Aca: riconfermato Bruno Catena. Acerbo:«Vergogna infinita»

Alessandro Biancardi

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Aca: riconfermato Bruno Catena. Acerbo:«Vergogna infinita»
PESCARA. «Bruno Catena ha fatto bene», arriva la riconferma per tre anni del presidente dell'Aca. I componenti del cda passano da 7 a 3.
Se i cittadini sono esasperati per le continue chiusure (notturne e non) dei serbatoi d'acqua ci pensa la stessa Aca ad infondere un po' di ottimismo. Per il consiglio d'amministrazione il presidente Bruno Catena ha fatto bene il suo lavoro, non ci sono problemi di sorta, tanto che il vertice della piramide è stato riconfermato per i prossimi tre anni.
L'assemblea dei soci si è svolta ieri pomeriggio alle 15,30.
All'ordine del giorno, tra i vari punti, c'erano l'esame e l'approvazione del bilancio di esercizio del 2007, del bilancio preventivo del 2008 e il rinnovo delle cariche dei membri del Consiglio d'Amministrazione dell'Azienda Comprensoriale, così come predisposto dalla Finanziaria 2007.
«Abbiamo votato la riduzione del numero dei componenti del Consiglio di Amministrazione dell'Aca», ha annunciato Catena, «passato da 7 a soli 3 membri».
Quindi l'assemblea dei soci ha approvato il rinnovo delle cariche: con 36 voti di preferenza sono stati eletti Bruno Catena come presidente del Cda, Ezio Di Cristofaro come vice presidente e Giuseppe Di Michele come consigliere.
Il nuovo Direttivo resterà in carica per tre anni. Inoltre durante la seduta odierna del Consiglio di Amministrazione sono stati anche approvati il bilancio di esercizio del 2007 e il bilancio preventivo
del 2008.

07/11/2008 9.06


ACERBO (RC):«E' L'ENNESIMA VERGOGNA»

«Dopo la serie interminabile di figuracce che l'ACA ha collezionato sulle tv e la stampa nazionale i sindaci del PD e PDL hanno la faccia tosta di confermarne i vertici. in qualsiasi paese civile, dopo gli scandali e le emergenze, si sarebbe proceduto alla nomina ai vertici aziendali di tecnici competenti e slegati dalla politica».
Non poteva essere tenero Maurizio Acerbo (Rc) con la riconferma di Catena che non sembra aver sortito alcuna reazione del mondo politico.
Acerbo dopo aver contribuito all'emersione dello scandalo dell'acqua avvelenata oggi contesta la nomina politica e la riconferma del vertice della società che gestisce il servizio idrico in oltre 50 comuni del Pescarese.
«I sindaci dell'ATO», ha aggiunto Acerbo, «pescarese hanno confermato Bruno Catena alla carica di presidente dell'ACA. Soltanto il nostro compagno Riziero Zaccagnini, sindaco di Tocco da Casauria, ha votato contro.
Si tratta di un fatto gravissimo che dimostra la mancanza di volontà di rinnovamento e la poca serietà del PD pescarese e dei suoi satelliti, nonchè il consociativismo che coinvolge i sindaci di centrodestra. L'ACA è una vacca da cui mungono in molti, c'è spazio per le clientele di tutti. L'ACA non è in grado di garantire un servizio idrico efficiente, ma rimane un serbatoio di assunzioni, incarichi, appalti prezioso per i signori delle preferenze e delle primarie taroccate».
«Ricordiamo che un anno fa», ha aggiunto Marco Fars, segretario provinciale Rc, «i consigli comunali di Pescara, Chieti e Montesivano avevano approvato ordini del giorno che impegnavano i sindaci a richiedere la rimozione dei vertici ACA dopo la conferma dei dati forniti da Rifondazione e WWF sull'erogazione ai cittadini di acqua contaminata da sostanze pericolose per la salute umana (cancerogene). E' incredibile che venga confermato un presidente come Catena raggiunto da provvedimenti della magistratura che, al di là della vicenda penale, comunque confermano i fatti da noi denunciati rispetto alla pessima gestione dell'ACA spa».
Bruno Catena insieme agli altri campioni del "partito dell'acqua" è tra gli indagati per aver fatto bere acqua inquinata, ma anche in quella riguardante le irregolarità dell'appalto per la gestione del depuratore di Pescara, inchiesta denominata Fangopoli.
«E' evidente che Rifondazione», hanno concluso i due esponenti,«debba continuare la lotta su due fronti: contro la destra e contro le componenti deteriori del PD. L'esclusione di Di Matteo dalle liste è stato un primo grande risultato politico, ma la lotta non è finita».

07/11/2008 18.59