San Giovanni Teatino: arriva Ikea in Abruzzo. Rifondazione vota contro

Alessandro Biancardi

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SAN GIOVANNI TEATINO. Al Consiglio comunale di San Giovanni Teatino era presente anche un rappresentante di Ikea. Perché Ikea si fa e la domanda per la concessione edilizia viene presentata proprio in questi giorni.

SAN GIOVANNI TEATINO. Al Consiglio comunale di San Giovanni Teatino era presente anche un rappresentante di Ikea. Perché Ikea si fa e la domanda per la concessione edilizia viene presentata proprio in questi giorni.
40 milioni di investimenti, 8 milioni solo per la modifica della viabilità all'altezza del casello di ingresso all'A14, lì dove c'è oggi una grossa rotatoria con il Punto Blu dell'autostrada.
Il grosso centro commerciale di arredamento per la casa sorgerà sulla collinetta a destra di chi si immette in autostrada e sarà servito anche da ampi parcheggi, senza interessare la viabilità di Sambuceto.
«C'è stata qualche incomprensione con Rifondazione comunista – spiega il sindaco Verino Caldarelli – che in un'interrogazione parla di ampliamento degli attuali centri commerciali, dell'apertura di altre 8 strutture di questo tipo e dell'insediamento di Ikea. L'unica cosa vera è che apre Ikea, per il resto la variante riguarda due zone, quella di questo nuova struttura chiamata PAAC 2, e l'altra, PAAC 1, che riguarda la zona a ridosso dell'aeroporto e non ci sono nuovi Centri commerciali».



Dagli elaborati grafici si può capire che si tratta di una sistemazione dell'area dove sono presenti molti capannoni “by Aldo Primavera” (come li definisce il sindaco).
Imprenditore che nel Comune ha già realizzato molto tra i quali i palazzi a ridosso della ex zona artigianale.
«L'obiettivo principale – spiega Caldarelli – è quello di recuperare a standards urbanistici molte delle poche aree libere ancora disponibili. Ciò perché la maggior parte di questa zona si è sviluppata negli anni '70 senza il rispetto di alcuna regola urbanistica per l'assenza del PRG. Qui ora sono state previste alcune aree da destinare a nuova edificazione, limitandone l'uso a fini strettamente commerciali di massa, in favore di insediamenti da offrire al terziario avanzato. Questo potrà avvenire perché ci sono indici molto bassi di "superficie massima coperta", ben sapendo che le grandi superfici di vendita gradiscono sempre di poter sfruttare solo il piano terra. Perciò quello che dice Rifondazione è del tutto gratuito, assolutamente fuori luogo e denigratorio di un lavoro svolto invece per finalità che vanno a vantaggio della comunità».



Ma c'era opposizione perché sarebbe inesistente la Vas, la valutazione di impatto strategico: «Sulla Vas c'è tutta una corrispondenza con la Regione che chiarisce bene la correttezza del nostro operato – conclude Caldarelli – il 10 luglio abbiamo scritto e ci hanno risposto che la competenza era del Comune, cioè nostra. Il Funzionario responsabile ha esaminato il tutto alla luce di quello che dice la legge e cioè che trattandosi di piccole modifiche che non provocano impatto, la Vas non si deve fare». Cosa cambia con l'insediamento Ikea?
«Intanto cambia la viabilità, come avevamo già deciso nella conferenza dei servizi del 25 gennaio dell'anno scorso – conclude Caldarelli – ci saranno parcheggi, rotatorie, modifiche all'attuale situazione. Per il resto mi auguro, come tutti, ricadute occupazionali positive. Con onestà intellettuale l'altra parte dell'opposizione si è astenuta sul provvedimento: ha riconosciuto che le polemiche a suo tempo svolte sull'argomento erano motivate dal fatto che l'IKEA potesse rappresentare solo uno strumento di propaganda elettorale e non un fatto concreto».

L'OPPOSIZIONE VOTA CONTRO

«Si potranno ampliare gli attuali centri commerciali e si consentirà l'apertura di altri 8 oltre all'insediamento di Ikea», insistono Alessandro Feragalli e Sandro Paludi di Rifondazione che non risparmiano sferzate politiche.
«Questa maggioranza mentre perde pezzi, e salta da uno schieramento all'altro ad ogni tornata elettorale, prosegue la sua marcia verso la compromissione del territorio. Con il piano di assetto commerciale appena approvato si realizzeranno quasi un quarto delle superfici commerciali della grande distribuzione previste per l'intero Abruzzo dalla nuova legge regionale sul commercio. Un carico enorme che a San Giovanni Teatino si va ad aggiungere ad un'area industriale, una artigianale, un aeroporto, un'autostrada, un asse attrezzato che rappresenta l'arteria stradale più affollata d'Abruzzo, ed un'area commerciale con la più alta concentrazione in Italia di medie e grandi strutture di vendita».



Decisioni importanti che per Rc avvengono «senza la preventiva valutazione ambientale strategica ma con una verifica di assoggettabilità a Vas effettuata senza il coinvolgimento delle autorità con competenza ambientale, cioè senza aver sentito gli esperti dell'Arta e dell'Asl».
Tra i punti deboli l'aumento del traffico privato e quello dello smog.
«Il nostro voto contrario alla variante al Prg», hanno spiegato Feragalli e Paludi, «è un voto per la vivibilità del territorio e per l'economia locale, per la difesa del piccolo commercio di tutta l'area metropolitana, già in difficoltà, che rischia di scomparire con la conseguente perdita di posti di lavoro a favore delle nuove mega strutture di vendita».

Sebastiano Calella 27/11/2008 10.35