Trovato un crostaceo nelle Gole del Sagittario: «è un fossile vivente»

Alessandro Biancardi

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POPOLI. Le meraviglie delle sorgenti abruzzesi: nell'Oasi WWF delle Gole del Sagittario trovato un crostaceo considerato come vero e proprio "fossile vivente"
Le sorgenti abruzzesi nascondono meraviglie animali spesso sconosciute. Specie microscopiche di crostacei si presentano con immagini quasi oniriche quando vengono osservate al microscopio elettronico.
Lontani parenti dei crostacei che tutti conoscono, insieme con altri gruppi di invertebrati, come gli efemerotteri e i tricotteri, popolano gli interstizi tra i detriti delle sorgenti anche a diversi metri di
profondità. Hanno colonizzato habitat particolari e localizzati, spesso minacciati dall'intervento umano sia direttamente sia indirettamente con l'inquinamento delle aree circostanti.
Le Oasi abruzzesi del WWF hanno deciso di attivare una vera e propria rete di monitoraggio per studiare la fauna delle sorgenti e avere indicazioni gestionali, visto che due oasi, le Sorgenti del Pescara a Popoli e le Gole del Sagittario ad Anversa degli Abruzzi, includono due tra le più copiose sorgenti appenniniche.
Durante una conferenza stampa svoltasi oggi a Pescara è stato quindi firmato un nuovo accordo per monitorare le Sorgenti del Pescara e sono stati presentati per la prima volta i risultati finali dello studio innovativo sulla qualità del sistema sorgivo delle Sorgenti di Cavuto nell'Oasi WWF delle Gole del Sagittario ad Anversa degli Abruzzi.
«Da due anni è in corso un vero e proprio gemellaggio tra Oasi del WWF in Abruzzo con il dipartimento di Scienze Ambientali dell'Università dell'Aquila volto alla conoscenza dei sistemi sorgivi», ha dichiarato la professoressa Diana Galassi, dell'Università di L'Aquila-
«E' importante che gli enti attivi sul territorio promuovano la ricerca scientifica finalizzata al miglioramento della gestione dell'ambiente. Un continuo interscambio tra territorio e strutture di ricerca può assicurare un futuro sostenibile alla nostra regione. La ricerca svolta nell'Oasi WWF
delle Gole del Sagittario ha portato a risultati straordinari accertando come quella delle Sorgenti di Cavuto sia una delle tre più importanti in termini di conservazione della biodiversità e di importanza biogeografica tra le oltre 50 sorgenti campionate nell'Appennino dalla mia equipe». Infatti sono state trovate specie di crostacei copepodi rarissime, come Parastenocaris italica e Diacyclops paolae, endemiche delle aree appenniniche.
«Devo dire», ha aggiunto Galassi, «però, che il ritrovamento in assoluto più significativo è quello di una rarissima specie chiamata Pseudectinosoma reductum, nota solo per un altro sito in tutto il mondo».
Si tratta di un vero e proprio fossile vivente, un elemento relitto antico (paleorelitto) di origine marina, che è sopravvissuto in sistemi idrici carsici montani, in cui si è insediato alcuni milioni di anni or sono quando le nostre terre erano ricoperte dal mare.
«Per condurre questa ricerca», continua l'esperta, «abbiamo utilizzato nuovi metodi che ci permettono di valutare degli indici, come l'Evolutionary Index, che servono per descrivere la
qualità degli ambienti sorgivi al variare delle condizioni, compreso l'impatto antropico».
Quelle di Cavuto hanno una portata di 1300 litri al secondo e sono collegate ad un acquifero vasto 20000 ettari, molto più ampio della Riserva dove sgorgano.
Esse subiscono l'influenza della Diga di San Domenico posta a monte sul corso del Sagittario. Lo studio sta dando informazioni utilissime per capire quale debba essere il cosiddetto Minimo Deflusso Vitale.
«Avevamo presentato alla stampa circa due anni fa l'accordo per lo studio e il monitoraggio delle sorgenti della Riserva», ricorda Mario Giannantonio, assessore al Comune di Anversa degli Abruzzi. «Ora arrivano dei risultati che confermano l'importanza europea dell'area delle Gole del Sagittario in ambito naturalistico. E' un onore per la piccola comunità di Anversa che in questi anni, attraverso la collaborazione con il WWF, ha stretto collaborazioni con i migliori istituti di ricerca per avere gli strumenti tecnici adeguati per gestire questo patrimonio correttamente».
«Popoli si vuole caratterizzare come città dell'acqua», ha aggiunto Emilio Castricone, sindaco del Comune di Popoli, « per il numero e l'importanza delle sorgenti presenti sul suo territorio. Siamo chiamati a gestire una risorsa strategica come l'acqua e per questo dobbiamo attrezzarci dal
punto di vista scientifico. Per questo abbiamo deciso insieme al WWF di avviare questo partenariato con l'Università di L'Aquila per monitorare le sorgenti più famose d'Abruzzo».

31/10/2008 15.41