La giunta unanime: «noi lo sappiamo, D’Alfonso è innocente»

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp PdN 328 3290550

Letture:

2875

La giunta unanime: «noi lo sappiamo, D’Alfonso è innocente»
L'ARRESTO DI D'ALFONSO PESCARA. Una conferenza stampa nella sala del consiglio comunale per dare spiegazioni di quello che accadrà adesso. Ma anche per “tranquillizzare” gli animi. Giunta compatta: «il sindaco è innocente. Tra sei mesi torneremo più forti di prima».
I fedelissimi dell'ex sindaco ne sono certi: «D'Alfonso è innocente». Nessuno ha letto ancora le carte ma la sua corte non ha momenti di tentennamento: «non può averlo fatto».
Ieri il compito più difficile è toccato al vicesindaco Camillo D'Angelo che si è presentato alla stampa, contornato da tutti gli assessori, per spiegare cosa accadrà ora.
Il 7 gennaio la giunta e il consiglio comunale di Pescara «andranno a casa, orgogliosi di aver partecipato ad una stagione straordinaria per Pescara», ha spiegato D'Angelo. Poi arriverà il commissario. In primavera si tornerà al voto, dopo esattamente 12 mesi dalla rielezione di D'Alfonso. Probabile la data del 7 giugno quando si tornerà alle urne anche per le Provinciali e le Europee.
Mentre i documenti della Procura parlano di associazione a delinquere finalizzata alla corruzione, concussione, abuso d'ufficio, truffa aggravata ai danni dell'amministrazione e falso ideologico, l'assessore non tentenna: «abbiamo fatto tanto e lo abbiamo fatto bene».
D'Angelo è «certo» che l'indagato eccellente «dimostrerà la propria estraneità a quanto gli viene contestato» e assicura che delle dimissioni da sindaco non ne sapeva niente.
«Era da qualche giorno», ha raccontato ancora il numero due di Palazzo di Città, «che il sindaco (lo ha chiamato ancora così, ndr) era turbato. Mi aveva detto che c'era la magistratura che stava indagando sul lavoro dell'amministrazione e che non voleva mettere sotto stress l'intero Comune. Mi aveva detto che aveva bisogno di una pausa di riflessione e che avrebbe verificato con il suo avvocato se uscire dalla giunta o rimanere». D'Angelo ha poi rivendicato il lavoro fatto: «Pescara è cresciuta e questa classe politica ha cambiato di fatto questa città e l'ha svegliata da un immobilismo che durava da dieci anni».
«Se avessimo saputo quello che stava accadendo», ha continuato l'assessore, «non avremmo di certo approvato il bilancio che vede l'aumento di imposte e tasse per i cittadini. Potevamo anche farne a meno…»
D'Angelo ha poi spiegato che le dimissioni della giunta arriveranno con il nuovo anno, «così la città potrà godere delle iniziative natalizie».
Non sono mancate critiche a Rifondazione che ieri aveva chiesto alla «pseudosinistra» di fare delle scuse «per averci lasciati soli cinque anni a dire delle cose», aveva commentato Acerbo.
«Sono stati con noi in giunta, con due assessori e due consiglieri, adesso è inopportuno». Parole di fuoco anche nei confronti del gruppo di Facebook nato contro D'Alfonso: «andate a leggere quello che ci scrivono», ha detto D'Angelo, «lì c'è gente che soffre di delirio di onnipotenza».
Anche il neo assessore Donato Di Matteo ha difeso il sindaco: «io lo conosco bene e ho fiducia in D'Alfonso. Ha fatto tanto in sei anni. Ha incarnato la politica del fare e del fare bene».
Intanto gli assessori Di Marco e Sulpizio dell'Italia dei Valori hanno presentato le dimissioni, sotto consiglio del leader Antonio Di Pietro.

LE DIMISSIONI DI D'ALFONSO

E ieri è comparsa in comune anche la tanto discussa lettera di dimissioni, firmata già il 9 dicembre ma da rendere nota sola a elezioni concluse per non turbarne l'andamento.
D'Alfonso si congeda parlando di «senso di responsabilità istituzionale» e di «amore per la città».
Ammette di avere la «coscienza serena» e spiega di aver deciso di lasciare il suo posto in quanto confida «che la città possa avere una nuova guida». L'ex sindaco ringrazia poi tutti quelli che hanno lavorato con lui negli ultimi 66 mesi. 17/12/2008 9.50