Mascia:«linciaggio in consiglio comunale». Di Pietrantonio:«fiduciosi»

Alessandro Biancardi

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PESCARA. A cinque giorni dall'arresto dell'ex sindaco Luciano D'Alfonso sembra già partita la campagna elettorale del Pdl che questa mattina ha tenuto una conferenza stampa per un consuntivo sugli ultimi sei anni della giunta uscente. * 7 ORE DI INTERROGATORIO PER D’ALFONSO
Il clima sembra essere esattamente quello all'indomani del 14 luglio, giorno dell'arresto di Del Truco, quando i giornali erano invasi dalla dirompente inchiesta giudiziaria e parallelamente già si iniziava a parlare di futura campagna elettorale.
«Il Consiglio comunale ieri ha vissuto la sua giornata peggiore», ha detto oggi il capogruppo di maggioranza Luigi Albore Mascia, «non è stata messa in onda la democrazia, ma c'è stato un vero linciaggio nei confronti di chi, in sei anni, ha svolto il proprio ruolo di opposizione con vigore, competenza e obiettività. Siamo state le 'sentinelle' che hanno impedito la vendita del centro cittadino, coloro che per primi hanno sollevato sospetti sulla privatizzazione dei cimiteri cittadini, due delle questioni poste sotto la lente d'ingrandimento dalla magistratura che in due anni di indagine sulle attività del sindaco D'Alfonso ha portato avanti un lavoro meticoloso e approfondito».
Presenti con Albore Mascia anche il senatore Andrea Pastore, il neo-consigliere regionale Lorenzo Sospiri, e i consiglieri comunali Guerino Testa, Guido Cerolini Forlini e Marcello Antonelli.
«Ieri nei confronti del centro-destra è andato in onda l'ennesimo linciaggio a opera di un gruppo organizzato di persone, che avevano persino preparato i cartelli e una raccolta firme – ha ribadito il capogruppo Albore Mascia -, persone pronte a togliere la parola all'opposizione e persino all'Italia dei Valori, che pure fa ancora parte della maggioranza di governo in Comune, davvero uno spettacolo squallido».
«Forse», ha ribadito il capogruppo Albore Mascia, «se qualche nostro appello alla trasparenza fosse stato ascoltato, oggi non avremmo vissuto una tale tragedia amministrativa che rappresenta una sconfitta per Pescara e la sua immagine. Occorre poi fare una sottolineatura: all'indomani dell'arresto di D'Alfonso è scattata una sorta di rincorsa alla riabilitazione. E' bene però ricordare che la Procura che oggi indaga sull'ex sindaco e che ha emesso provvedimenti di grande responsabilità, non ha provocato fulmini a ciel sereno; è la stessa Procura che ha concluso un'epoca a Montesilvano, la stessa che ha posto fine all'amministrazione regionale di Del Turco e che per tali indagini ha ricevuto elogi da tutta Italia. Non si capisce allora perché quella Procura operava bene per Montesilvano e Del Turco, e va male per il 'caso' Pescara. Contro D'Alfonso il Gip ha emesso un decreto di 80 pagine, segno dunque di un'indagine approfondita iniziata due anni fa e seguita da decine di avvisi di garanzia».

DI PIETRANTONIO: «VICINI AL NOSTRO AMICO LUCIANO»

Ieri in consiglio comunale era toccato al consigliere Moreno Di Pietrantonio parlare per difendere l'ex sindaco. Un discorso pronunciato a nome dell'intera giunta.
«E' il giorno del dolore», ha detto Di Pietrantonio, «perché a soli 6 mesi dall'inizio della nuova esperienza siamo insieme in quest'aula per prendere atto che questa esperienza si interrompe. E' il giorno della tristezza», ha continuato, «perché comprendiamo intimamente la sofferenza umana che in questi giorni sta provando il nostro Sindaco e, mi permetto di sottolinearlo, il nostro amico».
Di Pietrantonio ha parlato anche di «responsabilità», «nei confronti della città, dei concittadini, ai quali esprimiamo il nostro profondo rammarico per non poter dare continuità alla realizzazione della nostra idea di città».
Un messaggio è stato lanciato anche alla magistratura: ai giudici «va il senso del nostro rispetto e l'auspicio che il loro lavoro si possa completare nel più breve tempo possibile. Oggi per noi è anche il giorno dell'orgoglio», ha detto ancora il portavoce, «di questa maggioranza di aver vissuto, condiviso e partecipato 67 mesi di governo cittadino che hanno cambiato Pescara, resuscitandola, affidandole quel ruolo centrale che ha il diritto e il dovere di avere in questa regione e nello spazio Europeo del Mediterraneo che ora ci appartiene».
Ma Di Pietrantonio ha detto di avere anche una speranza: «che le persone coinvolte in questa vicenda giudiziaria possano veder chiarite serenamente le loro posizioni».

20/12/2008 14.48

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7 ORE DI INTERROGATORIO PER D'ALFONSO

PESCARA. E' durato oltre 5 ore la seconda parte dell'interrogatorio di garanzia dell'ex sindaco Luciano D'Alfonso davanti al solo gip De Ninis. Il pm Gennaro Varone, come previsto, ha ritenuto opportuno non partecipare.
All'uscita D'Alfonso è stato accompagnato dagli applausi di alcuni cittadini, che lo hanno atteso per tutta la giornata in tribunale
Una decina di persone, tra cui anche alcuni bambini, gli hanno anche gridato "Bravo Luciano, forza Luciano". Dalla manifestazione di ieri in Comune, il sostegno all'ex sindaco - anche se simbolico - si è quindi spostato fuori al tribunale di Pescara.
Questa volta però il sindaco è uscito dal cancello principale non sottraendosi ai cronisti anche senza parlare.
Era accompagnato dai suoi legali, Giuliano e Roberto Milia. Quest'ultimo, con diversi fascicoli in mano, lo teneva a braccetto sino all'auto che l'attendeva fuori da Palazzo di Giustizia.
L'ex sindaco è apparso sereno.
L'avvocato Giuliano Milia, incalzato dai cronisti, si è limitato a dire che il suo assistito ha risposto alle domande del giudice.
L'udienza serve per capire se siano o meno fondate le misure cautelari cioè per capire se vi sia possibilità di reiterazione del reato, pericolo di fuga o inquinamento probatorio.
La decisione è attesa per lunedì.

20/12/2008 15.18