Barretta& Co: ecco le intercettazioni che proverebbero le sexi-estorsioni

Alessandro Biancardi

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PESCARA. Da giorni gli indagati di quello che i giornali hanno ribattezzato lo scandalo sexi internazionale hanno cominciato a difendersi contro gli attacchi mediatici che dicono di aver subito ingiustamente. Utilizzando gli stessi mezzi.
Intervista dopo intervista, Helg Sgarbi, il presunto gigolò svizzero,
sua moglie, i figli del "santone" Ernano Barretta, Marcello e Clelia,
dicono di non essere stati trattati con dignità dalla polizia che li
ha arrestati, né dalle guardie carcerarie. Diritti calpestati per
presunte violazioni che hanno avuto l'effetto di "sbatterli" sui
giornali e dipingerli, senza possibilità di scampo, come ricattatori e
quant'altro.
Effetti collaterali di una inchiesta -internazionale anch'essa- che ha
scomodato le procure tedesche e italiane, le polizia di Germania,
Italia e Svizzera, facoltose donne d'oltralpe per una accusa che
vorrebbe estorsioni e tentativi di estorsioni con cifre da capogiro
per 50milioni di euro, forse più.
Si dicono tutti innocenti e tirati dentro uno scandalo che sarebbe
pieno di errori, sviste o addirittura altro (forse mala fede).
Ben presto al processo la linea difensiva potrà chiarire cosa effettivamente gli indagati contestano agli inquirenti.
Quello che un quotidiano deve fare è offrire i mezzi per avvicinarsi
il più possibile alla verità, impresa difficilissima per giornalisti,
poliziotti, procuratori e giudici.
Analizzando gli elementi in mano alla procura che ha sequestrato già
una cifra pari a 3,5 milioni di euro trovati nascosti, insieme ad
appartamenti che si ritengono acquistati con i proventi della truffa,
emergono alcune intercettazioni che sarebbero il fulcro della attività
investigativa.
Le conversazioni telefoniche sono spesso criptiche e cifrate: ci sono
avvertimenti espliciti a non parlare, c'è la paura di essere
intercettati o spiati. Ci sarebbero poi allusioni ad investimenti
all'estero e soprattutto emergerebbe dai colloqui ascoltati dalla
polizia di Pescara un tentativo di accordo con l'avvocato di Lady Bmw-
Susanne Klatten con una ipotesi di restituzione dell'ipotetico
maltolto.
Tutto finito annotato nel fascicolo dell'inchiesta che le parti hanno
già avuto modo di conoscere dal mese di settembre quando l'indagine è stata chiusa dal pm Gennaro Varone.

ERNANO BARRETTA SANTONE

Secondo la procura di Pescara, Barretta si sarebbe servito nel suo
«disegno criminoso» di alcune persone che avrebbe avuto la possibilità
di manipolare facendo leva sulla religione. Barretta veniva
considerato «strumento di Dio» e si vantava con alcune donne di aver
camminato sulle acque (dialoghi intercettati). Secondo gli inquirenti
proprio con alcune di quelle signore l'uomo avrebbe avuto rapporti
molto stretti il che avrebbe ulteriormente facilitato la loro presunta
manipolazione. Alcuni dialoghi proverebbero le relazioni.
Barretta è noto quale capo di una setta religiosa già nel 1997. Allora
la polizia svizzera ed i carabinieri di Torre de' Passeri ipotizzarono
una truffa ai danni di due persone che sarebbero state costrette a
fare donazioni per molti soldi alla presunta setta.

