Il gip:«D’Alfonso ha creato sistema che ha minato democrazia della città»

Alessandro Biancardi

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Il gip:«D’Alfonso ha creato sistema che ha minato democrazia della città»
L'ARRESTO DI D'ALFONSO. PESCARA. L’Abruzzo stamattina era pronto a svegliarsi voltando pagina invece è ripiombato nell’incubo.  (nella foto D'Alfonso e il procuratore della Repubblica Nicola Trifuoggi)
Ieri sera alle 23 la conferma di una notizia che era circolata per tutta la giornata. Poco dopo le 22.30 Luciano D'Alfonso è stato arrestato dalla squadra mobile diretta dal dirigente Nicola Zupo.
200 mila euro sarebbero le tangenti certificate dalla Procura più altri "benefici". 80 gli indagati: non mancano nomi eccellenti tra i quali Carlo Toto e Dino Di Vincenzo. Questa mattina il sindaco ha presentato le dimissioni. Confermate anche quelle da segretario regionale del Pd
Per il sindaco sono stati disposti gli arresti domiciliati così come per il suo braccio destro Guido Dezio e l'imprenditore Massimo De Cesaris.
Pesantissime le accuse contestate ai tre: associazione per delinquere finalizzata alla corruzione, concussione, abuso d'ufficio, truffa aggravata ai danni dell'amministrazione e falso ideologico.
Tutto sarebbe partito da una inchiesta sull'affidamento dei lavori d'appalto dei cimiteri.
Questa mattina gli indagati sono attesi in Procura dove saranno interrogati.

POLITICA IN SUBBUGLIO
La politica cittadina intanto è in subbuglio. Il Comune si appresta a vivere una delle giornate più difficili che abbia mai visto.
E non mancano le reazioni politiche. Rifondazione Comunista: «attendiamo le scuse di tutta la pseudosinistra pescarese che ci ha lasciati soli per 5 anni a litigare con D'Alfonso».
«Quando abbiamo deciso di correre da soli al Comune di Pescara avevamo ragione – ha detto in una nota il leader abruzzese di Prc, Maurizio Acerbo -. C'é da domandarsi come mai anche in questo caso si tratta di una vicenda, quella della privatizzazione del cimitero, in cui siamo stati noi per primi a denunciare comportamenti scorretti. Ricordo che il 15 Luglio avevo ufficialmente chiesto a nome del PRC nazionale il commissariamento del PD abruzzese. Per l'ennesima volta - conclude Acerbo - si conferma che la degenerazione del PD è la principale risorsa che tiene in vita Berlusconi».

8.40 – VERTICE IN PROCURA
Dovrebbe partire nel giro di una mezz'ora un vertice in procura tra il capo della mobile Nicola Zupo, il pm che coordina le indagini Gennaro Varone e il procuratore della Repubblica Nicola Trifuoggi. Da valutare le modalità di comunicazione della notizia dell'arresto del primo cittadino, fare il bilancio dell'indagine ed eventualmente coordinare
nuove azioni. Il primo ad arrivare in Tribunale è stato Zupo.
Non è ancora arrivato, invece, il procuratore Trifuoggi.
Smentita l'ipotesi che oggi verranno ascoltati gli indagati: ci sono dieci giorni di tempo per interrogare i tre ma vista la coincidenza con le festività natalizie si presuppone che il tutto succederà nei prossimi giorni.

8.50 - «PIU DI 30 INDAGATI»
Sono più di 30 gli indagati di questa maxi inchiesta che sarebbe partita per cercare di accertare presunte irregolarità negli appalti dei lavori del cimitero di Pescara. Diversi i filoni d'indagine. Almeno 20 le perquisizioni compiute nelle scorse ore.
Esattamente due anni fa sempre la squadra mobile di Zupo arrestò l'ex sindaco di Montesilvano Enzo Cantagallo (Pd). In quel caso si parlò di un «sistema di tangenti» che di fatto rase al suolo l'amministrazione cittadina.

