Revisioni autoveicoli. Sei autofficine aquilane nei guai per evasione

Alessandro Biancardi

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L’AQUILA. Revisioni in nero o per importi inferiori ai minimi tabellari previsti dal ministero. Sei imprese aquilane nei guai.



Dopo oltre 4 mesi di indagini i finanzieri del Nucleo di polizia tributaria dell'Aquila hanno concluso una indagine nel settore delle revisioni di autoveicoli, motoveicoli e ciclomotori.
Il codice della strada prevede controlli periodici affidati ad imprese titolari di apposita concessione rilasciata dal ministero delle Infrastrutture e dei trasporti.
Sottoposte a controllo sono state oltre 50 imprese autorizzate che operano nella provincia dell'Aquila, per il periodo 2006-2008.
Di queste, secondo gli inquirenti, 6 imprese (tra L'Aquila, Avezzano e Sulmona) avrebbero effettuato le revisioni omettendo di rilasciare al cliente la ricevuta fiscale e la fattura.
In alcuni casi sono stati riscontrati importi inferiori alla tariffa minima, stabilita da appositi decreti ministeriali, pari a 30,98 euro i.v.a. inclusa, fino al 19.10.2007, e 54 euro, i.v.a. inclusa, a decorrere dal 20.10.2007.
L'attività ispettiva è stata incentrata sulla comparazione tra il numero di revisioni comunicato dal ministero delle infrastrutture e dei trasporti effettuate da ogni singolo concessionario e quanto dichiarato redditualmente nei vari periodi d'imposta presi in esame.
Le fiamme gialle coordinate dal tenente Antonio Di Martino, comandante della Sezione Tutela e Finanza Pubblica del Nucleo di Polizia Tributaria de L'Aquila, hanno accertato, in capo ai titolari l'esecuzione di circa 8.000 revisioni “in nero”, senza cioè emissione di alcun documento fiscale, e più di 4.500 ricevute fiscali e fatture con importi inferiori alla tariffa minima stabilita.
I ricavi sottratti al fisco ammontano a 261.000,00 euro, l'imposta sul valore aggiunto ad euro 104.000,00 e l'imposta regionale sulle attività produttive non versata a euro 11.000,00.
Oltre al pagamento delle imposte, per tali violazioni sono previste sanzioni particolarmente onerose, che comportano una sanzione da un minimo di euro 96.570,00 ad un massimo di euro 193.140.
Inoltre è previsto anche il pagamento di una sanzione variabile tra il 100% ed il 200% dell'imposta sul valore aggiunto evasa che nel caso in esame va da un minimo di euro 104.000 ad un massimo di euro 208.000.

02/12/2008 11.22