LA PAURA DI ESSERE SPIATI

Barretta, secondo quanto emerso dalle intercettazioni, avrebbe
manifestato diverse paure per l'apertura di una inchiesta e per questo
avrebbe evitato spesso di dormire a casa preferendo un appartamento di
Montesilvano. Il suo amico Helg Sgarbi era stato arrestato a gennaio.
Anche Barretta aveva passato la notte in cella ma la polizia svizzera
fu costretta a rilasciarlo per mancanza di indizi. Se l'era cavata per
il momento ma le cose si erano messe decisamente male.
In una intercettazione i poliziotti ascoltano in tempo reale di come
gli indagati si accorgono di un'auto civetta nei pressi della country
house Rifugio Valle Grande e ne prendono la targa.
In questa occasione Marcello e Clelia Barretta, con Furger Prisca
(adepta della presunta setta) e Beatrice Batschelet (moglie di
Barretta) riescono a prendere i numeri della targa dell'auto della
polizia e si affrettano a chiedere informazioni a conoscenti che
lavoravano all'ufficio Aci e anche attraverso i carabinieri di Popoli.
L'accertamento però non va a buon fine.
Il 17 marzo, pochi giorni dopo l'inizio dell'inchiesta italiana, Barretta chiama un suo amico e gli chiede di vederlo.
L'appuntamento è alla nave di Cascella ( «proprio al centro?»
gli chiede l'interlocutore) e secondo la polizia dal tono del
colloquio la questione da trattare è delicata e il fatto che si debba
affrontare sulla battigia, in un luogo aperto e "sicuro" è parsa cosa
sospetta. Anche perchè i personaggi che Barretta ha incontrato hanno
precedenti penali per associazione a delinquere finalizzata alla
bancarotta fraudolenta, truffa e ricettazione e spaccio di
stupefacenti.
L'incontro dura diversi minuti e vi partecipa anche il figlio
Marcello. Di cosa hanno parlato?

«AL TELEFONO PARLARE POCO»

Gli ordini sono chiari: al telefono non si parla. Gabriele Franziska
Sgarbi, moglie di Sgarbi, in alcune intercettazioni lo dice
chiaramente e loda persino il marito che ha escogitato da tempo il
metodo di utilizzare schede telefoniche straniere e quando vi parlava
era breve, conciso ed essenziale. Barretta in più occasioni consiglia
di non utilizzare il telefono «meglio le email».

A MARZO SI TENTA UNA COMPOSIZIONE BONARIA CON LA KLATTEN

La moglie di Helg Sgarbi, ancora detenuto in Germania, presunto
gigolò, il 17 marzo 2008 parlando con il suo legale svizzero cerca di
trovare una soluzione "bonaria" non escludendo nemmeno che si possa
creare una tesi difensiva con la collaborazione di Lady Bmw.
«Regala una certa parte dei soldi , regalare si può», dice
l'avvocato elvetico «....sotto questo aspetto B. (l'avvocato della
signora Klatten) mi ha detto: "siamo aperti a tutto…" con lui si può
parlare in questi termini... perchè questa donna non vuole un
centesimo indietro. Dipende solo dal procuratore dello stato... se lui
una cosa del genere accetterebbe (parlano di una lettera) o se lui
vorrebbe una certa somma che io ho già proposto.... era anche una
proposta mia che questi soldi non si darebbe a lei ma ad una
istituzione di beneficenza...»

La polizia nota come si parli sicuramente di una somma di denaro da restituire.
Per non rendere la cosa troppo palese il legale svizzero prende in
considerazione anche l'ipotesi di versare la somma di denaro ad una
fondazione benefica che fa capo alla stessa Klatten.
Di quale somma di denaro stanno parlando la signora Sgarbi ed il legale?
Perchè si parla di «restituzione»?
Le risposte per la procura di Pescara sono più che evidenti.
Non sfugge nemmeno l'ipotesi di una eventuale corruzione di chi sta
portando avanti le indagini in Germania ( «se lui vorrebbe una certa
somma»
).

Alcuni giorni dopo arrivano altre notizie dalla Germania sempre dallo
stesso legale: « … il procuratore vuole fare delle ricerche
approfondite, atteso che lo stesso vuole recuperare il danno patito
dalla signora…».


Il legale precisa che a dire del Procuratore e per trovare una
soluzione era necessario « …restituire tutto il possibile…»

Gabriella Franziska Sgarbi: «ma dipende anche dall' altra parte. Se
la signora stacca il discorso... se la storia viene messa in un' altra
luce... a questo punto abbiamo una possibilità».

Avvocato: « si a zero non arriveremo!»
Sgarbi: «allora si arriverà al processo?»
Avvocato: «no, intendevo a zero franchi - rispettivamente euro non
arriveremo».

Sgarbi: «I soldi non mi interessano. Voglio mio marito fuori!»

La signora Sgarbi poco dopo chiama nuovamente il proprio legale elvetico.
Nel corso del colloquio si fa ancora riferimento ad alcune ipotesi da
valutare ovvero quella «della cosiddetta restituzione» e nella
seconda ipotesi difensiva, la parte lesa potrebbe attestare «… che
ci sarebbe stato un prestito con una durata di tre settimane alla
restituzione o se lei dice che questi soldi non sarebbero comunque mai
tornati perchè sarebbero stati investiti in un progetto benefico…».

