Forestali: prima arrestano 5 rapinatori poi sequestrano 4 cave

Alessandro Biancardi

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MAGLIANO DEI MARSI. Giornata impegnativa questa mattina per la Forestale della provincia dell'Aquila: gli agenti prima hanno bloccato e arrestato cinque uomini per rapina, poco dopo hanno sequestrato una discarica di 10 ettari.
Tre romani, un napoletano e un abruzzese, autori di una rapina in
banca a Magliano dei Marsi sono finiti in manette questa mattina. A
incastrarli gli agenti della Forestale che in realtà erano sul posto
perchè impegnati in un sequestro di quattro discariche abusive. Ai
rapinatori questa fortunata coincidenza non ha affatto giovato.
Un passante, infatti, ha segnalato ai forestali la presenza dei cinque
banditi e per loro la corsa è finita prima del tempo.
Poco dopo è stato fermato anche l'autista del furgone che nel
frattempo aveva tentato di allontanarsi con il bottino di 30 mila
euro.
Il colpo era stato compiuto poco prima all'agenzia della Banca Toscana
di Magliano dei Marsi, piu' volte presa di mira.
Nel camioncino e' stata scoperta una struttura in legno sotto la
quale, gli uomini del Corpo forestale dello Stato e quelli della
Polizia di Stato, hanno trovato altre tre persone armate e ben
nascoste.
I responsabili della rapina sono stati disarmati e condotti presso la
Procura della Repubblica di Avezzano, insieme a tutta la refurtiva posta sotto sequestro.
All'operazione hanno partecipato gli uomini del Nucleo Investigativo
Provinciale di Polizia Ambientale e Forestale de L'Aquila, quelli del
Comando Stazione di Avezzano e del Comando Stazione di Magliano dei Marsi del Corpo forestale dello Stato.


IL SEQUESTRO DELLA DISCARICA

L'operazione del giorno, degli uomini del Nipaf del Corpo forestale
coordinati dal vice questore Luigi Margarita, era in realtà un'altra:
sequestrare quattro discariche abusive a Magliano dei Marsi per un
totale di 10 ettari di rifiuti.
Nei siti erano stati stoccati migliaia di metri cubi di materiale
pericoloso: amianto, pneumatici, scarti di edilizia e secondo gli
inquirenti sotto a quello che è oggi visibile potrebbero nascondersi
altri 30 mila metri cubi di rifiuti. Pericolosi e non.
21 sono le persone iscritte nel registro degli indagati che dovranno
rispondere a vario titolo del disastro ambientale causato in quelle 4
cave in disuso che un tempo erano servite per costruire l'autostrada.
E a pochi passi c'è anche un corso d'acqua: il destino della regione
sembra proprio quello di celare bombe ecologiche.

06/11/2008 16.59