8.57 – VARONE: «NO COMMENT»

E' appena arrivato in procura il pm Gennaro Varone. Incalzato dai giornalisti non ha rilasciato dichiarazioni. A chi gli ha chiesto se fosse prevista una conferenza stampa in mattinata ha detto di no. A breve comincerà il vertice.

9.20 – ANCHE CARLO TOTO INDAGATO
L'imprenditoria pescarese è sotto inchiesta. 38 gli indagati coinvolti nell'inchiesta ma si parla di almeno 80 persone che rientrerebbero a vario titolo nell'indagine.
Non mancano nomi eccellenti come quello degli imprenditori Carlo Toto e Alfonso Toto.
Il patron di Air One, secondo l'accusa, avrebbe versato tangenti al primo cittadino. Gli contestano il reato di corruzione e il corrotto, secondo la procura, sarebbe proprio il sindaco della città.
Mentre il Comune stava per predisporre il bando di gara per l'affidamento dell'area di risulta (poi vinta da Toto) «sarebbero state pagate migliaia di cene elettorali».
«Carlo Toto», scrive il gip De Ninis, «gli avrebbe messo a disposizione un aereo per i movimenti suoi e dei suoi familiari ai quali avrebbe fatto avere anche biglietti gratis e la disponibilità di un'auto con autista per 3 anni. dal settembre 2004 al gennaio 2007, per ottenere appalti. Dalle indagini, inoltre, sarebbero
state trovate tracce di tangenti in denaro, pranzi e cene per circa 11 mila euro. I fratelli Toto, sempre secondo le accuse, avrebbero anche versato finanziamenti a società ed enti ricollegabili in qualche modo a D'Alfonso (100 mila euro alla Pro Loco di Lettomanoppello, 100 mila euro per acquisito mezzo della famosa ambulanza di Lettomanoppello [url=http://www.primadanoi.it/upload/virtualmedia/modules/bdnews/article.php?storyid=11622]mai entrata in funzione[/url]).
[url=http://www.primadanoi.it/upload/virtualmedia/modules/bdnews/article.php?storyid=7686]*L'8 GENNAIO 2007 I DUBBI SU QUEI VOLI[/url] - [url=http://www.primadanoi.it/upload/virtualmedia/modules/bdnews/article.php?storyid=7722]D'ALFONSO ACCUSO' PDN[/url]

9.31 - «150 MILA EURO DI TANGENTI CERTIFICATE»
150 mila euro sarebbero le tangenti certificate dalla Procura. Questi soldi sarebbero finiti nelle disponibilità del primo cittadino. L'accusa avrebbe a disposizione una lunga serie di prove documentali e appunti sequestrati nelle abitazioni e negli uffici degli imprenditori che certificherebbero l'avvenuta corruzione.
Tra gli altri indagati eccellenti anche Dino Di Vincenzo.

9.37 – «30 I CAPI D'IMPUTAZIONE»
Sono oltre 30 i fatti contestati agli indagati di questa maxi inchiesta. La richiesta di arresti domiciliari era stata avanzata dal pm Gennaro Varone al gip De Ninis a metà novembre. Qualche giorno dopo il sindaco D'Alfonso aveva richiesto di farsi interrogare dalla Procura di Pescara. A inizio dicembre, poi, ci sarebbe stato un secondo interrogatorio. In quelle due occasioni il primo cittadino avrebbe replicato a tutte le accuse mosse dalla Procura di Pescara tra le quali la truffa e distrazione di denaro pubblico per la realizzazione di alcuni manifesti elettorali pagati con i soldi del Comune.

9.45 – E' GIALLO SULLE DIMISSIONI DI D'ALFONSO
Nella notte era circolata la notizia che D'Alfonso questa mattina fosse pronto ad ufficializzare le sue dimissioni da sindaco e da segretario regionale del Pd.
Aveva intenzione di aspettare il risultato elettorale e poi uscire di scena, almeno apparentemente. Pare infatti che la decisione era giunta nei giorni scorsi, dopo che il primo cittadino aveva appreso la notizia di questa maxi inchiesta.
Ma questa voce non è al momento stata ufficializzata. Quello che è certo è che nell'interrogatorio di inizio dicembre D'Alfonso comunicò che avrebbe lasciato a breve i suoi incarichi istituzionali.
Non sono esclusi risvolti eclatanti dopo l'arresto di ieri sera. Secondo quanto si apprende in confronto all'inchiesta Ciclone che decapitò la giunta di Montesilvano questa operazione ha dimensioni decisamente più gravi e più ampie.

