Lavoro, Reiss Romoli e Finmek: le due spine nel fianco degli aquilani

Alessandro Biancardi

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L'AQUILA. I lavoratori Tils del Campus Reiss Romoli dell'Aquila, la scuola superiore di formazione che faceva parte del gruppo Telecom e che nel 2006 è stata ceduta alla Tils Holding, sono partiti nella notte con un pullman e ora sono in Piazza Affari a protestare e a chiedere la revoca immediata della procedura di licenziamento collettivo.
A Telecom chiedono «di portare a termine al più presto il progetto
di rilancio promesso» oltre due anni fa. I 35 lavoratori che sono in
piazza mentre si attende l'inizio del Cda di Telecom sui conti, sono
una rappresentanza dei 70 che lavorano nel Campus abruzzese.
«Sono trascorsi due anni - dicono le rappresentanze sindacali - e
mentre il progetto di salvataggio subisce ritardi e inciampi, anche
legati alle vicende giudiziarie che coinvolgono la Regione Abruzzo, il
management di Tils non presenta un piano industriale credibile» e
impone «la chiusura forzata nel mese di agosto, ferie obbligatorie e
avvio della procedura di licenziamento nel mese di settembre».
Il 23 dicembre si chiuderà la procedura di mobilità e, spiegano le
Rsu, per il lavoratori si prospetta il licenziamento collettivo.
Torneranno a scendere in piazza anche i lavoratori del polo
elettronico e tecnologico aquilano Finmek.
Lo hanno annunciato questa mattina nel corso di una conferenza stampa i rappresentanti sindacali di Fim, Fiom e Uilm.
A breve, hanno detto, saranno indette le assemblee per decidere le
azioni da intraprendere in segno di protesta contro «l'immobilismo
delle istituzioni».
Erano presenti Clara Ciuca (Uilm), Alfredo Fegatelli (Fiom) e Gino
Mattuccilli (Fim). Sono tre, in questo momento, le situazioni di crisi
sulle quali i sindacati chiedono l'interesse delle istituzioni. Si
tratta della Finmek, per la quale viene sollecitata la presentazione
del piano industriale, del laboratorio di ricerca e sviluppo
Technolabs, per il quale sono stati annunciati piu' di 80 esuberi, e
della societa' Aquila Sviluppo, che doveva provvedere alla
reindustrializzazione del sito dell'ex polo elettroico e che «in
realtà - secondo i sindacati - si e' limitata alla sola gestione
immobiliare».

07/11/2008 14.26