Pantano Arit. Qualcuno si sveglia in Regione e chiede spiegazione ma…

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Mentre sotto i riflettori impazza la campagna elettorale con slogan e belle promesse nell'ombra delle stanze dei palazzi del potere continuano ad imperversare tentativi per assicurare "una buona campagna elettorale".
Nonostante tutto quello che è successo nell'ultimo consiglio regionale
con la stabilizzazione dei precari e le presunte irregolarità legate
al provvedimento dei portaborse, i tentativi di stabilizzazione di
altri dipendenti non si ferma.
E così in Arit (Agenzia Regionale per l'Informatica e la telematica):
i tre direttori lavorano sodo per riuscire a stabilizzare circa 40
persone.
E' un caso emblematico perché la procedura avviata in tutta fretta è
piena di svarioni clamorosi ed irregolarità palesi.
I bandi per le selezioni, infatti, sono stati pubblicati sul Bura senza una delibera che li autorizzasse. Delibera che è arrivata successivamente a "sanare" l'insanabile e dopo un nostro articolo che ne denunciava la mancanza.
Così il direttore generale, Ernesto Esposito, il direttore tecnico,
Vincenzo Consorti, e la direttrice amministrativa, Lucia Del Grosso,
lavorano sodo per il bene dell'ente.
Intanto si sono alternate roventi telefonate tra l'Arit e la Regione
che pare si sia svegliata e si sia accorta di quello che è accaduto
con notevole ritardo e a polemica scoppiata.
Dalla Regione all'Arit: «vogliamo spiegazioni su quello che sta succedendo»
Dall'Arit alla Regione: «non crederete a quei cialtroni politicizzati
di PrimaDaNoi.it. Sono tutte fesserie. Qui le cose sono tutte in regola».
Ma non è questione di credere o non credere: ci sono le carte, tutto
scritto nero su bianco, e di certo non le hanno inventate quei
"cialtroni di PrimaDaNoi.it".
Sono fatti incontrovertibili a differenza dei diffamatori commenti
lanciati con troppa leggerezza.
Ma il terrore corre sul filo e dentro le stanze dove ormai da mesi da
quando abbiamo iniziato a scrivere sulla eclatante situazione di questo dimenticato ente strumentale si è scatenata una caccia alla talpa che rasenta la pressione psicologica ed il mobbing.
Talpe che raccontano -affinchè si sappia- come viene gestito un ente
pubblico, non delinquenti da ammanettare e punire. E stiamo parlando
di documenti pubblici che però si vorrebbe mantenere segreti.
C'è paura ed i vertici si comportano in maniera discutibile violando
come sempre le leggi sulla trasparenza, trasformandosi in piccoli
despota che amministrano la cosa pubblica come fosse loro.
Nel silenzio totale (avallo?) della classe politica.
C'è chi tranquillizza i futuri stabilizzandi dicendo di far parte della commissione, chi invece propone intanto di iniziare i concorsi, avviare la procedura e poi si vedrà e mano a mano che arrivano i soldi «vi impicco dentro». Una macabra metafora per dire che i dipendenti,
oggi precari, saranno fissati e stabilizzati in maniera perpetua.
Gli ordini imposti sono: «fatevi i fatti vostri e tacete».

ULTERIORE MANOVRA

Come anticipato i concorsi in Arit avrebbero bisogno di 3,7 milioni di
euro: il costo della stabilizzazione in seguito ai concorsi. Nel bilancio di previsione dell'Arit la cifra esiste e viene imputata come finanziamento della Regione dove però non c'è alcun documento che certifica lo stanziamento.
Ci si è accorti fra l'altro che nella somma non è previsto il costo della commissione concorsi.
E allora che fare?
Facciamo ancora una variazione di bilancio.
Oggi 12 novembre 2008 il collegio dei revisori dei conti dell'Arit si
recherà presso la sede di via Napoli 5 a Tortoreto per analizzare il
bilancio e per esprimere il suo parere.

In data 20 Ottobre, infatti, il collegio dei Revisori (costituito da Antonio Montemurro, Donato Zicola, Franco Benini) ha espresso parere positivo al bilancio di previsione 2009 e al bilancio pluriennale 2009/2010 dichiarando che il tutto soddisfaceva i requisiti di «attendibilità, veridicità e congruità».
Oggi, però, alla luce di quello che è accaduto, sarà difficile esprimere un ennesimo parere positivo. Anche perché una nota dell'ingegnere Domenico Longhi (Direttore della struttura speciale di supporto informatica della regione Abruzzo) prova che qualcuno ha interrotto il lungo sonno e richiede spiegazioni su sollecitazione degli uffici regionali preposti al controllo dell'operato dell'Arit.

Intanto in Arit cresce la tensione, si iniziano a vociferare i nomi dei membri della commissione per i concorsi e anche i possibili vincitori. Tutto come sempre.
Veramente strano, per esempio, quel bando di concorso da 1 posto da
"Specialista Tecnico - Indirizzo applicativo - Area Turistico Culturale" (Categoria D1), così particolare. E pensare che l'agenzia ha già un architetto con ben due contratti proprio per il controllo dei progetti connessi alla tutela dei beni culturali.
Sarà una coincidenza?
Intanto si parla sempre più di commissariamento dell'Arit ma la campagna elettorale distoglie i più.


12/11/2008 8.16

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