Nas: 43 arresti al centro sud per truffa alla Sanità

Alessandro Biancardi

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ROMA. Sono 43 gli arresti operati dai Nas in varie province dell'Italia centro meridionale ed insulare. 12 gli obblighi di presentazione alla polizia giudiziaria, emessi dal gip della Capitale su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia.

I provvedimenti sono stati adottati a conclusione di complesse e prolungate indagini condotte dal N.A.S. di Roma nei confronti di imprenditori farmaceutici ed informatori scientifici ritenuti responsabili di aver costituito un'associazione per delinquere finalizzata a truffare il sistema sanitario nazionale attraverso la corruzione di medici di base e farmacisti.
Lo scopo era quello di ottenere - in cambio di denaro e prestazioni sessuali - prescrizioni false o strumentali di alcuni medicinali, che venivano poi spediti in farmacie compiacenti per trarre conseguente profitto dai relativi incrementi di vendite.
Nel corso dell'operazione sono state eseguite 168 perquisizioni locali e personali a carico dei soggetti colpiti dalle misure restrittive, sui quali pendono anche 14 richieste di interdizione dall'esercizio professionale.
Gli inquirenti hanno scoperto anche un vasto traffico illecito di medicinali ad azione stupefacente e anabolizzante gestito da medici di famiglia attraverso la compilazione di ricette false intestate ad ignari assistiti.
Lo scopo era quello di procurarsi gratuitamente i farmaci a spese del sistema sanitario nazionale e rivenderli successivamente in nero.
I particolari dell'operazione, alla quale hanno preso parte 400 carabinieri, saranno resi noti in mattinata. 02/12/2008 10.25

COINVOLTA INFORMATRICE SCIENTIFICA DELL'ALTO SANGRO

Nell'ambito dell'operazione su scala nazionale e' stato coinvolto anche l'Alto Sangro. I militari della Compagnia di Castel di Sangro, coordinati dal capitano Paolo Befera, hanno notificato un obbligo di firma a A.C., 29 anni, informatrice scientifica, residente a Rivisondoli.
La donna, insieme ad altri, e' accusata di far parte dell'associazione a delinquere finalizzata a truffare il sistema sanitario nazionale, con la corruzione di medici di base e farmacisti, attraverso la dazione di denaro o la promessa di prestazioni sessuali.
Lo scopo finale era quello di ottenere prescrizioni false o strumentali di alcune medicine, che venivano poi spedite in farmacie compiacenti per trarne un conseguente profitto e incrementi di vendite.
Alcune specialita', tipo anabolizzanti e antagonisti degli stessi, dopo essere state prescritte a ignari assistiti dal Snn, una volta ritirate venivano collocate sul mercato nero con la vendita al circuito di palestre frequentate da 'body builder'.
02/12/2008 13.43

SEQUESTRI A PESCARA E L'AQUILA

Secondo quanto emerso, in alcuni episodi i medici di famiglia diagnosticavano malattie
inesistenti ai loro pazienti, specie se si trattava di anziani.
E questo per poter prescrivere sempre più medicinali indicati dagli informatori scientifici coinvolti nell'inchiesta.
E' di circa 10 milioni di euro, in due anni di attività, la truffa ai danni del sistema sanitario
nazionale per rimborsi illeciti di medicinali scoperta dai carabinieri del Comando per la tutela della salute.
Una novantina le persone coinvolte nell'inchiesta coordinata dal procuratore aggiunto, Giancarlo Capaldo, della Direzione Settore Antimafia, che ha portato all'arresto di imprenditori, informatori scientifici, medici e farmacisti.
Al centro dell'inchiesta il titolare di un'azienda di distribuzione farmaci con sede a Grottaferrata, in provincia di Roma.
L'uomo, Tullio Raimondo Faiella, napoletano di 48 anni, gestiva una rete di informatori scientifici che a loro volta avevano l'incarico di corrompere medici e farmacisti.
I farmaci distribuiti dalla società di Grottaferrata, la T.S. farmaceutica, per la maggior parte di fascia A, ovvero quelli interamente rimborsabili dal sistema sanitario, venivano prescritti ad ignari pazienti grazie alla compiacenza dei medici. Per i medici andava un compenso dal 5 al 10% rispetto al prezzo del farmaco. Ma non sono mancati i casi in cui ai medici venivano fornite prestazioni sessuali.
Tra gli indagati anche 25 promotori scientifici, 28 medici di base, 25 farmacisti, 10 collaboratori
e una ragazza che aveva l'incarico di contattare le prostitute.
Oltre a Roma, le altre città coinvolte sono Latina, Napoli, Caserta, L'Aquila, Pescara, Messina, Catania, Trapani e Cagliari.
Domiciliari per nove informatori scientifici, dieci farmacisti, otto medici e due collaboratori. Per altri indagati il giudice ha previsto l'obbligo di presentazione all'autorità giudiziaria.
«Il dato allarmante - ha detto il procuratore aggiunto Giancarlo Capaldo - è che non abbiamo potuto controllare l'intero sistema sanitario, e quindi c'e' la preoccupazione che questo malcostume o prassi possa essere ben più diffuso».
L'inchiesta dei carabinieri del Nas è partita dopo le dichiarazioni del medico romano Claudio Grande, arrestato nel 2005 nell'ambito dell'inchiesta 'Pharma connection'.
Da queste dichiarazioni sono partiti gli accertamenti che hanno portato agli arresti, eseguiti all'alba di oggi.
In un episodio un paziente ha subito la somministrazione di una terapia prevista con una malattia a trasmissione sessuale mentre e' emerso si trattava solo di una semplice irritazione da
parassiti. 02/12/2008 15.16