Il Cimitero per gli animali di Manoppello cresce tra mille difficoltà

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp PdN 328 3290550

Letture:

16625

Il Cimitero per gli animali di Manoppello cresce tra mille difficoltà
MANOPPELLO. La Valle degli Affetti è un posto particolare: 17 piccole tombe dove riposano cani e gatti. E' il primo cimitero per animali d'Abruzzo che cresce tra mille difficoltà.
C'è Verò, morto a fine estate che ha lasciato solo il suo padrone che almeno una volta a settimana viene da Alba Adriatica per trovarlo. Ci sono anche Symba, Bengy e Quirino.Giulio è per il momento l'unico gatto: pelo rosso e bianco sarà l'apripista dei felini.
L'ultima arrivata, invece, è Lizzy, pastore tedesco di 11 anni morta lo scorso 3 dicembre. Nella terra c'è conficcata una rosa, dono di un padrone straziato dal dolore.
«Chi non ha un animale non può capire quello che si prova quando viene a mancare un cane», racconta Bruno Centurione, l'ideatore del progetto che da cinque anni combatte con una burocrazia che stritola, da sempre amante degli animali e iscritto ai Verdi da 25 anni («forse sono tra i primi di tutta Italia»).



Lo scorso agosto ha finalmente potuto aprire le porte del suo cancello e la Valle degli Affetti, luogo di rispetto e civiltà, ha preso finalmente vita in contrada Valvone a Manoppello.
In contemporanea è nato anche un sito internet che ben presto verrà aggiornato con le foto dei suoi piccoli ospiti.
Grazie a lui la Regione Abruzzo ha dovuto adeguarsi e creare una legge regionale (la 27 dell'11-5-2007) e riconoscere un degno luogo di sepoltura per i fedeli compagni di una vita.
Sono tantissime le persone che amano gli animali e che ne posseggono uno ma quando muoiono dove vengono seppelliti?
C'è chi li seppellisce in giardino (pratica non regolare) o chi li dà in consegna al veterinario che si occuperà del suo “smaltimento”. Occorre pretendere sempre una documentazione che certifichi dove la carcassa sia stata lasciata. Un problema non secondario visto che anche in questo ambito vi sono molte violazioni: persone che riescono a chiedere anche 200 euro senza rilasciare certificati con il sospetto che gli animali morti vengano abbandonati dove capita con seri rischi per la salute.
Un problema anche perchè la legge è controversa sull'argomento e non chiarisce quale sia la “giusta pratica”.
La Valle degli Affetti, invece, è un vero e proprio luogo di riposo. Ancora piccolo, curato e delicato dona dignità ai così detti animali d'affezione.
Ci sono queste piccole tombette, le lapidi con il nome dell'animale, la sua foto, la data di nascita e di morte.
Non un posto dove scimmiottare il luogo del riposo delle persone am come dice l'ideatore un luogo che risponde ad esigenze di civiltà.
Su alcune lapidi è incisa anche una frase dei padroni. «Qualcuno mi ha chiesto di fare lapidi particolari, ma preferisco di no. Qui gli animali sono tutti uguali…anche perché quando si esagera non va mai bene».
Centurione non nasconde le difficoltà di questo progetto, pensato dopo la morte del suo cane, che viene perfezionato giorno per giorno.
Lui insieme alla Asl ha dovuto creare anche un regolamento per la sepoltura, prendendo spunto da regole già esistenti in altri città d'Italia dove i cimiteri per animali sono ormai una realtà consolidata. In provincia di Bologna ce ne sono due che contano ormai migliaia di ospiti, ma esempi identici si sono sviluppati anche a Prato, Napoli, due nella provincia di Torino, uno a Caserta e uno anche a Lodi.
Strutture grandi e medio grandi che nel corso degli anni si sono sviluppate e fatte conoscere e si possono permettere addirittura il lusso di restare aperti l'intera giornata. Alla Valle degli Affetti, invece, è un po' diverso. Il signor Centurione fa tutto da solo, insieme al figlio. Prende in consegna gli animali dopo la morte, si occupa della sepoltura, delle lapidi, che vengono preparate da un marmista di Manoppello, e della foto in ceramica delle piccole bestie che vengono realizzate da un ceramista del posto.



Poi si occupa anche delle faccende burocratiche come la cancellazione degli animali scomparsi dall'anagrafe canina. Poi c'è la manutenzione del cimitero, la sistemazione delle mattonelle per creare i piccoli vialetti, il taglio dell'erba e la disponibilità ad aprire il cancello quando un padrone telefona e chiede se può andare a far visita alla sua bestiola.
Il costo per portare un animale alla Valle degli Affetti oscilla dai 280 ai 350 euro per un periodo di cinque anni a seconda del tipo di animale. Alla scadenza si può rinnovare il contratto o meno.
E i sogni nel cassetto di Centurione sono ancora tanti: «mi piacerebbe comprare anche quella parte di terreno lì», dice indicando un appezzamento poco lontano. «Lì c'è anche un laghetto. Sarebbe bello creare una zona per gli amanti degli animali». Poi c'è «da ricostruire la casetta- ufficio completamente divelta dal forte vento degli ultimi giorni, la siepe da sistemare per delimitare l'area, i bagni per i disabili…»
Ma aiuti esterni non ne arrivano. «Anche dalla Regione non ho alcun tipo di sostegno …magari se arrivasse mi permetterebbe di abbassare le tariffe».
Spesso poi con i clienti si crea un vero e proprio rapporto di amicizia: «vengono spesso, finiamo per diventare amici. Ci raccontiamo le nostre vite, mi raccontano dei loro animali, dei lunghi anni trascorsi insieme. Loro piangono la scomparsa del loro caro e io finisco sempre per commuovermi…».

IL SITO www.valledegliaffetti.it

a.l. 15/12/2008 11.04