Sevel: «ogni 442 minuti di lavoro hai 4 minuti per respirare»

Alessandro Biancardi

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L'INCHIESTA. Il settimanale Left (www.avvenimentionline.it) diretto da Pino Di Maula è venuto in possesso dei fogli di saturazione della Fiat, documenti segreti della casa torinese sui tempi alla catena di montaggio.
«Per montare il paraurti anteriore sul modello 2.500: 30 secondi per mettere tre viti e un dado, un'operazione da ripetere 230 volte, 46,8 secondi per prelevare il paraurti giusto da uno scaffale e fissarlo tramite tre viti, per 270 volte. In totale 445,563 minuti di lavoro, solo 4,44 minuti in 7 ore e mezza per riprendere il fiato».
Sono questi, come racconta Left, i tempi di lavoro per un operaio della Sevel. In tempo di crisi si taglia il numero dei posti di lavoro e si chiede a chi rimane di fare turni aberranti.
E chi ha questa opportunità è da ritenersi anche fortunato perché altri colleghi sono stati mandati direttamente a casa, con o senza cassa integrazione.
«Nella postazione 7, Ute 8, del reparto di montaggio della Sevel», scrive ancora Left, «i movimenti sono calcolati al millesimo di secondo: per ruotare l'albero primario e fissare il cambio ci vogliono 31,86 secondi. L'operazione va svolta per 413 volte durante le otto ore di lavoro, in totale 219 minuti; 1,2 secondi servono per premere un pulsante, poco più di due secondi per leggere il cartellino, 6,48 secondi per fissare il cambio del motore 2.500, 225 volte nell'arco della giornata. Si lavora al 94 per cento della saturazione, rimangono 26 minuti, il 5,93 per cento del tempo di lavoro, per sbruffare, grattarsi dietro la schiena, dare uno sguardo alla vicina mentre lei non ti vede, per riprendere da terra la vite che è scivolata dai guanti unti».
E in tutto questo c'è anche chi deve combattere con la crisi del settore automobilistico che incombe. Il posto di lavoro traballa, il rischio di essere rispediti a casa è forte e dietro l'angolo.
Lo scorso 12 dicembre è cominciata la cassa integrazione per gli oltre 6mila metalmeccanici e altri 360 interinali.
«Con loro», ricorda il settimanale, «"scadono" anche 200 Cat, operai che hanno già fatto la gavetta da interinali per 24 mesi, molti prossimi all'assunzione definitiva. Altri duecento usciranno a fine gennaio, quando la fabbrica, tornerà a fermarsi per un'altra settimana di cassa integrazione ordinaria».

Viene poi presa in considerazione la pagina sindacato. Con turni di lavoro così dovrebbe scatenarsi ogni giorno la rivolta, invece gli operai preferiscono lavorare in silenzio per non rischiare il posto. «qui il tasso di iscrizione al sindacato è sotto il 50 per cento», racconta un delegato della Fiom. «Nel mio reparto c'era un problema nel meccanismo di aggancio della batteria. È una macchina che pesa 30 chili, è facile farsi male. Ne ho parlato col capo dell'unità tecnologica per un anno intero e lui mi ha sempre risposto: "Non c'è alcun problema". Poi, dopo la mia ennesima segnalazione, ci ha messo a lavorare un interinale. Allora ho perso le staffe e ho proclamato un'ora di sciopero. L'interinale, ovviamente, non ha partecipato, ma almeno si è sentito protetto».
A corredo del servizio c'è anche una intervista a Luciano Gallino, Sociologo ed esperto di organizzazione del lavoro che spiega: «la saturazione dei tempi di lavoro è un fenomeno in diretta relazione col rallentamento delle commesse: per risparmiare, si cerca di ottenere il massimo da ciascuno, quindi si decide di spremere di più gli operai, invece di reclutare nuova forza lavoro. È un fenomeno diffuso in tutta Europa, che riguarda la produzione automobilistica in generale».

15/12/2008 11.24