Il Gip: «Duplicazioni di incarichi inutili e senza bando di gara»

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp PdN 328 3290550

Letture:

6723

L'ARRESTO DI D'ALFONSO. PESCARA. Oltre alle «anomalie» sull'approvazione dell'unica offerta dell 'ATI De Cesaris - Delta Costruzioni per i project fìnancing relativi ai cimiteri il Gip Luca De Ninis nell'ordinanza di custodia cautelare si sofferma sul profilo della commissione di gara.
Nella commissione compaiono, oltre al dirigente dell'area tecnica Giampiero Leombroni, anche i "tecnici esterni" Marco Mariani e Francesco Ferragina.
«Perché i due approvassero il progetto chiudendo un occhio sulla non conformità urbanistica», si legge nell'ordinanza, «gli vennero assegnati una serie di incarichi gemelli», alcuni dei quali pagati proprio da De Cesaris, ma solo nel caso in cui i due avessero approvato il progect financing della ditta che voleva appropriarsi dei cimiteri.
«È davvero clamorosa la frammentazione e reiterazione degli incarichi di consulenza loro assegnati a spese del Comune», si legge nell'ordinanza, «con l'evidente finalità di mantenere ciascun incarico sotto il limite dei 100.000 euro il cui superamento avrebbe imposto la procedura di gara».
Una tecnica molto in voga a Pescara e non solo. All'inizio dell'ano un esposto firmato dai presidenti degli ordini degli ingegneri e degli architetti segnalava che nel primo e nel secondo mandato D'Alfonso non erano pervenuti mai bandi di gara per l'assegnazione della progettazione.
Una inchiesta parallela è stata aperta al riguardo e starebbe perlustrando tutti gli affidamento di incarichi tecnici operati direttamente dal Comune e senza gara anche per importi ingentissimi ma frazionati più volte per rimanere sotto il limite.
Otto in totale gli incarichi ai due per 340 mila euro (230 dei quali saldati dall'imprenditore vincitore).
La prima consulenza arrivò il 17 luglio 2004. Leombroni, affidò all' avvocato Marco Mariani un «incarico di collaborazione a supporto dirigente competente per formazione ed attuazione programma triennale lavori pubblici per le attività preordinate alla valutazione della proposta del promotore». Previsione di spesa: 35.000 a carico del Comune.
Il 21 settembre toccò a Farragina: stesso incarico «con previsione di compenso per euro 30.000 euro a carico del comune».
A giugno del 2005 nuovo incarico a Farragina, altri 20 mila euro per una «collaborazione per la valutazione della proposta di project fìnancing parcheggi area campo sportivo».
Previsione di compenso 20.000 a carico del Comune.
Stesso mese, stesso incarico anche a Marco Mariani e altri 20 mila euro di spesa.
Il 30 luglio ne arrivarono due per Mariani: il primo è un incarico per «assistenza al Comune di
Pescara nell' ambito della procedura project fìnancing dei lavori ampliamento cimitero di Colle Madonna» con previsione di compenso di euro 65.000 euro, il secondo un «incarico di collaborazione per assistenza al comune di Pescara nell' ambito della procedura project fìnancing dei lavori ampliamento cimitero di San Silvestro con previsione di compenso di euro 70.000. Entrambi questi incarichi, era stato stabilito, «sarebbero stati retribuiti dalla ditta vincitrice dell'appalto (l'Ati De Cesaris- La Rocca)».
Ma in quello stesso giorno vennero dati due incarichi anche a Farragina: il primo da 50 mila euro per la società Kon di cui Farragina è amministratore delegato, il secondo sempre da 50 mila euro sempre alla Kon. Anche questi incarichi, si stabilì, «sarebbero stati retribuiti dalla ditta vincitrice dell'appalto (l'Ati De Cesaris- La Rocca)».

«ANOMALA DUPLICAZIONE DI INCARICHI»

Il gip parla chiaramente di «duplicazione di incarichi tra l'avvocato Mariani e il dottor Francesco Ferragina», che venivano affidati «senza giustificazione».
I due, secondo quanto si legge nell'ordinanza «con alta probabilità costituiscono un'unica unità funzionale, posto che lo studio legale Mariani e la Kon del Ferragina hanno sedi nei medesimi indirizzi».
«L'abuso è quindi molteplice», scrive il gip: «duplicazione inutile degli incarichi» e soprattutto «frazionamento degli incarichi per restare al di sotto della soglia che avrebbe imposto la gara pubblica».

«INCOMPATIBILITA' DEI PUBBLICI UFFICIALI»

Ma l'aspetto più singolare della vicenda, come sottolinea il gip De Ninis, è «l'incredibile anomalia dei due consulenti/controllori (componenti della commissione di gara) che sono retribuiti soltanto a condizione che ... approvino il progetto controllato!»
Perché tale anomalia? A cosa doveva servire? Perché nessuno si è accorto di quanto stava accadendo?
Il sindaco nell'interrogatorio di ieri ha chiarito che i suoi erano solo «indirizzi politici» e che non era e non poteva essere a conoscenza di tutta la procedura amministrativa e di ogni singolo atto.
Marco Mariani e Francesco Ferragina, «nella loro qualità di partecipanti alla commissione di valutazione, con il concorso del Leombroni, hanno dunque accettato che il compenso per le attività svolte gli venisse erogato dalla ditta aggiudicataria (ATI De Cesaris - La Rocca), con evidente incompatibilità rispetto al ruolo di pubblici ufficiali commissari di gara».
«Il risultato di tale incredibile anomalia», scrive De Ninis, portò «all'approvazione dell'offerta dell'ATI (così ricevendo, in contropartita della predetta istruttoria, ben € 235.000) pur non essendo la stessa conforme al bando, in vantaggio del privato».

LA NON CONFORMITA'

Come si ricorda nell'ordinanza, infatti, era evidente «la non conformità urbanistica della proposta relativamente al Cimitero di San Silvestro in particolare per ciò che concerne la previsione del parcheggio, che ricadeva in zona agricola», «non conformità delle tariffe proposte per i loculari, sepolcreti e cappelle, per le quali si prevedeva, anziché la possibilità di aggiornamento in misura del 60% dal 40° anno, l'aggiornamento nella misura del 75% dal 20° anno; non conformità delle tariffe per le prestazioni cimiteriali, per le quali si prevedevano aumenti sino al 400%, rispetto alle previsione del bando; non conformità delle tariffe in concessione, rispetto alle quali si portava la durata della concessione da 60 a 99 anni, con aggravio di costi per la cittadinanza».
Il nome dell'avvocato Mariani compare anche sulla lista Dezio, «che altro non è», scrive De Ninis, «che una lista di persone cui chiedere denaro. Non può dubitarsi, allora, della natura corruttiva dei pagamenti che il De Cesaris ha eseguito verso Mariani e Ferragina, in adempimento di un complesso programma di abuso e di corruzione che doveva portarlo a diventare padrone dei cimiteri cittadini. E l'affermazione della logica di privatizzazione di risorse pubbliche, per tornaconto personale del Sindaco, che ritornerà nella vicenda dell'Area di Risulta».

19/12/2008 9.53

TUTTO SULL'ARRESTO DI D'ALFONSO