Sgarbi: «Ma se questa Signora ha così paura di uno scandalo… non
vedo perchè ci si aspetta ancora un altra settimana e mezza...».

Avvocato: «sì, è quello che dico io. Oppure se lei direbbe
eventualmente che lei avrebbe regalato questi soldi… non è nemmeno un reato regalare i soldi!»

Sgarbi: «sono alla fine delle mie forze e anche mia figlia..».
Avvocato: «Capisco…. Siamo più sotto pressione noi, perchè suo
marito ha già perso quello che aveva... la sua libertà, ma questa
signora ha ancora da perdere la sua faccia ed al momento noi possiamo
dire che se si trova un accordo noi resteremo zitti, altrimenti ci
rivolgiamo ai giornalisti!»

Sgarbi: «sì, vado anche con la bambina ai giornalisti se è
necessario! Voglio che la Signora (Klatten, ndr) lo sa! Non si tratta
soltanto di un singolo uomo che sta nella cella e che non si può
difendere, ma lui ha anche una moglie che sta fuori e che si può
difendere…. e lo farò se necessario…. Porterò… tutto al pubblico! lo
deve dire a B. (avvocato della Klatten ndr)»

Avvocato: «Lui lo sa….. purtroppo io non so quello che si sono
detti B. e la cliente...»

Sgarbi: «è una vergogna farci aspettare tutto questo tempo senza
fare niente…»


«Le ipotesi individuate dall'avvocato», si legge nelle carte del
fascicolo d'inchiesta, «non fanno altro che attestare l'avvenuto
impossessamento del denaro da parte del Barretta e dello stesso Sgarbi e sulla loro volontà di convincere la parte lesa ad addivenire, con ogni mezzo, ad una bonaria soluzione, tanto da poter ricorrere anche all'uso dei mezzi di informazione e quindi non escludere l'instaurarsi di uno scandalo» . Secondo un commento degli ultimi giorni della signora Sgarbi l'idea di andare ai giornali con la figlia per
denunciare lo scandalo era nata in un momento in cui aveva perso la
testa perché era troppo sotto pressione.

Ma secondo gli inquirenti tra marzo e aprile la moglie di Sgarbi e
Barretta cercano di affrettare le trattative con il legale della
Klatten per accelerare un accordo ed evitare scandali e processi.
Ma non mancano «velate minacce».

Sgarbi: «….diamo subito pressione…. se deve uscire uno scandalo
uscirà!...»


Poi parlando con l'avvocato dice:
«Quando va da mio marito?....perchè io avrei la possibilità di contattare la Signora (Klatten ndr) direttamente, ho trovato un paio di cose. Se per mio marito va bene , io mi potrei muovere...».
Avvocato: «sì, trovarla non e un problema...»
Sgarbi: «se mi date l' ok mi muovo subito».
Avvocato: «voglio prima discuterlo con suo marito anche per vedere come lui giudica il ritardo e con quale colpe. Dopo decidiamo...»
Sgarbi: «tutto va troppo lentamente...se veramente la Signora ha
paura di tutto, si doveva aver finito già tutto tempo fa».


I FILMATI MAI TROVATI. RUBATI CON L'AUTO?

La Squadra mobile di Pescara, coordinata da Nicola Zupo, non ha mai
trovato i filmati compromettenti dei rapporti intimi anche se c'è da
esaminare a fondo un pc e diverse scatole di dvd sequestrati. Quello
che si desume dalle intercettazioni è che qualcosa di molto importante
fosse nell'Audi Q7 rubata a Barretta a dicembre 2007.
Barretta in una intercettazione ambientale afferma che a lui dispiace
che nella macchina vi era la telecamera che aveva «un coso per
sentire che fa parte di ... (inc) ... certi codici ... della macchina
non me ne fregava proprio niente gli avrebbe messo anche fuoco,
l'assicurazione pagava !!! ... ma la roba sua !!! ... deve
ricominciare tutto daccapo ... ci sono delle cose nascoste sotto la
... ora hanno rubato tutto !!! ... che bastardi !!! ... vedi che non
mi danno nome e cognome ? ... di quelli che hanno rubato !!! ... non
te lo dicono, se loro mi dicono chi è ... quando esce vado la gli
spacco la faccia !!! ... gli dico ridammi questo !!! …»

Qualcosa era nascosto nella macchina di sicuro una telecamera Sony ma forse potevano esserci anche i dvd con i filmati dello scandalo?

