Pediatri di famiglia contro l'Asl: coi tagli a rischio numerose prestazioni

Alessandro Biancardi

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PESCARA. Lettera al direttore generale Balestrino: in forse diverse attività gratuite di base

Le decisioni del direttore generale dell'Asl di Pescara, Antonio Balestrino, di tagliare i compensi dei pediatri convenzionati con il Servizio sanitario nazionale, «comporteranno per i bambini assistiti la perdita improvvisa di numerose e importanti prestazioni sanitarie gratuite».
Lo affermano i pediatri di famiglia pescaresi riuniti nella Cipe, attaccando la decisione unilaterale del manager dell'Azienda sanitaria pescarese.
«Sulla base delle decisioni assunte - affermano - non sarà più possibile elaborare i bilanci di salute, strumenti fondamentali per il controllo della crescita e un regolare sviluppo. Inoltre, verrà meno la tenuta del libretto sanitario pediatrico, dove viene annotato lo stato di salute dei piccoli e che è consultabile ogniqualvolta si cambi residenza o medico. Allo stesso modo, gli screening della vista e dell'udito, della scoliosi, dell'autismo, dei disturbi del linguaggio rischiano di non essere più effettuati».
Nel mirino dei pediatri convenzionati - che denunciano i costi sociali che le scelte dell'Asl pescarese comporteranno in termini di maggiori costi per la mancata attività di prevenzione - è finita la comunicazione della stessa Azienda del 22 ottobre scorso, con cui il direttore generale ha deciso senza alcuna consultazione preventiva, ed in modo unilaterale, il taglio di una parte consistente dei compensi ai pediatri convenzionati, per una cifra che sfiora il 30 per cento.
Ora, in una lettera del segretario regionale Amedeo Spinelli e della vicesegretaria regionale Patrizia Bonatesta, inviata allo stesso vertice dell'Asl, al commissario di Governo per i conti della sanità, Gino Redigolo e al commissario dell'Agenzia sanitaria regionale, Giuliano Lalli, chiedono «il ritiro immediato del documento, di ripristinare quanto disposto dalla Delibera regionale numero 592 del 1° luglio scorso (sui piani di rientro concordati con i medici, ndr) e la convocazione urgente della delegazione sindacale».
I pediatri, che in caso contrario si riservano di agire in tutte le sedi, ricordano come «per la pediatria di libera scelta la spesa sia tenuta sotto controllo in maniera rigorosa».
E' solo grazie «al senso di responsabilità dell'intera categoria – conclude la nota - che anche alla luce dei pesanti tagli economici imposti non sia stata intrapresa sin qui alcuna azione o manifestazione che potesse mettere in crisi l'assistenza di una fascia sociale debole come quella dell'infanzia».

04/11/2008 16.14