Carne alla diossina: sequestri in tutta Italia

Alessandro Biancardi

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ROMA. «Aumentare i controlli». Lo chiede la Federconsumatori in merito all'allarme che ha suscitato in tutta Europa la carne suina irlandese.
ROMA. «Aumentare i controlli». Lo chiede la Federconsumatori in merito all'allarme che ha suscitato in tutta Europa la carne suina irlandese.
Dodici stati membri, tra cui l'Italia, dovranno bloccare le importazioni dall'Irlanda di carne di maiale e derivati e fare accurati controlli per accertare la presenza di diossina.
Lo ha annunciato il commissario alla salute Ue, Androulla Vassiliou, spiegando che l'Italia e' tra i dodici paesi Ue coinvolti nell'allarme.
L'Italia, ha spiegato una portavoce, da settembre, ha importato prodotti di maiale e derivati da Dublino per circa 1400 tonnellate, quantità comunque modesta rispetto a quella di paesi come la Gran Bretagna, la nazione maggiormente coinvolta nell'allarme.
«La Commissione - ha detto il commissario - sta seguendo molto attentamente la situazione per assicurare la salute di tutti i cittadini. Ma al momento non riteniamo necessarie ulteriori azioni tutelative».
I paesi coinvolti sono, oltre l'Italia e la Gran Bretagna, Germania, Olanda, Polonia, Svezia, Belgio, Danimarca, Estonia, Francia, Portogallo e Cipro. Nove invece i paesi extra Ue piu' esposti: Giappone, Russia, Singapore, Usa, Canada, Svizzera, Cina, Hong Kong e Corea.
«A noi non interessa - dichiara Rosario Trefiletti, presidente di Federconsumatori - che l'importazione dei prodotti di carne suina dall'Irlanda sia marginale poichè bisogna assicurare sicurezza alimentare per tutti i cittadini, pochi o tanti che siano. Quindi bisogna implementare sia in ingresso che all'interno del nostro Paese verifiche e controlli su questo tipo di prodotto alimentare e dei suoi derivati e se presenti toglierli dalla vendita».
Dal primo gennaio 2002 - precisa la Coldiretti - l'etichetta della carne bovina in vendita deve obbligatoriamente riportare lo stato di nascita, di allevamento e di macellazione ed e' quindi possibile sapere se la fettina acquistata in macelleria e' stata ottenuta da un bovino nato, cresciuto e allevato in Italia o se si tratta di un capo nato in Francia, cresciuto e macellato in Italia o ancora se la carne proviene da un animale nato, cresciuto e macellato in Irlanda.
Informazioni analoghe sono state introdotte nel 2005 per il pollame a seguito dell'emergenza aviaria mentre mancano ancora per la carne di maiale le cui importazioni in Italia - continua la Coldiretti - arrivano peraltro solo per lo 0,3 per cento dall'Irlanda sulla base di elaborazioni su dati Istat relativi ai primi otto mesi del 2008.
Le carni suine italiane possono tuttavia essere riconoscibili da marchi di qualità come il Gran Suino Padano (GSP) per il prodotto fresco o da quelli europei a denominazione di origine per i salumi ma c'e' in molti casi anche l'opportunità di acquistare direttamente in molti dei cinquemila allevamenti di maiali presenti in Italia.

CODACONS, CONTROLLI SU ZAMPONE E COTECHINO

Subito controlli in tutta Italia su zampone e cotechino. Lo chiede il Codacons dopo l'allarme del maiale alla diossina.
«Chiediamo ai Nas di effettuare controlli a campione nei negozi di tutto il paese su confezioni di zampone e cotechino, sulla base del principio di precauzione - afferma il presidente Codacons, Carlo Rienzi - Controlli che devono essere estesi anche agli stabilimenti di produzione, per verificare se i prodotti in vendita siano contaminati, e per accertare che la carne con diossina non venga aggiunta a quella sana e poi immessa sul mercato italiano». 09/12/2008 11.22