«Luca Ranalli morì per overdose», arrestate due persone

Alessandro Biancardi

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ASCOLI PICENO. Luca Ranalli, 42enne di Teramo venne ritrovato morto il 21 ottobre nel parcheggio dell'ospedale civile di San Benedetto, all'interno di una Peugeot semibruciata. Stamattina alle 6.30 sono state arrestate due persone. Una ha confessato.

Per la Procura di Ascoli Piceno il giallo è finalmente stato risolto. Gli assassini di Ranalli sarebbero stati presi: si tratta di Mimmo Di Lorenzo, 40 anni, e Paolo Gasparrini, di 38, entrambi di Acquaviva Picena (Ascoli) e tossicodipendenti.
Dietro al misterioso decesso una overdose e un depistaggio da parte dei due conoscenti che avevano procurato a Ranalli della droga per tirarsi completamente fuori dall'episodio.
Il corpo dell'uomo infatti venne ritrovato all'interno della propria auto, avvolto in un piumone bianco.
Accanto al cadavere anche una sigaretta che aveva fatto pensare ad un incidente: un incendio divampato mentre l'uomo si era appisolato. Ma la realtà venuta a galla è stata poi differente.
Determinante è stato l'esame autoptico, al termine del quale i medici legali hanno ipotizzato un decesso a causa di overdose da sostanze stupefacenti, decesso avvenuto prima che venisse appiccato l'incendio dell'autovettura.
A risalire ai due è stata la squadra mobile di Ascoli, guidata da Pierfrancesco Muriana, che ha condotto le indagini sulla misteriosa morte di Ranalli in collaborazione con il commissariato di San Benedetto e la squadra mobile di Teramo.
Il 21 ottobre Di Lorenzo avrebbe procurato a Ranalli una dose di eroina rivolgendosi a Gasparrini. Poi Di Lorenzo avrebbe condotto il teramano a casa sua, ad Acquaviva Picena, per assumere insieme la droga.
E' lì che l'uomo sarebbe morto e sarebbe stata organizzata una messa in scena per depistare gli inquirenti.
Di Lorenzo, secondo le ricostruzioni, lo avrebbe derubato di cellulare, denaro e bancomat, caricato sul sedile posteriore della macchina e coperto, per poi abbandonarlo.
Prima di lasciare l'auto nel parcheggio dell'ospedale Di Lorenzo si sarebbe fermato nel centro di San
Benedetto, a ricaricare il cellulare e a vedere dei nuovi telefonini, entrando in due negozi del centro. Sono stati proprio questi passaggi, ripresi dalle telecamere, a incastrarlo, e dopo essere arrivati a lui gli investigatori hanno individuato anche Gasparrini, pluripregiudicato.
Entrambi sono accusati di spaccio di sostanze stupefacenti e morte come conseguenza di altro delitto.
Di Lorenzo deve rispondere anche di omissione di soccorso, distruzione di cadavere e incendio.
A lui, che ha confessato dopo essere stato bloccato dalla squadra mobile, sono stati concessi gli arresti domiciliari, mentre Gasparrini e' stato condotto in carcere.
A disporre l'arresto e' stato il gip Gianfelice su richiesta dei pm Picardi e Crincoli.
05/12/2008 10.28

[url=http://www.primadanoi.it/upload/virtualmedia/modules/bdnews/article.php?storyid=17453]IL RITROVAMENTO DEL CORPO[/url]