Proiettile da caccia recapitato al sindaco Cialente

Alessandro Biancardi

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L'AQUILA. Dopo il portone di Palazzo di città bruciato venerdì notte è arrivato un nuovo atto intimidatorio contro l'amministrazione pubblica aquilana.
L'AQUILA. Dopo il portone di Palazzo di città bruciato venerdì notte è arrivato un nuovo atto intimidatorio contro l'amministrazione pubblica
aquilana.
Ieri è stato recapitato all'abitazione del sindaco Massimo Cialente un proiettile: è un 7 mm da caccia, ed era all'interno di una busta infilata nella cassetta delle lettere.
Ad aprire la busta imbottita è stata la moglie insieme con la corrispondenza del giorno.
Il timbro di spedizione porta la data del 15 settembre. Il giorno prima uno sconosciuto aveva appiccato il fuoco al portone di ingresso del Comune provocando seri danni.
Il sindaco, senza esitazione, ha messo «in relazione i due episodi ma francamente - ha detto - non mi spiego i motivi di questi gesti.
Evidentemente - ha aggiunto - io e la mia Giunta stiamo facendo bene e diamo fastidio a qualcuno». Cialente, inoltre, e' convinto che non si tratti di «roba aquilana».
«Quando ho visto il proiettile - ha commentato il sindaco - personalmente non mi sono intimorito. Sono rimasto perplesso, questo sì. Lo ritengo, tra l'altro, un atto che offende la città».
«Come amministrazione, abbiamo rispetto per tutti», ha detto ancora il sindaco, «e operiamo all'insegna della legalità e della trasparenza.
Questo, a volte, comporta di dover dire di no. Ma sono dei 'no' – rileva -spesso sofferti, detti sempre con la massima cortesia, e comunque espressi perchè la legge e le normative in generale non ci danno alternative».

LA QUERELA DI TAFFO

Sulla busta dove era contenuto il proiettile c'era anche una scritta "Taffo", nome di una nota agenzia funebre della città, di cui è titolare l'imprenditore Angelo Taffo, presidente della Confartigianato regionale.
Lo stesso Taffo ha definito l'accaduto «un gesto di una civiltà inaudita e un atto gravissimo» e si è detto «sdegnato» per il riferimento che gli autori del gesto attribuiscono alla sua persona.
L'imprenditore ha fatto sapere che «denuncerà alle autorità competenti l'accaduto affinchè si faccia al più presto chiarezza».
«Ho sentito al telefono Massimo Cialente, che per me è anche un amico - ha detto Taffo - . Gli ho espresso tutta la mia solidarietà, non solo per quanto accaduto oggi - ha concluso Taffo - ma anche per il grave episodio verificatosi pochi giorni fa ai danni di Palazzo Margherita, e ho convenuto con lui che gli inqualificabili episodi sono lontani dalla cultura della città dell'Aquila».

NUMEROSI ATTESTATI DI SOLIDARIETA'

Appena si è sparsa la notizia sono arrivati numerosi attestati di solidarietà per il sindaco: «è un gesto vile, che desta allarme e preoccupazione», ha detto la presidente della Provincia dell'Aquila,
Stefania Pezzopane. «Dopo l'incendio al portone di palazzo Margherita – ha aggiunto - questo ennesimo atto intimidatorio, e' indice di un clima di preoccupante illegalità. Un messaggio inequivocabile, estraneo al tessuto culturale della collettività aquilana, che va stigmatizzato e respinto con la più assoluta fermezza».
«Prosegue la vile campagna di minacce e intimidazione nei confronti dell'amministrazione cittadina», ha commentato Giovanni Lolli (Pd) «con un preoccupante innalzamento continuo del livello di violenza in città. Ribadisco con forza tutta – ha concluso Lolli - la mia solidarietà a Massimo Cialente e tutto il mio impegno al suo fianco e al fianco dei cittadini».
Solidarietà a Cialente è stata espressa anche dal presidente della terza commissione del Consiglio comunale, Gino Di Carlo, che ha parlato di un'azione di «una gravità inaudita», dal sindaco di Pescara Luciano D'Alfonso, «sono gesti incivili ed esecrabili», da Carlo Costantini, «il fatto mette in luce le difficoltà che incontra chi si impegna in politica solo ed esclusivamente per i cittadini, e non per difendere gli interessi di altri poteri» e da Popolari- Udeur, Partito
Democratico Cristiano, e Pdl.

19/11/2008 9.11