazione è frutto di un progetto politico importante». Nessun accenno alle vicende giudiziarie o alle accuse mosse ma solo la ferma convinzione che tutto è stato fatto sempre secondo le regole.



«Siamo qui», ha continuato Fusilli, «per ribadire a testa alta che crediamo e continueremo a farlo nel metodo e nel merito del progetto politico di Pescara.



«Questo è un anno cruciale per il nostro partito», ha aggiunto Moreno Di Pietrantonio, capogruppo di maggioranza, «ma dal 2003-2008 l'amministrazione pescarese si è distinta per le cose fatte. Questa è la città della rinascita ripartita dopo una vittoria storica».



Nevio Felicetti si è detto invece preoccupato «che si interrompa il ciclo magico della grande Pescara» e ha ammesso che «questa esperienza non la vogliamo abbandonare».

Per Camillo D'Angelo «il comune è una locomotiva in corsa. Noi siamo il carbone, che lo ha alimentato con stimoli e sollecitazioni». A D'Angelo, che adesso guiderà questa amministrazione vedova del suo primo cittadino il compito più intenso. Quello di dimostrare, con la lunga lista di opere alla mano, come la città sia cambiata. «Non è vero che abbiamo fatto fognature e marciapiedi», ha detto.



«L'abbiamo cambiata, abbiamo rivinto perché la città ci ha dato fiducia».
D'Angelo ha anche parlato di «straordinaria forza del sindaco D'Alfonso che ha contagiato tutti, lavorare con lui è stata una sensazione bellissima. Si può inciampare quando si corre», ha chiuso D'Angelo. «Ci si rialza e ci si rimette a correre. Abbiamo governato nell'interesse della politica, gli altri nell'interesse della loro politica».
Subito dopo la manifestazione il Pdl ha fatto sapere di aver organizzato per lunedì 12 gennaio una manifestazione nel corso della quale «sarà evidente la vastità degli scandali, forse anche maggiori, di quelli oggetto dell'inchiesta giudiziaria».
«Il Popolo della Libertà», ha detto Lorenzo Sospiri, «saprà proporre un modello di governo futuro della città alternativo, efficiente e quindi credibile. Per far ciò non ci perderemo in chiacchiere perché questa volta il Popolo della Libertà non dovrà fare i conti con trattative, con scelte dei candidati e dei programmi».

07/01/2009 8.54