I consulenti del Gip: «Basile operò la seconda volta con apprezzabile ritardo»

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp PdN 328 3290550

Letture:

1165

I consulenti del Gip: «Basile operò la seconda volta con apprezzabile ritardo»
IL RENE RICOMPARSO. PESCARA. Tra perizie, controperizie, presunti errori medici, presunti errori tecnici, la verità processuale sulla morte della signora Costanza Vieste appare ancora troppo lontana.
Marco Basile, il chirurgo di Pescara accusato di omicidio colposo e
falso rimane indagato con una accusa gravissima che dopo la "ricomparsa" del rene sparito potrebbe persino aggravarsi.
La donna di origini pugliesi di 74 anni venne operata tre volte e morì
45 giorni dopo l'ultimo intervento.
Sono queste le uniche certezze di un caso che dire complicato è poco.
Non hanno facilitato gli errori dei periti del pubblico ministero, Gennaro Varone, che durante l'esame necroscopico hanno rilevato a sinistra un grosso grumo di sangue credendo di non trovare il rene nella sua sede.
Secondo questi ultimi il rene non c'era. Una stranezza poiché gli
interventi effettuati al Santo Spirito avevano interessato la parte
destra dell'intestino.
I consulenti eseguirono l'esame senza avere documenti e cartelle
cliniche e pare non conoscessero nei particolari la situazione della
donna deceduta poiché vi furono ritardi nella consegna dei documenti
da parte della direzione dell'ospedale.
L'esame necroscopico venne redatto nel convincimento che quel rene
mancante era stato asportato ma non conoscendo il trascorso ospedaliero della donna i periti si convinsero che le patologie avessero riguardato anche la parte sinistra dell'addome.
Nel secondo esame eseguito alcuni mesi fa, dopo l'apertura dell'inchiesta, però si è potuto appurare che in realtà il rene che si
credeva essere stato asportato era nel corpo della donna ma in una
posizione anomala ed atrofizzato.
La relazione dei periti del gip è stata depositata alcuni giorni fa mentre a gennaio è stata fissata l'udienza dove gli stessi dovranno fugare ancora i dubbi rimasti in piedi.
Il primo dubbio da fugare è capire che cosa non ha funzionato nel
primo intervento.
Secondo quanto emerso dalle indagini un punto di sutura non avrebbe
tenuto ed avrebbe favorito la fuoriuscita dall'intestino di materiale
fecale che avrebbe generato una infezione.
I periti del Gip dalla loro ricognizione hanno dedotto che la seconda
operazione è stata effettuata con notevole ritardo, 35 giorni dopo il
primo, questo ritardo sarebbe stato letale per la signora Vieste che
fu attaccata da una infezione molto invasiva.
Qualche settimana dopo sarà sottoposta al terzo intervento ufficialmente per asportare un grumo di sangue ma il verbale non dice
cosa si è fatto e dove si è intervenuti (a destra o a sinistra?).
Bisognerà capire perché si sia formato il grumo e se di solito è prassi operare in tali casi.
C'è poi quella lastra effettuata nell'imminenza del ricovero nella
quale si vedrebbero «due reni in buone condizioni», dicono i periti
del pm.
Ma il rene sinistro può essersi atrofizzato in meno di due mesi per
colpa di errori nelle operazioni?
Un terzo nodo da sciogliere è quel verbale della operazione falsificato dallo stesso Basile, dice la procura.
Con la ricomparsa del rene la posizione del medico potrebbe non mutare sostanzialmente mentre appare alleggerita quella del collega Ciarelli, finito nell'indagine solo in seguito, per una intercettazione nella
quale la procura ha intravisto una volontà di coprire presunte responsabilità.
Basile si dice sollevato e pronto a dimostrare la sua totale innocenza, mentre i familiari di Costanza Vieste attendono di sapere cosa ha ucciso la loro consanguinea.
Sul caso di presunta malasanità si è sollevato un polverone mediatico
che ha focalizzato molte delle attenzioni sulla falsa sparizione del
rene spingendo qualcuno a formulare ipotesi ardite sulla sorte dell'organo asportato. Ipotesi ovviamente false che però non fugano
tutte le ombre.

25/11/2008 8.41

[url=http://www.primadanoi.it/upload/virtualmedia/modules/bdnews/article.php?storyid=17943]L'INTERVISTA A MARCO BASILE[/url]