«Lotterò fino alla fine per sapere come è morto mio figlio»

Alessandro Biancardi

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AVEZZANIO. «Lotterò fino alla fine dei miei giorni per fare chiarezza sulla morte del mio angelo». Ornella Gemini non si rassegna alla morte del figlio di 26 anni, morte per suicidio avvenuta nel carcere di Sollicciano (Firenze).


La donna una volta al mese fa tappezzare l'intera Avezzano, dove vive, con un manifesto il cui contenuto cambia ogni volta.
Sono frasi d'amore di una madre nei confronti di un figlio, ma anche di denuncia nei confronti di
un'inchiesta giudiziaria che Ornella Gatti ritiene lacunosa e che ha scaricato solo sul suo ragazzo responsabilità di altri.
Ma soprattutto la madre di Niki Aprile Gatti, non crede al suicidio del figlio messo in cella di isolamento con altre due persone, due extracomunitari.
Non crede ai risultati dell'autopsia che parlano di suicidio; si oppone all'archiviazione dell'inchiesta; scrive a personaggi impegnati sul fronte dei diritti dei detenuti (Marco Pannella, Beppe Grillo, Marco Travaglio); attacca i giornali locali che non si occupano più di tanto della "misteriosa" vicenda di Niki.
Ha scritto anche alla trasmissione "Chi l'ha visto?" di RaiTre, con la speranza di far riaprire l'inchiesta sul suicidio del figlio.
Adesso la mamma chiede la restituzione degli effetti personali del ragazzo, misteriosamente scomparsi dall'appartamento di San Marino dove viveva: spariti abiti e computer.
E per questo ha presentato una denuncia per furto contro ignoti alla Procura della Repubblica di Avezzano. «Non coincide niente in questa inchiesta», ha spiegato la donna all'Agi. «Troppi
misteri. "Perche'' a mio figlio in isolamento e' stato consegnato un telegramma con il quale qualcuno gli ha ordinato di cambiare avvocato prima dell'interrogatorio di garanzia? Perchè hanno fatto sparite tutti i computer di Niki: chi lo ha fatto giacchè non e' stata la magistratura?».
Niki fu arrestato il 19 giugno scorso a Cattolica (Rimini) con l'accusa di frode informatica.
Il 23 giugno il Gip di Firenze convalidò l'arresto e il giorno successivo, intorno alle ore 10, il
giovane viene trovato morto nel bagno della cella n.10 a causa di arresto cardiocircolatorio dovuto ad impiccagione. 03/12/2008 15.50