10.10 - «PARTITO TUTTO DA APPUNTI DI DEZIO»
A determinare la prima parte dell'indagine sono stati alcuni appunti sequestrati all'ex braccio destro del sindaco Guido Dezio, anche lui ai domiciliari, dove sono stati accertati versamenti di denaro di imprenditori con riscontri bancari.
L'inchiesta riguarda accordi di programma, gare d'appalto, lavori pubblici. Tra questi la gestione dei cimiteri, la riqualificazione dell'area di risulta ma, come detto, tra le accuse oltre altre alla concussione, corruzione e peculato c'è anche quella di truffa poichè la presunta distrazione di denaro veniva impiegata apparentemente per la pubblicità istituzionale.

10.38 - D'ALFONSO SI E' DIMESSO
Il sindaco Luciano D'Alfonso si è dimesso questa mattina dalla carica. Le dimissioni sono state consegnate stamani al segretario generale del Comune. A renderlo noto è stato l'avvocato Giuliano Milia che difende l'ormai ex primo cittadino di Pescara.

10.44 – INDAGATO ANCHE DI PROPERZIO
Continuano a trapelare i nomi degli indagati. Avvisi di garanzia sono stati notificati a Marco Molisani, capo di gabinetto del sindaco, Marco Presutti ex portavoce di D'Alfonso nel suo primo mandato e l'imprenditore Di Properzio.
Da quanto si è appreso il sindaco è stato arrestato per il grave rischio di inquinamento delle prove. Lui, come fece d'altronde l'ex presidente della giunta regionale Ottaviano Del Turco lo scorso luglio, ha presentato le sue dimissioni per chiamarsi fuori dall'amministrazione cittadina. Ma per il gip De Ninis l'arresto è stato ritenuto «improrogabile».

10.53 – D'ALFONSO: «CONDOTTE RIPROVEVOLI»
D'Alfonso nel corso dell'interrogatorio dei giorni scorsi con il pm Gennaro Varone ha rigettato al mittente tutte le accuse. Ha fornito la sua versione dei fatti e si è detto completamente estraneo a tali vicende giudicando «riprovevole» tali condotte.

11.00 - «EVITATA SPETTACOLARIZZAZIONE»
Le voci che si sono rincorse nella giornata di ieri di un presunto arresto hanno dato una accelerata alle indagini? No, stando a quanto ha riferito poco fa il procuratore della Repubblica Nicola Trifuoggi.
«Non c'e' stata alcuna accelerazione, per questo arresto. Il gip ha depositato ieri pomeriggio l'ordinanza di custodia cautelare ed è stata eseguita in serata. Il collega ha preferito farla eseguire ieri sera per evitare spettacolarizzazioni».
L'orario dell'arresto di D'Alfonso (22.30 circa) è parso subito strano dal momento che di solito si procede per operazioni del genere verso le 5-6 del mattino.

11.40 - «NON CI SARANNO CONFERENZE STAMPA UFFICIALI»
Lo ha detto poco fa il procuratore di Pescara Nicola Trifuoggi: non ci sarà nessuna conferenza stampa per spiegare i dettagli dell'arresto di ieri sera. Il procuratore ha anche confermato di aver visto la lettera firmata con le dimissioni di D'Alfonso già il 9 dicembre scorso. Aveva anche spiegato di avere l'intenzione di ufficializzarle dopo il risultato elettorale.
Si è inoltre saputo che due tecnici comunali saranno sottoposti a misure interdittive nelle prossime ore. I nomi non sono stati resi noti. Non sarebbero previsti nuovi arresti.

