San Benedetto dei Marsi, «si deve tornare a votare»

Alessandro Biancardi

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SAN BENEDETTO DEI MARSI. A San Benedetto dei Marsi si deve tornare a votare. Così ha disposto il Tar dopo il riconteggio delle schede per un ricorso avanzato da chi aveva perso la scorso aprile.

Ma in paese le polemiche non stentano a scemare e si aspetta la
sentenza del Consiglio di Stato che dovrebbe mettere la parola fine
alla bagarre.
Tecnicamente adesso il sindaco Paolo Di Cesare, eletto per 3 voti di
scarto in primavera, adesso dovrebbe lasciare Palazzo di città. Il
prefetto dovrebbe nominare un commissario e a breve dovrebbero esserci ancora nuove elezioni.
Già perchè secondo il tribunale amministrativo la lista del sindaco
eletto e sconfessato e il suo avversario avrebbero ricevuto lo stesso
numero di voti.
Ma in paese circola un maxi manifesto, con tanto di fotocopia delle
tre disposizioni del Tar, emesse una di seguito all'altra e a poco
tempo di distanza.
Nella prima disposizione del 29 ottobre del 2008 i tre magistrati
Antonio Catoni (presidente), Rolando Speca e Paolo Passoni, dichiarano
eletto Marco Passante della lista "Progetto San Benedetto". Passante,
infatti, secondo la ricostruzione dei giudici, avrebbe ottenuto 969
voti, il suo avversario, Di Cesare, (la lista "per progredire
insieme") 968.
Ma il 29 dello stesso mese c'è anche un altro dispositivo in cui gli
stessi tre giudici decidono di annullare la proclamazione degli eletti
e disporre «il ballottaggio tra i due candidati».
I giudici si sono infatti accorti di un «errore materiale»: entrambi i
candidati hanno 968 voti.
«Quello che emerge», si legge in un volantino che circola per il
piccolo comune e che viene firmato dalla lista del sindaco spodestato,
«è l'assoluta superficialità con cui è stato modificato il risultato
elettorale. Quello che è ancora più grave è che emettere tre
dispositivi diversi in poche ore per una stessa causa è totalmente
illegale».
Nella motivazione della sentenza, secondo il volantino ci sono
«errori macroscopici dove alcune schede appaiono e scompaiono
misteriosamente, altre vengono attribuite prima alla lista numero 2 e
poi alla numero tre».
In attesa del pronunciamento del Consiglio di Stato, la lista lancia
una provocazione: «lanciamo un concorso a premi: il cittadino che tra
i tre diversi dispositivi riesce a evidenziare il maggior numero di
contraddizioni, riceverà in premio una cena offerta dal già sindaco
Paolo Di Cesare e una collezione completa de "Il Martello del
Fucino"».

07/11/2008 16.22