Stabilizzazione precari (e portaborse?), venerdì il Consiglio ci riprova

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. «I precari come merce di scambio», ma anche i fondi alla cultura come prezzo per ottenere altro in cambio. Qualcosa che si decide nel segreto delle stanze dalla politica miope spesso distante anni luce dall'interesse collettivo. * SUL PIEDE DI GUERRA ANCHE I PRECARI DELLA PROVINCIA DI TERAMO
Domani nuova convocazione del consiglio regionale dopo la figuraccia
di mercoledì. Occorre votare la variazione di bilancio ma le questioni
scottanti sono quelle che riguardano la stabilizzazione dei precari,
molti dei quali in Regione da alcuni anni ed entrati con concorso.
Ma a fine legislatura è forte la tentazione per sveltine e così
scivolano dentro anche i portaborse che sono invece incarichi a
chiamata diretta, persone che lavorano nelle segreterie politiche che
pure qualcuno vorrebbe far diventare dipendenti regionali a tempo
indeterminato a tutti gli effetti.
Tentativo affatto nuovo.
Ci sono poi gli emendamenti che Rifondazione ripropone sulla anagrafe
degli eletti e la trasparenza.
L'amareza tra i precari è però tantissima.
Nella scorsa seduta erano presenti alla seduta: Roselli (Pd), Aceto
(Udeur), Pisegna (Pd), Verticelli (Pd), D'Amico (Pd), Bosco (Pd),
Misticoni (Pd), Melilla (Sd), Santroni (Rc), Orlando (Rc), Macera
(Ci), Verini (Ld), Evangelista (Misto), Palomba (IdV), Di Stanislao
(IdV), La Morgia (Pd), Piluso (Pd), Fracassi (Pd), Caramanico (Pd),
Cesare D'Alessandro (IdV), Camillo D'Alessandro (Pd), Pace (An),
D'Orazio (Pdl), Di Paolo (Dc).
Ma al momento di iniziare i lavori erano assenti: Di Matteo (Pd),
Caporale (Verdi), Stati (Pdl), Orsini (Pdl), Pagano (Pdl), Tagliente
(Pdl), Teodoro (Pdl), Castiglione (An), Amicone (Udc), Di Bartolomeo
(Mpa), Sabatini (Misto), De Matteis (Mpa), Di Paolo (Ppe-Dc), Desiati
(Misto).
La seduta dunque si è aperta con il numero legale per votare poi però
le assenze hanno bloccato i lavori.
«Gli animi sono esasperati», dicono oggi i precari, «le menti
annebbiate dalla rabbia, l'intelligenza offesa da chi, in tutti i modi
ha cercato di chiudere anche quella che si era aperta come l'ultima
seduta del Consiglio Regionale. Finora siamo stati proprio noi a
volere il dialogo, ma ora questo non basta. Ci servono i fatti.
Chiediamo quindi, a tutti i consiglieri che ricoprono nella Regione
Abruzzo dei ruoli strategici, quali l' Assessore al Bilancio Giovanni
D'Amico, il Presidente della Prima Commissione Angelo Orlando, e a
tutti coloro che "sanno", di aprire il Consiglio di domani con una
dichiarazione per rendere noto chi, nel segreto delle sue stanze pensa
a come infilare ulteriori provvedimenti barattandoli con il proprio
voto».
«Cari consiglieri», si legge in una nota degli stessi lavoratori della
Regione, «quello che avete chiesto ai vostri elettori e che vi accingete a chiedere alla vigilia delle prossime elezioni regionali è la responsabilità nell'esprimere un voto necessario a risollevare le
sorti dell'Abruzzo. Con quale coraggio lo chiedete, visto che state
oltraggiando la Sede Istituzionale per eccellenza che è il Consiglio
Regionale?»
E domani Rifondazione Comunista sosterrà la stabilizzazione dei
precari (ASL, etc..) e gli emendamenti sulla trasparenza (anagrafe
pubblica degli eletti) ed il taglio alle indennità di consiglieri e
assessori regionali.
«E' ora che tutti i consiglieri regionali si assumano la responsabilità di stabilizzare le lavoratrici e i lavoratori che gli stessi Enti regionali hanno chiamato a garantire la fornitura di servizi essenziali. E' indecente assistere a questo balletto dei rinvii su diritti come il lavoro, costituzionalmente garantiti, tentando per altro di introdurre nella moratoria i portaborse e vari saldi di fine stagione nel provvedimento di variazione di bilancio», dichiara la capogruppo PRC in consiglio regionale, Daniela Santroni.
« La stabilizzazione del lavoro precario ed una selezione attraverso
concorsi pubblici e criteri trasparenti per l'assunzione del personale
della Pubblica Amministrazione è uno dei punti del programma della
coalizione di centrosinistra» ricorda Marco Gelmini, segretario
regionale PRC.

06/11/2008 16.52

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SUL PIEDE DI GUERRA ANCHE I PRECARI DELLA PROVINCIA DI TERAMO

Il Coordinamento dei precari della Provincia di Teramo esprime «sconcerto e preoccupazione» in relazione al piano di stabilizzazione che il Presidente Ernino D'Agostino, il direttore generale Francesco Grue e il dirigente del Personale Piero De Camillis hanno presentato al tavolo di concertazione sindacale, tenutosi lunedì 3 novembre, alla presenza di Cgil, Cisl, Uil, Fenal e della Rsu, ed avente ad oggetto il piano occupazionale 2008-2010.
«La proposta della Provincia», dicono i lavoratori precari, «che con un eufemismo si giudica assolutamente inadeguata ad affrontare la complessità del problema, prevede la possibilità di assumere 24 precari con contratti part-time (16 ore) nell'anno 2010».
In pratica, la Provincia di Teramo vorrebbe risolvere il problema cominciando con l'assumere tra due anni solo una parte dei 58 precari attualmente dipendenti a tempo determinato e regalando agli stessi la prospettiva di uno stipendio di circa 500 euro al mese e di «un futuro evidentemente… senza futuro».
«Non serve aggiungere», spiegano in una nota i precari della Provincia, «che l'ente ha anche comunicato “l'intento programmatico di completare il percorso nell'anno 2011”, visto che, appunto, si tratta di un intento dai contenuti generici e nulla di più. Tutto ciò - ancor più mentre la Provincia (governata da una giunta di centro-sinistra) si appresta a bandire i concorsi per quattro nuovi ruoli dirigenziali a tempo indeterminato - costituisce un'autentica offesa nei confronti delle aspettative e della dignità di chi attende da anni la regolarizzazione di un rapporto di lavoro svolto ricoprendo ruoli essenziali per l'erogazione degli stessi servizi ai cittadini».
Il Coordinamento dei precari della Provincia di Teramo, riservandosi di promuovere «azioni anche eclatanti di protesta», auspica fortemente che «l'amministrazione modifichi la proposta in linea con quanto ha sempre promesso in tema di precariato e tenendo presente che il Governo nazionale ha più volte comunicato l'intenzione di abrogare le vigenti norme per la stabilizzazione dei precari previste nelle Finanziarie 2007/2008 (legge 296/2006 e legge 244/2007)».

07/11/2008 8.19