11.50 – DEZIO ARRESTATO IN PIZZERIA
Le misure cautelari sono state eseguite ieri sera per «rispetto di tutti», ha detto ancora Trifuoggi. «Questo atteggiamento è nella linea della Procura». Per tutti si è atteso che rientrassero a casa. Dezio, che era fuori dall'abitazione, è stato arrestato per ultimo in pizzeria. Si trovava nel locale insieme ad alcuni conoscenti ed è stato prelevato dalla polizia che ha poi notificato l'avviso di garanzia.

13.35: IL GIP:«MINATA LA DEMOCRAZIA DELLA CITTA'»
«Il sistema è tale da avere minato radicalmente la stessa democraticità dell'amministrazione cittadina». E' uno dei passaggi forti dell'ordinanza di arresti domiciliari per l'ex sindaco Luciano D'Alfonso disposti dal Gip Luca De Ninis su richiesta del pm Gennaro Varone.
Nell'ordinanza si legge anche che questo «avviene quando l'azione fondata sullo scambio volontà politica - denaro, esautora - di fatto - di competenza gli organi di controllo, i consessi in cui si vota e la stessa libertà morale dei funzionari cui competono scelte tecnico-giuridiche necessitate da imposizioni derivanti dal patto corruttivo».

13.55. VACANZE, VIAGGI, CENE, VOLI: PAGA TOTO
Sono molti gli episodi contestati e ricostruiti dalla procura.
Sono molti quelli che il giudice per le indagini preliminari De Ninis cita per chiarire le motivazioni delle misure cautelari.
Saltano all'occhio le presunte tangenti che l'imprenditore Carlo Toto ed il figlio Alfonso avrebbero versato al sindaco sempre pe ril tramite di Guido Dezio, agli arresti domiciliare nuovamente.
Si parla di una somma di 7 mila euro, nel marzo-aprile 2006, quale contributo non dichiarato in prossimità delle elezioni politiche nazionali del 2006 (somma riscossa con la collaborazione di Guido Dezio). Viaggi gratuiti sulla compagnia area Air One tra il 2003 e il 2006. Il pagamento a D'Alfonso ai ai suoi familiari di una vacanza a Malta e Venezia, nella Pasqua del 2006, mettendogli a disposizione per il viaggio un aereo privato Iulia Falcon 20 per la tratta Pescara-Malta-Venezia (costo del volo 25.893 euro o sostenuto interamente da Airone Spa verso la Airone Executive).
Il pagamento di 10.843 euro in favore dell'Agenzia Orchidea Viaggi che aveva rilasciato biglietti di viaggio a D'Alfonso per una vacanza il 15 maggio 2006 ( pagamento avvenuto alla fine del settembre 2006).
Il pagamento di cene personali, di rappresentanza ed elettorali, presso il ristorante Sea River di Pescara per un importo pari a 10.800 euro sino al 18 dicembre 2006.
Il finanziamento di 10 mila euro, per ritorno di immagine del sindaco, nel gennaio 2007. La contropartita per tali elargizioni - secondo l'impianto accusatorio della Procura di Pescara - sarebbe stata «la promessa volontà politica benevola» verso l'impresa Toto Spa. In particolare l'analisi del project financing aggiudicato alla Toto Spa per la gestione della cosiddetta area di risulta della ex stazione ferroviaria.

13.59. ACCERTAMENTI ANCHE IN PARLAMENTO
C'era da parte della procura l'esigenza di sapere quali contributi erano regolarmente registrati e quali invece non lo fossero.
In mano gli inquirenti avevano la minuta sequestrata a Dezio che riportava la lista degli imprenditori che versavano soldi.
Di fianco ogni nome una sigla “B” o “N”.
Gli inquirenti hanno accertato che in corrispondenza della lettera “B” figuravano versamenti “in chiaro” (cioè “bianco”) regolarmente registrati dagli imprenditori, mentre in corrispondenza della “N” sono stati accertati versamenti in “nero” o altre utilità.
Due richieste sono state inoltrate dalla procura di Pescara alla Camera dei Deputati che è competente per la pubblicazione dei finanziamenti a favore dei partiti politici. Due richieste inoltrate ai presidenti Bertinotti e Fini che hanno collaborato «in maniera cordiale e sollecita nonostante la procedura informale»