Italfinish, dopo il sequestro l'allargamento del sito industriale?

Alessandro Biancardi

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PESCARA. E' possibile insediare e potenziare la Italfinish, un'industria che usa prodotti chimici, a Capestrano a monte delle più importanti sorgenti abruzzesi e sopra un acquifero imponente?
La domanda se la pone l'associazione ambientalista Wwf dopo che nei giorni scorsi il Nucleo Operativo Ecologico ha sequestrato parte dell'impianto Italfinish, a Capestrano, appena a monte delle sorgenti di Presciano, il Lago e Capo d'Acqua del fiume Tirino L'azienda lavora l'alluminio, con particolare riferimento alla sua anodizzazione, utilizzando diversi composti chimici (acido solforico, nichel ecc.)
Lo scorso 31 ottobre i militari guidati dal tenente Fiorindo Basilico avevano sequestrato parte dell'impianto contestando irregolarità riguardanti alcuni degli scarichi che non sarebbero autorizzati.
Nessuno ha fatto rilevare», puntualizza il Wwf, «come l'azienda sia posta in un'area estremamente vulnerabile dal punto di vista idrogeologico, visto che si trova proprio sopra l'acquifero che poi
alimenta le risorgive del Tirino».
Nel frattempo il prossimo 18 novembre la Regione Abruzzo, Comitato Via, esaminerà l'istanza della ditta Italfinish per un ulteriore ampliamento dello stabilimento e delle strutture per lo stoccaggio dei materiali utilizzati nelle lavorazioni.
«Nella stessa relazione presentata dall'azienda», spiega ancora il Wwf, «si ricorda che la stessa ha scaricato i suoi reflui (diversi metri cubi) dal 2005 al 2007 direttamente sul terreno e che tale procedura ha già portato ad una contaminazione, con successiva richiesta di Messa in sicurezza del sito».
L'allargamento dell'impianto produrrebbe, secondo l'associazione ambientalista, «sia un aumento delle emissioni in atmosfera sia lo stoccaggio di grandi quantità di sostanze chimiche quali l'acido solforico e la soda caustica, con un prelievo di acqua tramite pozzo di circa 25000 metri cubi all'anno.
Per questo il Wwf ha chiesto un «intervento urgente» a tutti gli enti coinvolti nella salvaguardia e gestione dell'acqua (ATO, Direzione Sanità, Commissario Straordinario, Comuni ecc.) «per scongiurare qualsiasi pericolo per questa risorsa strategica e per procedere ad una verifica sulle autorizzazioni concesse nel passato per la parte dell'impianto già attiva».

15/11/2008 9.35