Assolto dopo 30 anni di carcere dalla Corte d'appello dell'Aquila

Alessandro Biancardi

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CAGLIARI. «Ci siamo visti sfuggire la vita, lui in un mondo io in un altro». La giustizia può arrivare anche dopo 30 anni ma per tutto il periodo il presunto colpevole è rimasto in carcere.
Miracolosa Goddi, moglie dell'allevatore Melchiorre Contena non sa se
essere contenta. Suo marito è stato assolto dalla Corte di Assise di
Appello dell'Aquila dopo aver scontato una condanna a 30 anni per il rapimento di Marzio Ostini.
Alla base quello che oggi appare come un errore giudiziario macroscopico, mescolato per bene con un altro ingrediente tipico della
giustizia italiana: la lentezza.
«Come posso raccontare gli ultimi 30 anni di vita», dice oggi Miracolosa che ha rilasciato una intervista a La Nuova Sardegna e
adesso sta all'ospedale di Siena, dove è ricoverato il marito.
«Finalmente dopo tanti anni è venuta fuori la verità, la sacrosanta
verità - ha sottolineato - Ma di anni ne sono passati troppi: quando
Melchiorre è stato arrestato ne aveva 38, ora ne ha 69. Sapevo che era
innocente, gli credevo, ma soprattutto - ha spiegato - me lo sentivo
dentro che lui con quella storiaccia non c'entrava nulla».
E alla domanda se si sente una donna forte, ha risposto di sì, ma
con una puntualizzazione: «Si, sono stata una donna forte, molto
forte. Adesso però sono in crisi perché sapevo che le cose si stavano
mettendo bene, che finalmente potevamo sperare e, invece, è arrivata
la malattia di Merchiorre che è così da un anno e mezzo, anche se ora
sta un po' meglio».
«E poi ripenso sempre al martirio che abbiamo vissuto», ha raccontato
ancora la donna, «mio marito chiuso dentro quattro mura e io fuori a
badare alla famiglia, a pensare come assisterlo, a bussare alle porte
degli avvocati che prima mi dicevano: "Io non so come sia stato
possibile che abbiano condannato suo marito". E dopo un po' di tempo,
invece, cambiavano e mi dicevano: "Mi spiace, non si può fare più
niente". C'era da impazzire. Lei pensi come può stare una donna che sa che il marito è innocente».
Assolto per due volte dall'accusa di aver partecipato al sequestro-omicidio di Marzio Ostini, l'imprenditore milanese rapito il 31 gennaio 1977 nella sua villa nelle campagne di San Casciano Bagni (Siena) e mai liberato (il corpo non è stato trovato), Contena fu poi condannato a 30 anni dalla Corte d'appello di Bologna.
Solo nel 2004 - dopo altri processi paralleli e le confessioni di due
ex latitanti che dissero di essere i veri colpevoli - la Cassazione accolse la richiesta di revisione del processo, trasmettendo gli atti alla Corte d'Assise d'Appello dell'Aquila che ha assolto Melchiorre Contena.
19/11/2008 12.34