Operazione "Lucciola": arrestato anche l’uomo mancante

Alessandro Biancardi

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Operazione "Lucciola": arrestato anche l’uomo mancante
MONTESILVANO. E’ stato arrestato dai carabinieri di Montesilvano uno dei capi dell’organizzazione criminale dedita all’induzione e sfruttamento della prostituzione e al traffico di stupefacenti sgominata il 30 gennaio scorso.
L'uomo mancante era Julian Dahri, 21enne di nazionalità albanese, che è stato individuato questa notte dagli uomini dal nucleo operativo della compagnia di Montesilvano all'interno dell'abitazione di una ragazza bulgara nel centro della città.
I militari sono arrivati a lui dopo una lunga serie di pedinamenti. Infatti le indagini avevano permesso di scoprire che l'uomo, che viaggiava con dei documenti falsi di nazionalità bulgara, già colpito da provvedimento di espulsione a cui non aveva ottemperato, era tornato in Abruzzo per ricostituire un nuovo gruppo criminale che avrebbe riportato delle altre donne ad esercitare la prostituzione in tutto Abruzzo. Insomma, non aveva proprio intenzione di cambiare stile di vita.
Il pedinamento della donna ha permesso di individuare finalmente l'abitazione e quando si è avuta conferma che l'uomo si trovasse all'interno della casa, i carabinieri hanno fatto il blitz.
Dahri ha tentato di rifilare ai carabinieri documenti falsi, ma il suo stratagemma non ha funzionato.
L'arresto segue quello effettuato dalla polizia tedesca di Gotha, dell' 8 agosto scorso. A finire in manette, quella volta, era stata D.A.B. 22enne, una ragazza di nazionalità rumena che gestiva un bordello.
L'operazione “Lucciola” era scattata il 30 gennaio e aveva interessato le province di Pescara, Teramo, l'Aquila, Foggia e Roma. In quella data, i carabinieri hanno arrestato 7 persone per i reati di associazione per delinquere finalizzata al reclutamento di donne da avviare alla prostituzione e conseguente sfruttamento, tentata estorsione e tentata rapina in danno delle giovanissime, porto abusivo di arma da fuoco, traffico di sostanze stupefacenti e favoreggiamento immigrazione clandestina.
L'organizzazione, a cui capo vi era un altro albanese già arrestato, si avvaleva di due donne romene che avevano il compito di reclutare in patria le ragazze da avviare alla prostituzione, che a volte venivano “pagate” ai genitori 1000 euro mentre all'eventuale intermediaria andava la somma di 200 euro a ragazza. La gran parte delle donne venivano avviate in Italia (province di Pescara, Roma, Firenze,Venezia e Rimini) ma altre anche in altri paesi europei (Inghilterra e Spagna).
Sul litorale pescarese, l'organizzazione gestiva dalle 10 alle 15 prostitute e sul tratto di strada litoraneo di Città Sant'Angelo, pretendeva anche il pagamento di una sorta di “pizzo” alle altre ragazze, non gestite da loro. 21/11/2008 9.29

[url=http://www.primadanoi.it/upload/virtualmedia/modules/bdnews/article.php?storyid=17230]L'ARRESTO IN GERMANIA DELLA "CONTROLLORA"[/url]