Due aggressioni a poliziotti. La Uil:«Un solo detenuto tiene in scacco carcere»

Alessandro Biancardi

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SULMONA. L'episodio di qualche giorno fa in cui un detenuto di origine fiorentina che ha ingoiato una forchetta ha riacceso i riflettori sul supercarcere di Sulmona. «Situazione al collasso», dice Mauro Nardella della Uil Penitenziari Abruzzo, che ha proclamato lo stato di agitazione del personale.

SULMONA. L'episodio di qualche giorno fa in cui un detenuto di origine fiorentina che ha ingoiato una forchetta ha riacceso i riflettori sul supercarcere di Sulmona. «Situazione al collasso», dice Mauro Nardella della Uil Penitenziari Abruzzo, che ha proclamato lo stato di agitazione del personale.Un fatto che, secondo il vice segretario della Uil Penitenziari Abruzzo «rappresenta solo l'epilogo di una lunga serie di incredibili quanto drammatici azioni da parte di un soggetto che da quando e' arrivato a Sulmona sta gettando scompiglio e disordine ad un reparto detentivo già di per sé irto di problematiche derivanti dalla presenza di numerosissime persone psicolabili e sottoposti a continue psicoterapie».
Due, al momento, le aggressioni del detenuto, anch'esso ad elevata psicopatia, a danno di altrettanti poliziotti penitenziari «i quali, e solo per pura fortuna, sono riusciti nell'intento di schivare uno sgabello e una cassetta postale di legno che avrebbero potuto creare seri e gravi danni ai malcapitati se fossero stati colpiti».
Il primo degli agenti ha comunque dovuto ricorrere alle cure ospedaliere per le schegge piovutagli addosso, ed è attualmente fuori servizio.
«La situazione e' divenuta insostenibile», ha ribadito Nardella, rimarcando che «non passa giorno che chiunque monta di servizio in quel reparto non ringrazia la sorte per essergli stata benevola».
E' ormai da tempo che la Uil denuncia l'insufficienza dell'opera apportata da un singolo psichiatra, il quale dovrebbe sopperire alle richieste di centinaia di psicotici presenti nel carcere di Sulmona.
«A Sulmona, e non ci stancheremo mai di ribadirlo, manca una struttura e soprattutto personale specializzato a contenere ed assistere persone con così forte deficit psichico», tuona il vice segretario Uil.
Un'incompatibilità denunciata da lunga data e di fronte alla quale non è risparmiato neppure il «Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria», accusato di «continuare ad assegnare soggetti impossibili da gestire ed impossibilitati a ricevere un'assistenza che solo un centro specializzato come può esserlo un ospedale psichiatrico giudiziario può fare».
Stato di agitazione del personale, dunque, affinché «chi di competenza risolva il problema».
a.d.g 01/12/2008 12.21