Indigente affetta da tumore, «meglio eutanasia che questa vita»

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp PdN 328 3290550

Letture:

1846

CASTEL DI SANGRO. «Se non è possibile vivere con serenità chiedo almeno di morire dignitosamente con l'eutanasia».
Lo dice al cronista dell'Agi A.S., 58 anni, vedova, di Castel di Sangro, operata di tumore a
Pescara nel maggio 2008 e costretta a vivere con una pensione di 250 euro mensili.
«Spesso mi sono rivolta al comune di Castel di Sangro e alla Comunità montana - continua la donna - per avere una piccola integrazione economica o un piccolo lavoro, ma fino ad oggi nessuno ha preso in considerazione la mia richiesta».
L'unico aiuto che ha ricevuto da questi due enti e' la disponibilità di una vettura per recarsi a Pescara e sottoporsi alle cure chemio e radioterapiche, tutto per un importo massimo di 1800 euro frutto di un contratto di solidarietà.
«Quando sarà esaurito questo tetto di spesa non so proprio come farò a continuare con i cicli antitumorali».
La donna mensilmente raggiunge Pescara ed e' costretta a farsi accompagnare da una ragazza, con la promessa che pian piano riuscirà a pagarla.
«Questo mese - aggiunge la donna – quando ho preso la tredicesima non ci ho pensato un attimo e l'ho consegnata nelle mani di questa ragazza tanto gentile che mi accompagna in ospedale e mi assiste dopo le consuete crisi post terapiche».
Il Natale, per lei, adesso e' più difficile, anche perchè e' venuta a trovarla la sua unica figlia che studia Farmacia presso una facoltà della Toscana.
«Non ho un soldo per acquistare il cibo per la cena di Natale, e solo Dio sa quanto invece vorrei fare felice mia figlia, almeno una volta. Per questo - conclude la donna - sono andata da una vicina e mi sono fatta prestare del cibo che cucineremo domani sera. Non auguro a nessuno di dover vivere in queste condizioni, nemmeno a me».
24/12/2008 9.40