Il comitato "Il Gabbiano": «restituiamo a questa città la dovuta dignità»

Alessandro Biancardi

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MONTESILVANO. Non si è mossa una foglia su Corso Strasburgo. La situazione non è cambiata di molto dall’incontro, quasi un mese fa, tra il comitato cittadino “Il gabbiano” e gli assessori Carlo Tereo De Landerset, lavori pubblici, e Domenico Di Giacomo, urbanistica.


In quell'occasione si disse che i lavori per la costruzione di questa strada sarebbero iniziati in una settimana.
Il Gabbiano è riuscito a strappare un ennesimo incontro faccia a faccia con il sindaco Pasquale Cordoma dove «e' stata proposta la programmazione di un convegno organizzato dal comitato», racconta Marino De Ovidiis, segretario del comitato cittadino. «Al convegno saranno invitati anche i rappresentanti degli operatori edili che stanno operando su questa zona o chi per loro. Il tutto al fine di chiarire competenze e tempi di realizzazione dei servizi. Il sindaco si e' detto da subito disponibile».
Il problema è che questa strada è diventata una palla avvelenata che l'amministrazione ha passato ai costruttori perché, secondo convenzioni già stabilite, è la ditta proprietaria del terreno a doversene occupare. Ma mentre si fa ambarabà ciccì cocò le attività della zona sono in crisi: non si vende, non c'è lavoro, si chiude.
L'incontro tra amministrazione, cittadini e costruttori è previsto per il 4 dicembre.
Intanto, i lavori continuano in via Portogallo e via Foscolo ma i problemi sono numerosi: «abbiamo sempre sottolineato la necessità di conoscere la progettualità del quartiere, l'emergenza della sicurezza, l'abbattimento delle barriere architettoniche, l'igiene, la segnaletica, l'illuminazione di alcune zone a rischio».
Sono questi i problemi da sempre messi in evidenza dal comitato cittadino della zona Pp1, che a vederla, al momento non è “il fiore all'occhiello” della città, come è stata spesso definita.
Col passare del tempo peggiora la situazione degli abitanti di Corso Strasburgo e di chi «ha creduto fin dall'inizio nello sviluppo urbanistico di questa zona investendo sia nelle abitazioni sia nelle attività commerciali. Ma abbiamo creduto anche alla serie di servizi che ci si aspettava accompagnasse questo incredibile insediamento di migliaia di persone», raccontano i rappresentanti del comitato.
« E' trascorso esattamente un anno dalla fondazione del nostro comitato. Ci siamo confrontati con le principali autorità di questa giovane amministrazione comunale, pungolando continuamente su tematiche importanti, senza nessun timore, senza mai abbassare la guardia perchè crediamo nel nostro operato, che ormai è una vera e propria missione».
La speranza che resta a questa fetta di città, è che nel prossimo convegno pubblico sia fatta chiarezza.
Antonella Graziani
10/11/2008 12.05