Arresto D’Alfonso, Del Turco: «è innocente fino al processo»

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp PdN 328 3290550

Letture:

2981

L'ARRESTO DI D'ALFONSO. ABRUZZO. L’arresto di Luciano D’Alfonso ha scatenato una marea di commenti. I primi ad arrivare sono stati quelli del nuovo e dell’ex presidente della Regione, Chiodi e Del Turco.
Gianni Chiodi si augura che l'ex primo cittadino di Pescara «riuscirà a provare la sua estraneità. Ho un debole per i sindaci. I sindaci non prendono denaro. Se D'Alfonso lo ha fatto sarebbe una delusione enorme».
L'esponente del Pdl si è detto «dispiaciuto dal punto di vista umano perché già un avviso di garanzia e' fortemente stigmatizzante nei confronti di un politico. Poi - ha aggiunto nel corso della sua prima conferenza stampa tenuta in un albergo de L'Aquila - magari dopo sette anni sarà assolto completamente, ma sarà distrutto politicamente come persona. In Abruzzo e' già accaduto.
Auguro a D'Alfonso di chiarire la sua posizione anche se ritengo che la Magistratura abbia riflettuto molto per emettere un provvedimento così dirompente. Confesso di essere molto
perplesso».
Il Presidente abruzzese si dice garantista per due ragioni «perchè e' sentimento promosso
dall'umanità e dalla Costituzione».
La questione morale che aleggia sulle elezioni abruzzesi, però, secondo Chiodi, non intacca la stragrande maggioranza sana delle istituzioni e della società.
«Due sindaci sono stati arrestati ma altri 302 non sono stati accusati di avere a che fare con le tangenti. Diciamolo a voce alta perchè altrimenti alimentiamo la disaffezione verso la politica».
Per Del Turco, invece, «secondo i principi del nostro Paese, secondo la sua cultura giuridica e la sua civiltà democratica, Luciano D'Alfonso e' un cittadino innocente fino a quando non saranno provate da una Corte le ipotesi di reato a lui attribuite». L'ex presidente della Regione Abruzzo fu arrestato, il 14 luglio scorso, dalla stessa Procura della Repubblica di Pescara che sta conducendo l'inchiesta su D'Alfonso
«Sono vicino a D'Alfonso a livello umano – ha detto invece l'onorevole Carlo Costantini– e apprendendo oggi la notizia che aveva firmato le proprie dimissioni già da qualche giorno, capisco il motivo per cui si è ‘defilato' negli ultimi giorni di campagna elettorale. L'ho visto assente nell'ultimo periodo», ha detto ancora, «e leggendo oggi le notizie forse mi spiego anche il perché».
«L'arresto di ieri», si legge invece in una nota dell'associazione “ Amici di Beppe Grillo”, «dimostra insieme al dato sul calo dell'affluenza alle urne in maniera palese che la politica ha raggiunto livelli bassissimi e che gli abruzzesi ormai ne hanno le scatole piene. Noi di Pescaraincomune by amici di Beppe Grillo», continuano, «saremo presenti, con l'aiuto di tutti i cittadini stufi dei soliti
giochi di potere, per portare avanti quello che riteniamo l'interesse generale»
«E' difficile credere che i requisiti di gravità e urgenza che la legge prevede per sottoporre qualcuno a detenzione preventiva si siano concretizzati proprio ieri sera e a urne appena chiuse», ha detto invece il responsabile regionale dei Riformatori Liberali, Alessio Di Carlo. «Ci pare più ragionevole pensare - aggiunge - che quegli elementi, se esistenti, lo fossero da tempo. In questo caso, gli
inquirenti avrebbero commesso un atto di grave irresponsabilità procrastinando l'emissione del provvedimento al momento successivo allo svolgimento delle elezioni regionali».
Un commento lo fa anche il capo dell'opposizione in consiglio comunale Luigi Albore Mascia che ha espresso «solidarietà all'uomo D'Alfonso, alla sua famiglia e a tutte le persone care che gli sono vicine in questo momento ovviamente difficile e delicato».
«Purtroppo», ricorda Mascia (che alle ultime comunali era il candidato avversario di D'Alfonso, «già nel maggio scorso, in occasione della prima seduta del nuovo Consiglio comunale, il Popolo della Libertà aveva sollevato in aula la questione morale rimasta irrisolta da due lunghi anni. Ora la nostra prima preoccupazione dovrà essere quella di saldare un debito nei confronti dei pescaresi garantendo la credibilità e l'affidabilità della nuova classe politica».
In merito all'ipotesi di eventuali dimissioni in blocco del Consiglio comunale che porterebbero a una conclusione anticipata dell'amministrazione, anche prima dei 20 giorni altrimenti previsti dalla legge per l'arrivo del Commissario straordinario, il capogruppo Albore Mascia, ha affermato che «in qualità di capogruppo del Pdl rappresento 10 consiglieri comunali, tra cui conto esponenti molto rappresentativi appena eletti anche al Consiglio regionale. Mi sentirò con tutto il mio gruppo, ma anche con il gruppo di Carlo Masci e di Gianni Teodoro per confrontarci sulle prossime decisioni da assumere. Forse ci sarà anche un'interlocuzione con il capogruppo del Partito Democratico (che rappresenta 18 consiglieri in aula), se mi cercherà, e oggi pomeriggio, alle 18.30, avrà un incontro con il Prefetto per fare luce sul dopo-D'Alfonso e approfondire i passaggi tecnici che dovremo eseguire».

16/12/2008 16.00