Torna libero Guido Dezio

Alessandro Biancardi

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Torna libero Guido Dezio
PESCARA. Altra mattinata di interrogatori per l’inchiesta che ha portato agli arresti domiciliari tre persone tra cui il sindaco di Pescara, Luciano D’Alfonso. Nel pomeriggio il gip revoca gli arresti a Dezio.
Il primo a sfilare davanti al giudice, Luca De Ninis, è stato Massimo De Cesaris, l'imprenditore di Francavilla accusato di aver versato tangenti all'ex sindaco di Pescara Luciano D'Alfonso nell'ambito dell'appalto sui cimiteri.
De Cesaris - attualmente agli arresti domiciliari - è arrivato accompagnato dall'avvocato Marcello Russo.
All'interno dell'aula tuttavia non c'era il pm titolare dell'inchiesta, Gennaro Varone, impegnato fuori città, ma il collega Andrea Papalia al quale ha chiesto di sostituirlo.
Una procedura che potrebbe trovare una sua logica qualora il pm avesse avuto la volontà di interrogare gli indagati.
Alla fine l'interrogatorio è durato un'ora e mezzo, non si e' parlato di tangenti e sembra non siano state fatte domande sull'argomento.
L'avvocato Marcello Russo, difensore di De Cesaris, al termine dell'interrogatorio, ha detto che «l'accusa ha collegato dei finanziamenti che sono ufficializzati in termini politici, tipo campagne elettorali ed alto, ipotizzando, invece, che fossero dati in cambio di future eventuali utilità».
De Cesaris avrebbe spiegato –sempre secondo quanto riferito dall'avvocato- sia i rapporti che ha col sindaco ormai da lungo tempo, sia come si sarebbe svolto il project financing sui cimiteri.
«Inizialmente i rapporti col sindaco erano casuali, poiche' entrambi abitavano a Francavilla e D'Alfonso - ha ricordato De Cesaris - mi presto' un garage per depositare le mie biciclette. Gli altri rapporti sono stati solo con gli uffici comunali per l'iter del project financing».
De Cesaris avrebbe ammesso poi anche i lavori eseguiti nella casa della madre del sindaco.
«Si trattava di lavori di ordinaria manutenzione e di pochissima consistenza», ha spiegato l'avvocato Russo riferendosi soltanto ai lavori contestati per una casa di Manoppello e non a quelli che la procura contesta essere avvenuti anche nella casa attuale dell'ex sindaco.
Il legale ha anche aggiunto che si e' parlato di un invito del sindaco a cercare di aiutare un giornalista per le attivita' di comunicazione e l'invito «e' stato raccolto per la pubbicizzazione dei lavori che stavano a facendo su una strada».
Il diretto interessato, sull'argomento, sentito dalla procura aveva però ammesso di aver preso soldi senza che la ditta gli chiedesse prestazioni.
L'avvocato Marcello Russo ha presentato istanza di scarcerazione.
E' stata poi la volta di Marco Molisani, ex capo di gabinetto del sindaco.
L'avvocato difensore, Vincenzo Di Girolamo ha spiegato che «Molisani ha chiarito tutti i passaggi degli atti amministrativi ai quali ha avuto modo di partecipare evidenziando, in maniera efficace, la correttezza del suo operato».
Sempre secondo il legale, il suo assistito ha chiarito che sul project financing non ha mai avuto alcuna parte. In quanto alla presenza di un fascicolo di quell'intervento nell'ufficio delle impiegate amministrative del Gabinetto del sindaco, Molisani ha detto che «era lì insieme con altri 1700-1800 fascicoli, cioe' era li' al pari di tutti gli altri fascicoli dell'attivita' amministrativa dell'ente guidato dal sindaco D'Alfonso».
«Quindi nessun elemento particolarmente indiziario o sottilmente sospetto», per l'avvocato Di Girolamo.
Infine ha respinto tutte le accuse anche l'ex autista e factotum, Fabrizio Paolini.
Paolini ha spiegato di avere avuto un contratto di consulenza con il patron di AirOne Carlo Toto e per questo era pagato dall'imprenditore.
«Le cose - ha detto il suo legale Marco Femminella – sono più semplici di quelle che appaiono».
Il gip Luca De Ninis ora dovrà decidere per Paolini e l'altro funzionario Marco Molisani sulla richiesta di interdizione dai pubblici uffici.
Secondo quanto si è potuto apprendere lo stesso giudice potrebbe pronunciarsi sulla eventuale scarcerazione di D'Alfonso, Dezio e De Cesaris, entro mercoledì, vigilia di Natale.

22/12/2008 15.06

TORNA LIBERO GUIDO DEZIO


E' tornato in liberta' Guido Dezio, dirigente comunale ed ex braccio destro di Luciano D'Alfonso.
Lo ha deciso il gip del tribunale di Pescara Luca De Ninis, che ha, dunque, accolto l'istanza di revoca degli arresti domiciliari presentata dai legali di Dezio, gli avvocati Medoro Pilotti Aielli e Marco Spagnuolo.
Secondo il gip, dopo il chiarimento di alcuni elementi, sarebbe mutato il quadro accusatorio.
Chiarimenti che secondo il gip avrebbero mutato il quadro di insieme che preludono, a questo punto, ad un pronunciamento in linea anche per l'ex primo cittadino.
Il difensore di Dezio, Marco Spagnuolo, aveva sostenuto all'indomani del secondo arresto del suo assistito la stranezza di questa nuova misura cautelare poiché per Dezio non erano sopraggiunti elementi nuovi e di rilievo tali da giustificarla.
Tuttavia il gip otto giorni fa aveva giudicato diversamente.
«E' agevole desumere», aveva scritto nell'ordinanza del 15 dicembre, «non solo il concreto pericolo ma la sostanziale certezza che condotte integranti reati analoghi a quelli per cui si procede saranno commesse anche in futuro, poiché esse appaiono connaturate al modo di agire e concepire la propria funzione politico-amministrativa».
Veniva, inoltre, giudicato «concreto e attuale» il pericolo di inquinamento probatorio.
Inoltre lo stesso gip aveva ritenuto opportuno che le misure cautelari durassero almeno tre mesi: tempo necessario dato al pm Varone di interrogare dipendenti comunali che sarebbero stati così liberi di testimoniare senza alcuna pressione esterna.
Per Dezio, il giudice oggi pomeriggio ha cambiato idea.

22/12/2008 17.08