LE OPERAZIONI FINANZIARIE E L'OPUS DEI

In un altro colloquio intercettato tra Ernano Barretta e Marco A. si
parla di operazioni finanziarie e l'Opus Dei. Marco si definisce
l'uomo di fiducia del «vecchiarello», una ipotetica figura di vertice
della organizzazione religiosa. Si parla poi di soldi: Barretta dice
di aver impiegato tre ore e mezza per contare un milione di euro. «Era
un metro cubo di cose»: ecco la descrizione dei soldi.


M: « ... Ernà una cosa che ci sta qua ...( inc) ... per esempio, se
tu per esempio devi fare una ...( inc) ... con l'Opus Dei, loro che
fanno parte dell'Opus Dei non si prendono mai i sold !!! ... ci sta
sempre qualcun altro che se li prende... ci sta sempre i
portaborse...( inc) ...»

E: «... si, si, sotto costo ...»
M: « ... perchè loro non possono ... perchè se vengono acchiappati
per qualche cosa ... " tu hai fatto questo !!! " ... allora non ...(
inc) ...»

E: « ... si, si, si ...»
M: « ... allora qualsiasi cosa ... io sono l'uomo di fiducia di
questo uomo da trent'anni ... quel vecchiarello !!! ...»

E: « ... si, si, si ...»
M: « ... qualsiasi cosa tu faccio parte di cifre grandi, grandi,
grandi, ti devi tutelare perchè cazzo ... come faccio a ...»

E: « ... la mo ti spiego, sai quant'è ? ... un metro, un metro per
un metro per un metro ... un metro cubo di cose»

M: « ... quello lo devi portare dentro alla banca dove sta quello
là perchè ci sta ...( inc) ... quello lo deve controllare !!! ...»

E: « ... quello è tutto controllato .. ma sono tutti pacchi ... ci
vuole ...»

M: « ... quello ha la macchinetta ...»
E: «... mezza giornata ... sì ... tu ... io per controllare un
milione ci ho messo ... con la macchinetta ... ci ho messo tre ore e
mezzo ... sono tutti pacchi da cinquanta così ... trrrr ... c'è una
fascetta ...»

M: « ... ma erano da duecento !!! ...»
E: « ... cinquece ... sono tutti da cinquecento !!! ... ma ci vuole
... che ti credi, quello non è facile il lavoro ... !!! ...( inc) ...
quelle sono tutte ... mo ti spiego ... quello viene da un paese ... di
Bellinzona ...»

M: « ... Bellinzona ? ...»
E: « ... ehh ... lu paese no ? ...(inc) ... quelli stanno dentro ai
caveau a Zurigo !!! ... poi loro contano ... pensa come fanno a vedere
... per esempio cinquanta milioni è un metro cubo !!! ... cento
milioni…»

M: « ... ahh ... vanno a metro cubo ? ...»
E: « ... a metro cubo ...( inc) ... pesano ehh !!! ..»

Si fa poi riferimento a tale Peter con il quale Barretta ha parlato
telefonicamente, indicandolo quale suo cognato che vive a Zurigo e che
«è stato scelto dalla Finanza di Zurigo poichè è un pezzo
grosso»
.
Nel prosieguo sempre del colloquio tra i due protagonisti, si fa cenno
alla gestione di voluminosi pacchi di denaro:
E: « ... no, ma ... no, ma con me per esempio ... io devo portare
... ad esempio venti milioni di euro a una parte ... se acchiappano,
acchiappano solo a me ... pensa io sono riuscito a portare venticinque
milioni di euro ... dice ma si può portare ... dodicimila euro e basta
...»

M: « ... l'Antimafia ...»
E: « ... perchè se no c'è il sequestro !!! ...»

Sempre in questo colloquio Barretta pronuncerebbe la frase: « ...
sei sette (milioni, ndr) li ho proprio tenuti in mano !!! ... li ho
proprio in mano !! ... un peso … ».

«Non è certo un caso», annota la polizia, «che siano proprio sette i
milioni asportati alla Klatten ».

25/11/2008 9.17