Il gip: «Acerbo non ha diffamato De Cecco»

Alessandro Biancardi

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Il gip: «Acerbo non ha diffamato De Cecco»
TERAMO. Finisce anche un altro strascico giudiziario che ha visto per oltre un anno contrapposti l'allora deputato di Rifondazione Maurizio Acerbo e l'imprenditore della pasta De Cecco.
Le affermazioni vertevano sulle ipotesi di abuso edilizio effettuato
sulla battigia nell'ampliamento dello stabilimento Les Paillottes.
Abusi che sono alla base di una richiesta di rinvio a giudizio per lo
stesso imprenditore.
Il giudice per le indagini preliminari presso il Tribunale di Teramo,
Marina Tommolini, ha disposto ieri l'archiviazione del procedimento
penale intentato dal cavalier Filippo Antonio De Cecco nei confronti
di Maurizio Acerbo.
I legali dell'imprenditore si erano opposti alla richiesta di archiviazione già avanzata dal pm.
Martedì scorso si è tenuta l'udienza davanti al giudice e le argomentazioni degli avvocati di De Cecco evidentemente non hanno
convinto il gip.
Nella richiesta di archiviazione, contro la quale il re della pasta aveva presentato opposizione, la pm D'Agostino aveva chiaramente espresso il proprio giudizio: «le affermazioni dell'On. Acerbo relative alla realizzazione di opere ulteriori rispetto a quelle oggetto di concessione balneare in Piazzale Le Laudi rispondono al vero».
Inoltre aveva chiarito che le dichiarazioni dell'allora consigliere
comunale di Pescara «rispondono al requisito della correttezza».
Nell'ordinanza di archiviazione, invece, il gip scrive che: «La
notizia di reato è infondata, condividendosi pienamente le argomentazioni evidenziate dal pm a differenza delle "censure" a dette
argomentazioni proposte dalla parte offesa» (cioè De Cecco) e
sottolinea che gli interventi edilizi di ampliamento sul demanio
marittimo sono stati «realizzati (evidentemente) in modo abusivo».
«Va da ultimo evidenziato che», scrive il gip nel suo provvedimento,
«la frase "credo che sia scandaloso che un imprenditore miliardario
abbia realizzato abusi nel suo stabilimento dove D'Alfonso va spesso a
pranzo" (…) pronunciata dall'Acerbo durante lo scontro verbale il
giorno del dibattito sull'emendamento (poi approvato)» rientra «nello
scontro "politico" in cui l'interlocutore non era di certo il De Cecco
e la "critica" non era rivolta a quest'ultimo, bensì al sindaco.
Quindi, si esclude che vi fosse una volontà diffamatoria nei confronti
dell'imprenditore e, ad ogni buon conto, valgono, comunque, le
considerazioni dinnanzi indicate circa l'effettiva sussistenza, già
all'epoca, di pregressi abusi edilizi "confessati" dallo stesso De
Cecco nella richiesta di condono».

«Il tentativo di De Cecco di delegittimare e intimidire si è trasformato in un boomerang», ha commentato questa mattina Acerbo.
«Il sottoscritto», spiega, «non è solito diffamare nessuno, ma da
sempre ha ritenuto proprio dovere battersi per la legalità, la difesa
dell'ambiente e un corretto funzionamento della Pubblica Amministrazione. Oggi su De Cecco pende una richiesta di rinvio a
giudizio con l'accusa di aver realizzato abusi sulla spiaggia, mentre
la querela nei confronti del sottoscritto è stata archiviata.
Nell'ordinanza di archiviazione la nostra viene definita "battaglia
politica e civica", una battaglia che intendiamo proseguire per la
tutela del demanio marittimo con la stessa determinazione con cui ci
siamo battuti per anni contro la speculazione edilizia, per la
salvaguardia delle ultime porzioni di verde cittadino».
Come constata il giudice nell'ordinanza di archiviazione: «Acerbo...denuncia apertamente la "subalternità" della politica agli
interessi economici».
«E' quello che abbiamo sempre fatto a Pescara, a Montesilvano, in
Regione», chiude Acerbo.

25/11/2008 11.17