Esposto alla Procura: «brogli alle comunali di Pescara»

Alessandro Biancardi

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LA DENUNCIA. PESCARA. Adele Caroli ha presentato un esposto alla Procura della Repubblica per chiedere che vangano accertate le modalità di scrutinio alle scorse elezioni comunali di Pescara.


Tutto era cominciato a giugno scorso quando, dopo la non elezione, la mancata consigliera comunale aveva presentato ricorso al Tar. Il Tribunale amministrativo ha accettato le contestazioni mosse ed è ripartito il conteggio.
Durante le operazioni di controllo però, Adele Caroli e il suo legale di fiducia sono rimasti sconcertati sia dalle modalità di verifica che dallo stato in cui erano state conservate le schede.
L'esposto che è partito nei giorni scorsi dall'esponente del centrodestra, quindi, va ben oltre la sua posizione personale in consiglio comunale.
«Lo scorso 10 giugno», racconta la diretta interessata, «ho depositato ricorso contro gli eletti Andrea Pastore, Giampiero Catone, Guido Cerolini Forlini, Massimo Cellini e nei confronti del Comune di Pescara per ottenere la riforma del verbale di proclamazione degli eletti alla carica».
Il 25 luglio il Tribunale amministrativo, in accoglimento del ricorso, ha disposto l'acquisizione di alcune schede elettorali per verificare gli errori.
Le operazioni di verifica hanno interessato complessivamente 120 sezioni su 170 totali, e la Caroli si è vista riconosciuta nuove preferenze.
«Questa circostanza», sostiene oggi, «appare del tutto irrisoria rispetto alla gravità dei fatti che ho avuto modo di riscontrare. Già, perché le anomalie sarebbe altre, tante e ben circostanziate: «in gran parte delle sezioni fra quelle esaminate abbiamo riscontrato l‘esistenza di schede annullate senza alcun elemento di irregolarità il che vale a dire che le schede realmente nulle erano in numero inferiore a quello complessivamente indicato».
Al contrario, in molte altre sezioni, sempre secondo quanto avrebbe visto la Caroli, «sono state rinvenute numerose schede computate fra quelle valide che recavano elementi e segni di incontrovertibile irregolarità, tali da necessitare un loro annullamento».
Tra questi: tentativi di cancellazione della croce sul simbolo prescelto, con un secondo sbarramento di un altro simbolo dello schieramento opposto; cancellature evidenti con reiscrizione della preferenza; presenza di croci equidistanti fra due simboli differenti.
Inoltre i plichi corrispondenti ad alcune fra le singole sezioni, «sono giunti in alcuni casi con totale assenza di firme nella zona corrispondente alla chiusura con il nastro da imballaggio mentre in altri casi sono apparsi evidentemente manomessi tanto da non essere stati poi nuovamente sigillati».
Ma non finisce qui: «tutti i bustoni contenenti i verbali delle sezioni esaminate, lungi dal recare i necessari sigilli, timbrature e firme, erano chiusi con il solito nastro da imballaggio siglato con un segno corrispondente più o meno ad una V, assolutamente inidoneo».
Inoltre «le schede bianche e quelle nulle sovente sono state mescolate insieme invece di essere state confezionate separatamente come doveroso». Ma non solo: «in alcuni casi le schede bianche erano nientemeno che catalogate fra quelle nulle, mentre parecchie di loro sono state lasciate “immacolate”, senza alcuna vidimazione o firma ad opera del Presidente di seggio, o chi per lui, con tutti gli evidenti pericoli in ordine ad un loro potenziale riutilizzo per fini di illegale manipolazione dei risultati elettorali».
Secondo la Caroli, inoltre, «per quanto riguarda le preferenze si è avuto modo di rilevare l'identità di calligrafia e modalità di scrittura fra alcune schede che esprimevano lo stesso voto, come fossero state vergate dalla stessa mano».
Per queste ragioni l'esponente del Pdl chiede che la magistratura faccia chiarezza. 03/11/2008 10.20