Albergo e appartamenti sulla spiaggia: «tutto "merito" della giunta Angelucci»

Alessandro Biancardi

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Albergo e appartamenti sulla spiaggia: «tutto "merito" della giunta Angelucci»
FRANCAVILLA. «La storia del permesso di costruire l'albergo sull'ultimo lembo di spiaggia di Francavilla è vecchia di più di dieci anni».
E' Moreno Bernini, Associazione Buendia, a raccontare la vicenda amministrativa che da alcuni giorni è ritornata all'attenzione grazie ad una inchiesta di PrimaDaNoi.it.
«Nel 1997», continua Bernini, «quando io ero assessore all'urbanistica, i proprietari chiesero l'edificabilità di quell'area ed io la negai. Mancava, infatti, il lotto minimo, cioè l'area era inferiore ai 5 mila mq previsti dal Prg».
Un successivo ricorso al Tar dette ragione al Comune, amministrato allora dal centrosinistra.
«Cosa voglio dire?», spiega l'ex assessore, «i permessi saranno pure regolari, le autorizzazioni tutte a posto, ma in realtà il problema è di volontà politica: l'amministrazione di centrodestra che ha rilasciato l'autorizzazione mancava di una strategia territoriale a favore della cittadinanza. Era più interessata a scelte urbanistiche a “macchia di leopardo”, per soddisfare le esigenze di questo o quel privato. Come in questo caso, dove i maggiori vantaggi saranno per gli appartamenti turistici e non certo per i cittadini».
Resta, infatti, inspiegabile ai più come una zona di «assoluta inedificabilità» sia diventata improvvisamente edificabile.
Oggi – con il pretesto di favorire il turismo – le gru ed il cemento occupano quella spiaggia al confine con Pescara, dove gli alunni delle locali scuole elementari e medie scoprivano il Tasso barbasso (Verbasco niveo, una pianta protetta e ormai in estinzione) ed imparavano «com'era bello il mare di Francavilla al tempo delle dune».
La storia che spiega l'ok alla costruzione di appartamenti turistici, peraltro già in vendita attraverso un'agenzia immobiliare di Francavilla, parte dal Piano regolatore generale del 1998, quando l'edificazione nella fascia costiera fino alla ferrovia fu rinviata alle norme dei futuri Piani particolareggiati.
Nei due mandati di Roberto Angelucci, solo quasi alla fine della sua amministrazione (siamo nel 2006), il Comune approva il suo Piano particolareggiato, che era stato bocciato dalla Provincia.
Così, di fatto, si rendono edificabili zone che prima non lo erano, compresa l'area “dell'ultima spiaggia”.
E' vero che ci sono, come in questo caso, molte prescrizioni: la caratteristica turistica dell'intervento edilizio, l'altezza non superiore a 9 metri, la visibilità del mare assicurata a chi passa per la strada (anche se questo appare davvero molto difficile). Resta però il fatto che la spiaggia non c'è più.



Ma in realtà tutto questo non sarebbe stato possibile se precedentemente, nel 2000, qualcuno non avesse sgomberato la strada da un altro ostacolo: il rigido vincolo paesistico di inedificabilità che esisteva su quell'area.
Infatti il Comune propose ed ottenne la declassificazione da A2A (inedificabilità assoluta) a A2B, cioè area a trasformabilità mirata.
Una mano invisibile ha guidato tutta l'operazione, e non solo al Comune.
Fino al successo? Così sembrerebbe, visto che nei passaggi Comune-Regione-Comune per le autorizzazioni varie ed i nulla osta, ad un certo punto l'Amministrazione Angelucci recepì le indicazioni regionali, mentre il progetto per gli appartamenti turistici era già pronto per la concessione edilizia.
Sull'argomento, però, oltre una prima fiammata, le associazioni ambientaliste tacciono ancora.
Sebastiano Calella 11/11/2008 9.01

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