«La finanza creativa è finita: ora dobbiamo incassare quanto ci spetta»

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp PdN 328 3290550

Letture:

1890

«La finanza creativa è finita: ora dobbiamo incassare quanto ci spetta»
FRANCAVILLA. Oltre due ore di accuse documentate contro la gestione finanziaria della passata amministrazione: così Nicolino Di Quinzio, sindaco in carica di Francavilla al mare, ha illustrato il buco di 7.636.766 euro nelle casse comunali, più altre fatture da pagare per 690 mila euro. * ANGELUCCI: «I CONTI SONO IN REGOLA»
E al termine della sua performance nell'incontro pubblico che si è tenuto alla Sirena (qualcuno ha commentato: “Nicolino contro tutti”) il suo predecessore Roberto Angelucci è salito sul palco per salutarlo.
O magari per complimentarsi, visto che il quadro riassuntivo del dare e dell'avere è stato onesto e chiaro.
A fronte del debito, ha spiegato infatti Di Quinzio, ci sono 7.859.530 euro di residui attivi, cioè di somme da incassare, ma che addirittura risalgono al periodo dal 2003 al 2008 e che forse sarà difficile da recuperare.
«Noi però ci proveremo – spiega il sindaco Di Quinzio – dovremo agire contro i debitori (evasori, ndr?) del Comune e tutto quello che entra, meno i 180 mila euro mensili che dobbiamo come rata da restituire all'IFIS, lo prenderemo in piena trasparenza e lo useremo per la spesa corrente e per le attività del Comune».
Come noto, dopo 6 mesi di silenzio e di lavoro per ricostruire la situazione contabile di Francavilla, il sindaco Di Quinzio ha chiamato a raccolta i concittadini per raccontare la storia di questo primo semestre: come è iniziato il suo lavoro, i condizionamenti che ha dovuto subìre, i rapporti con la sua maggioranza e con l'opposizione, i dubbi sulla tenuta della sua amministrazione, i rapporti spesso tesi con il PD, le crisi poi risolte con l'Udc, ma anche – in questo ultimo scorcio di attività – il rasserenamento negli atteggiamenti reciproci con la minoranza, che è stata ringraziata per il senso di responsabilità dimostrato nella vicenda del piano di rientro dai debiti.
Ma il filo conduttore del suo lungo intervento – interrotto da diversi applausi a scena aperta – è stata l'illustrazione delle schede contabili preparate con il dettaglio dei residui attivi e dei debiti da pagare.
Dai 3 milioni di Ici da recuperare, ai 2 della Tarsu, passando per 1 milione di contributi statali e regionali e per circa 2 milioni tra gas, sanzioni e canoni.
Per i debiti spiccano le cifre di Ifis (4 milioni e 800 mila euro di cui al piano di rientro approvato dall'ultimo consiglio comunale), Cosvega (1 milione e 200 mila euro), Cosmeg (600 mila), Consorzio rifiuti (650 mila) e Alento gas (400 mila).
«Ho detto le cose così come sono riuscito a ricostruirle, senza aggiungere nulla di più di quello che ho scoperto» ha detto Di Quinzio che ha preannunciato anche la pubblicazione di un opuscolo (forse il prossimo numero del giornale del Comune) che informerà tutti quelli che non c'erano nella sala gremitissima.
«La finanza creativa è finita – ha concluso il sindaco, uscito nettamente rafforzato da questa vicenda – chi vuole lavorare per il bene di Francavilla si faccia sotto. Qui comincia la vera storia della mia amministrazione».

Sebastiano Calella 17/11/2008 8.14

[url=http://www.primadanoi.it/upload/virtualmedia/FOTO/GENERICHE/DIQUINZIO_RELAZIONE.pdf]LE DIAPOSITIVE PROIETTATE IERI DAL SINDACO[/url]

[pagebreak]
Angelucci: «i conti del Comune sono in ordine»

Non si fa attendere la replica dell'ex sindaco di Francavilla al Mare Roberto Angelucci che assicura: «mi attaccano perché sono un candidato»
Angelucci si dice molto amareggiato per gli «attacchi strumentali, le calunnie, le insinuazioni malevoli che qualcuno pensa di poter utilizzare per gettare discredito sulla mia persona e sulle amministrazioni da me guidate».
«Ho sempre lavorato a tempo pieno», assicura l'ex primo cittadino, «con grande entusiasmo, passione, rigore e onestà. Non e' difficile intravedere in questi attacchi un gratuito tentativo di denigrarmi nel momento in cui mi candido alla Regione, tentativo dovuto probabilmente ad accordi trasversali tra personaggi che, per ora, militano in campi diversi ma sono accomunati dalla stessa arroganza e dallo stesso modo di pensare ed agire»
La situazione debitoriale, secondo Angelucci «è un normale stato di contingenza e non il frutto di presunte operazioni di finanza creativa, che andava a mio avviso affrontato in maniera più energica e tempestiva».
«Le momentanee difficoltà di liquidità, perchè sempre e solo di questo trattasi - illustra ancora l'ex primo cittadino - saranno poi definitivamente appianate con la riscossione nei prossimi 2 anni di ben 20 milioni di euro di soli tributi locali, parte significativa dei quali derivanti da una incisiva azione di recupero dell'evasione operata dalla Risco, la società a totale capitale pubblico, tanto denigrata dal sindaco, che permette all'ente di gestire in maniera molto più efficiente e molto più equa la fiscalità locale».
Angelucci assicura inoltre che «i bilanci del Comune sono sani»: «sono stati certificati fino al 2006 dalla Corte dei Conti mentre il bilancio consuntivo 2007 è stato approvato da questa amministrazione con un attivo di circa 16.000,00 euro. Inoltre, il 30 settembre è stato approvato anche l'equilibrio del bilancio. infine, oltre 11 milioni di euro sarebbero potuti arrivare da ulteriori canali di finanziamento (residui attivi da incassare, vendita società gas, licenze, condoni, oneri concessori, canoni enfiteutici, accordi di porgramma, prousst ed altro)».
Per il candidato consigliere, quindi, «non esiste nessuna condizione tale da determinare il minacciato dissesto finanziario. Non posso poi non respingere fermamente le accuse relative alle spese che avrei affrontato nei miei viaggi all'estero».
I rimborsi «non sono stati mai richiesti, e quindi mai rimborsati dal Comune, in quanto le spese erano sostenute direttamente dagli stati o dalle amministrazioni che, di volta in volta, mi invitavano in qualità di presidente internazionale di città slow».
Angelucci respinge anche le accuse sui fondi vincolati per le opere pubbliche: «non sono mai stati utilizzati in maniera impropria, ne' mai nessun favoritismo e' stato fatto o promesso per mancati o ritardati pagamenti Ici e Tarsu da parte di alcuni utenti, così come mai ho lasciato il binario della legalità per qualsiasi tipo di operazione effettuata nella non facile opera di amministratore».
«Una verità comunque emerge chiaramente – conclude Angelucci. L'alleanza anomala tra Pd, Idv e Udc non sta dando una mano a di quinzio, come da lui stesso denunciato e da noi anticipato in campagna elettorale, a testimonianza del fatto che determinati accordi, sebbene vincenti a livello elettorale, non consentono di amministrare in maniera adeguata la città».
17/11/2008 11.33